Non basta un dibattito e non basta neanche la riscrittura dei regolamenti parlamentari. Solo i settanta deputati dell’Ars sono convinti che in Sicilia ci sia ancora spazio per la politica. Non si accorgono che la Regione è sprofondata in una palude di cenere e fango, per dirla con Giobbe, e che le sabbie mobili della corruzione hanno inghiottito le ultime briciole di credibilità. Non capiscono che non c’è più spazio per i travestimenti e per le ipocrisie, per le mance e gli inciuci, per i giochi sottobanco e le imboscate dei franchi tiratori. Credono ancora che basta recitare due paroline magiche come legalità e trasparenza per ridare vitalità a un sistema ormai al collasso; per cancellare colpe e complicità. Poveri deputati. Non si accorgono che, al punto in cui siamo non serve nemmeno un rimpasto di governo. E’ suonata la campanella, la ricreazione è finita.

