Il governatore Schifani ce la sta mettendo tutta per salvare l’immagine sua e della Regione: ha marginalizzato Cuffaro e ha dimezzato gli assessorati della DC; ha ridotto le pagnotte assegnate annualmente al faccendiere Maurizio Scaglione; e ha bloccato un colossale progetto immobiliare su Makari già avallato dal famigerato Cts, le forche caudine dalle quali è costretto a passare ogni imprenditore a cui serve un’autorizzazione ambientale. Ma le parole pronunciate l’altro ieri a Ravanusa – “sono orgoglioso della mia squadra, ho accanto giovani assessori bravissimi” – forse appaiono un po’ esagerate. Le ha dette mentre aveva accanto Alessandro Aricò che in tre anni non è riuscito a completare il ponte di Blufi, un’opera di 15 metri; e mentre mantiene al suo fianco Elvira Amata, inquisita per corruzione. Sugli altri – Albano, Tamajo, Savarino – solo veli pietosi.