Caro direttore, le posso dire? Ma questo Lagalla è veramente un bel tipino. Ha sentito di questo sgarbo istituzionale che ha fatto a Tantillo? Certe volte, mi creda, si perde il senso della misura. Ma come? Organizzi la conferenza stampa di presentazione di Radio Italia live – il Concerto (stiamo parlando di un evento di portata epocale per la nostra città, secondo per importanza solo al matrimonio di Dua Lipa) e non inviti il Presidente del Consiglio Comunale? Già c’era rimasto male che non era stato invitato al matrimonio e Lagalla gli fa la seconda?

Dico, ora, a parte che Palazzo Palagonia è di Tantillo, nel senso che lui sta lì al momento: è come fargliela sotto il naso! Ma, poi, la presentazione di Radio Italia live – il Concerto, come si fa a non capire che per lui era importante? Lui è il Presidente! Se qualche consigliere fa un intervento in aula e gli chiede di dare informazioni sul concerto? Che so, direttore, metta che gli chieda la scaletta della serata, lui che risponde? Non la conosco, non c’ero, non mi hanno invitato. È una brutta storia, direttore, quello fa una figuraccia, su un argomento, poi, politicamente così importante per il benessere della collettività.

Direttore, perché, diciamo le cose come stanno, a quello Tantillo pensava quando ha scritto al Sindaco Lagalla. E le posso dire? A scanso di equivoci, non l’ha fatto per la sua persona, ma per il ruolo che ha l’onore di ricoprire e che ha ricoperto, è bene dirlo, con una inusuale autorevolezza. Escludere il Presidente del Consiglio, ha voluto precisare nella sua missiva a Lagalla, significa, di fatto, escludere e ignorare l’intero Consiglio Comunale proprio all’interno della sua stessa casa istituzionale. Il tono è giustamente severo e indignato.

Tantillo e il Consiglio Comunale sono sempre stati un tutt’uno, come quando doveva essere il capo dell’opposizione e invece presiedeva il governo della Repubblica di Vichy e in consiglio faceva la quinta colonna di Orlando. Di fatto era agli ordini di Miccichè, ma in realtà ha sempre fatto e vuole continuare a fare, con modestia e umiltà, sempre la stessa cosa: coltivare il suo giardinetto. Tanto che, quando all’inizio di questa legislatura scoppiò un conflitto tra Schifani e Miccichè, il primo a voltare le spalle a quest’ultimo fu proprio il nostro eroe.

Io, però, Tantillo lo conosco bene, ci dev’essere dell’altro. Sa come funziona, direttore, magari uno è presente alla conferenza stampa, incontra gli organizzatori e può chiedere con rispetto qualcosina. Io so che ogni tanto sotto la doccia Tantillo canticchia. Forse pensava che da Presidente del Consiglio Comunale gli potesse spettare una particina nel concerto e voleva chiedere se gli facevano cantare una canzone? Che c’era di male? Magari voleva proporre un duetto con Dua Lipa. Io, fossi stato negli organizzatori, un pensierino l’avrei fatto. Sa come sono queste produzioni moderne. Ti invitano sul palco, il pubblico impazzisce, parte una standing ovation e il giorno dopo ti ritrovi a Sanremo senza nemmeno capire bene come sia successo. Secondo me, Lagalla si è fatto due conti e gli ha voluto tarpare le ali.