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Federica Olivo per HuffPost

Conte va a casa di Meloni
per litigare con Elly Schlein

Elly Schlein cerca convergenze e Giuseppe Conte si allontana. La segretaria del Pd rifiuta l’invito alla Festa "Atreju" di Fratelli d'Italia, dove invece il presidente del Movimento 5 stelle si precipita. Sale sul palco, si prende qualche fischio - specie all'inizio - ma anche diversi applausi. Intervistato da Mario Sechi, l’Avvocato del popolo - oggi Conte si è ufficialmente riappropriato dell'appellativo - non risparmia le critiche al governo Meloni su vari punti - dal ddl sicurezza all’economia, dalla politica estera alla gestione del Pnrr - ma i toni si alzano e fanno emergere una grande voglia di polemizzare con il Pd. Continua su Huffington Post

La lite sul canone Rai
manda in tilt la Meloni

“Non giova a nessuno”. È furiosa Giorgia Meloni, quando si rende conto che quello che Palazzo Chigi ha provato a evitare fino all’ultimo momento utile, alla fine è successo. E così, pochi minuti dopo la bocciatura della riduzione del canone Rai da 90 a 70 euro - con Forza Italia che ha votato, con l’opposizione, contro l’emendamento leghista e mandato sotto la maggioranza - arriva il commento stizzito, filtrato da fonti di Palazzo Chigi: "Il Governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà. L'inciampo della maggioranza sul tema del taglio del canone Rai non giova a nessuno". L’inciampo, però, è stato doppio, così come doppia è la spaccatura in questa giornata in cui Lega e Forza Italia si fanno..

Dalla giustizia al canone Rai
Il governo rimane nel pantano

Giustizia e canone Rai. La maggioranza si incarta. E rinvia. Dopo il vertice domenicale a casa di Giorgia Meloni, che non ha portato consiglio su alcuni temi chiave, ecco che le crepe si riaprono in questo freddo lunedì di novembre. Mentre sui palazzi romani cade a tratti una pioggerellina che rende l'aria cupa, nella maggioranza il clima si fa tetro. E sui fronti caldi si fa fatica come non mai a trovare l'intesa. Sul fronte giustizia, fino a poche ore prima del Consiglio dei ministri era prevista - al primo punto all'ordine del giorno - l'approvazione dell'ennesimo decreto legge. Avrebbe esteso le sanzioni disciplinari per i magistrati. Sarebbe diventato possibile per il ministero della Giustizia punire coloro che non si astengono dalle cause "per gravi ragioni di convenienza". Con il..

La destra si disfa pure in Umbria
Vince il Pd, crolla invece la Lega

La certezza arriva verso sera, quando diventano chiari i risultati di uno scrutinio che inizialmente restituivano un quadro molto incerto. Stefania Proietti, sindaca di Assisi e candidata per il centrosinistra, è la nuova presidente dell'Umbria. La Regione, storicamente "rossa", torna quindi al centrosinistra dopo un quinquennio di centrodestra. A perdere è Donatella Tesei, presidente uscente, della Lega. Sconta un'insoddisfazione nei confronti della sua amministrazione che serpeggiava anche nel centrodestra locale. La proposta di ricandidarla era arrivata dal suo partito ed era stata accettata, con qualche esitazione, dagli alleati di centrodestra per far quadrare il cerchio delle spartizioni dei candidati presidenti delle varie Regioni al voto. Un calcolo di comodo, più di vera convinzione. Perde Tesei, con qualche punto di distacco nei confronti di Proietti - mentre scriviamo, il centrosinistra si..

Anche per gli altri sette migranti l’Albania finisce qua

Tutti in Italia. Di nuovo. Nell'attesa che sul decreto Paesi sicuri si pronunci la Corte di giustizia europea. Torneranno in Italia nelle prossime ore, probabilmente saranno nel nostro Paese già domani, i sette migranti che erano stati mandati nei Cpr in Albania. Ciò accadrà perché la convalida del loro trattenimento nei Cpr nati grazie a un accordo di Giorgia Meloni con Edi Rama è sospesa, nell'attesa che il giudice europeo si pronunci. E se la convalida manca, queste sette persone - provenienti da Egitto e Bangladesh - non possono restare in Albania. Sarà il giudice europeo, insomma, a dire se il decreto varato per bypassare la prima decisione del giudice, che aveva rimandato in Italia dall'Albania i primi 12 migranti, rispetta o no il diritto europeo. I sette migranti che..

Treni fermi e Italia divisa in due
Ma Salvini fa gli auguri ai nonni

I nonni, l'intelligenza artificiale, la cancellazione dell'albo dei giornalisti, la revisione del codice degli appalti. Ha l'imbarazzo della scelta Matteo Salvini, questa mattina, e pur di non parlare di un problema di sua competenza dà sfogo alla fantasia: si è svegliato e ha ricordato, nel giorno della loro festa, i suoi quattro nonni. "Se potete, chiamateli e fate sentire il vostro affetto, perché i nonni sono la vita. Buona festa a tutti i nonni", dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Pensiero commovente, non c'è dubbio, peccato che un settore di sua competenza - i trasporti - in questo momento sia in tilt. E i cittadini che dovevano prendere i treni sull'orlo di una crisi di nervi. Continua su Huffington Post

L’avvocato: Matteo, adagio

Toni duri contro i magistrati, ma tutte le iniziative restano in stand by. Il vicepremier dà appuntamento a Pontida

Niente processo per corruzione
Liguria, Toti si arrende e patteggia

"Mi difenderò da ogni accusa", diceva Giovanni Toti, subito dopo la fine degli arresti domiciliari che gli erano stati inflitti a seguito dell'accusa di corruzione e finanziamento illecito. Con un colpo di scena - che, apprende HuffPost, non si aspettavano neanche nell'ambiente politico a lui più vicino - però, ecco che la strategia difensiva è cambiata. Ed è cambiata poche ore dopo la designazione del candidato di centrodestra in Regione, Marco Bucci, sindaco di Genova. Toti, che sarebbe dovuto andare a processo ai primi di novembre, ha deciso di patteggiare. L'accordo con la procura è già stato formalizzato e sarà il giudice dell'udienza preliminare a decidere se validarlo o no. Ma il sì pare scontato. Continua su Huffington Post

E’ lite per lo Ius scholae

Tajani insiste sulla riforma della cittadinanza e la Lega pubblica un video in cui Berlusconi si dice contrario

Sindrome del complotto. Tutte le volte di Meloni & Meloni

Un complotto (presunto) per ogni stagione. Quello che, secondo la tesi della premier, Giorgia Meloni, e tutto il suo partito, sarebbe stato ordito nei confronti di Arianna Meloni è solo l'ultimo di una lunga lista. "Con Arianna uno schema già visto contro Berlusconi, sono sotterfugi per provare a sconfiggere chi vince democraticamente", si è sfogata la premier con l'Ansa parlando della tesi di Alessandro Sallusti, secondo cui ci sarebbe un complotto di giornali e magistratura per colpire la sorella e indagarla per traffico di influenze illecite per un presunto (smentito dalla diretta interessata) interessamento in alcune nomine, in particolare quelle che riguardano la Rai e i vertici di Trenitalia. Solidarietà alle sorelle Meloni e allarmi di complotto da parte dei "poteri forti che non ci fanno paura" (copyright: Tommaso Foti,..

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