Sara Prando, lettrice di Repubblica, scrive a Francesco Merlo: “Ho letto con interesse il libro di Giuseppe Sottile Palermo di chitarra e coltello, da lei consigliato tempo fa. Amando molto Letizia Battaglia, mi sembra che la sua ombra e il suo sguardo siano costantemente sullo sfondo: Sottile scrive con le parole ciò che lei aveva immortalato con la macchina fotografica”. Ed ecco la risposta dell’editorialista di Repubblica: “Quella di Peppino Sottile e di Letizia Battaglia è la scuola dell’Ora, che non si limitò a cambiare la verità dell’Italia. Basti come esempio l’immagine di Sergio Mattarella che il 6 gennaio del 1980 cercava di afferrare il corpo del fratello Piersanti per estrarlo dall’auto crivellata di colpi. E’ la foto di Letizia che, forse per prima, elevò il documento all’iconografia della Pietà. Con lei la realtà entrò nell’arte e la fece a pezzi”.


