Ci sono i medici e ci sono i guaritori: i primi studiano, i secondi imbrogliano. Succede anche nel fatato mondo dell’informazione: c’è il giornalismo d’inchiesta serio, coscienzioso, adamantino, che controlla le fonti, che fa i doverosi riscontri ed è talmente onesto che se sbaglia ammette pubblicamente l’errore e chiede pure scusa; e c’è il giornalismo d’inchiesta un po’ peloso e un po’ cialtrone, che cerca lo scoop per moralismo o per convenienza politica ed è fatto in prevalenza da santoni amati e venerati da forcaioli e manettari. Codesti santoni vivono ormai sugli altari e non avvertono più il bisogno di documentarsi. La loro missione è quella di somministrare ogni giorno al popolo dei giustizialisti una robusta dose di scandali e sospetti ad alta gradazione sbalorditiva. Non pagano pegno, non chiedono mai scusa. L’ultima vittima si chiama Nicole Minetti.