Tra le tante accuse mosse alla campagna dell’assessorato regionale alla Salute, che ritrae una donna con due calici di vino al posto del seno, e un invito a controllare la sbronza, ci sono quelle legate al sessismo, al cattivo gusto e all’infondatezza scientifica. Ma il plagio no, non ancora. Eppure il volto della donna che il graphic designer ha utilizzato per il suo (poco originale) lavoro, che sul sito istituzionale costruiresalute.it ha resistito a malapena ventoquattr’ore, è uguale spiccicato a quello dell’ultimo album di Alicia Paige, “Acoustic”, distribuito su tutte le piattaforme online (Youtube, Spotify, ecc.) a ottobre 2018.

Ci sarebbe da ridere, se la questione non fosse talmente seria da meritare un’interrogazione all’Ars. Porta la firma del deputato dei Cento Passi, Claudio Fava, che si è rivolto al presidente Nello Musumeci e all’assessore Razza per sapere “quanto costa, chi l’ha autorizzata e come è stato scelto chi ha curato la “creatività” della campagna di comunicazione istituzionale della Regione Siciliana contro l’abuso di alcool, ritirata dal web poche ore dopo la pubblicazione perché accusata da più parti di essere sessista e volgare?”. Domande legittime che fanno il paio con quelle di molti utenti che hanno preso d’assalto i social per sputare sentenze nel classico tribunale di Facebook. La diffusione dell’immagine ha innescato una serie di polemiche, anche per la scritta da cui era correlata: quali sono le giuste dosi di alcol per una donna? “Non esistono dosi giuste né per una donna né per un uomo. La campagna non è solo volgare, ma sbagliata scientificamente. Soldi pubblici buttati”, si legge in un commento. Un’autentica bufera, cui non ha ancora partecipato l’ignara Alicia Paige. A proposito, chi è Alicia Paige?

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