Giuseppe Conte che sventola una bandiera rossa e canta “Avanti o popolo”: non è ancora accaduto, ma poco ci manca. L’ex premier, per dirla alla Guccini, si lancia a bomba contro l’ingiustizia. Nella sua lettera-manifesto di venerdì a Repubblica abbraccia un’idea molto distante dalle origini del Movimento che si pone come traguardo, citiamo testualmente, “la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali”. L’eguaglianza di classe. La riscossa degli oppressi. Il socialismo. Il sol dell’avvenire.
L’attenzione è stata catturata dalla condanna del woke che qualche commentatore ha letto come un siluro a Elly Schlein, armocromista arcobaleno, ovvero il politicamente corretto fatto persona. Ma la vera dialettica tra Giuseppe e Elly in vista delle primarie riguarda non tanto i diritti cosiddetti quanto appunto la struttura della società, le nuove forme dello sfruttamento economico, le lotte da mettere in campo contro il capitalismo in agguato. Il leader dei Cinque stelle, come vedremo, si colloca molto più a sinistra della segretaria Pd. Ammicca a settori del mondo post-comunista, della falce e martello. Perfino Nicola Fratoianni dovrà stare in campana.


