Il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, interviene nel dibattito aperto sulle pagine del Il Foglio sulla libertà culturale alla Biennale. Lo fa con una lettera indirizzata a Giuliano Ferrara, autore dell’editoriale “Guernica vs Guernica”, in cui si discuteva anche dell’idea di creare a Venezia uno spazio dedicato ai dissidenti. Rispondendo a quell’appello contro ogni forma di censura, e polemizzando con l’intervento dell’“ex burocomunista”, riferimento al ministro della Cultura Alessandro Giuli, Buttafuoco anticipa al giornale due iniziative che la Biennale avrebbe annunciato più avanti.

La prima riguarda il cinquantenario della cosiddetta “Biennale del Dissenso”, l’edizione del 1977 voluta da Carlo Ripa di Meana. In quell’occasione Venezia aprì le porte agli intellettuali perseguitati nei paesi del blocco sovietico, trasformando la manifestazione in una tribuna internazionale per il dissenso politico e culturale. A cinquant’anni di distanza, l’idea è riprendere quello spirito.

Il progetto in preparazione prevede l’invito di cinque figure contemporanee in forte contrasto con i rispettivi governi. Arriveranno da contesti molto diversi — Stati Uniti, Israele, Cina, Russia e perfino Unione europea — ma avranno in comune una condizione di dissenso politico o culturale nei loro paesi. I nomi non sono ancora pubblici: verranno annunciati più avanti, spiega Buttafuoco, per ragioni organizzative. Continua su Huffington Post