«Un risultato importante per la Regione Siciliana e per l’azione del mio governo. La decisione della Corte costituzionale riconosce in modo chiaro gli spazi di autonomia finanziaria e ordinamentale della Regione in materia sanitaria, confermando la legittimità della scelta, da noi fortemente voluta, di destinare maggiori risorse regionali per incrementare le tariffe di alcune prestazioni ambulatoriali e garantire così una più efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza».
Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando la sentenza con cui la Corte costituzionale ha respinto il ricorso del Governo nazionale contro l’articolo 6 della legge regionale 26/2025, che ha stanziato 15 milioni di euro per incrementare la spesa destinata all’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata.
Nel dispositivo, la Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dallo Stato, riconoscendo che l’intervento della Regione rientra nella competenza legislativa concorrente in materia di tutela della salute e che le Regioni possono stabilire tariffe superiori a quelle nazionali quando l’incremento è finanziato con risorse proprie e non grava sul Fondo sanitario nazionale.
Secondo i giudici costituzionali, la norma siciliana non introduce nuove prestazioni sanitarie, ma interviene sulla remunerazione di prestazioni già comprese nei livelli essenziali di assistenza, con l’obiettivo di garantirne l’effettiva erogazione e assicurare l’equità di accesso ai cittadini.
La Corte ha inoltre evidenziato che le maggiorazioni tariffarie previste dalla legge regionale sono sostenute da risorse del bilancio della Regione, confermando quindi la compatibilità dell’intervento con i principi di coordinamento della finanza pubblica.
«Ma quello che più conta – aggiunge Schifani – è che questo provvedimento permetterà di erogare maggiori prestazioni ai cittadini, riducendo i tempi di attesa e avvicinando la sanità siciliana ai bisogni concreti della gente. Desidero infine ringraziare l’Ufficio legislativo e legale della Regione per il lavoro preciso e determinante che ha reso possibile questo risultato».


