C’è tanta vita nei teatri, anche in quelli chiusi
Quando nel 2015 sono arrivato al Teatro Massimo di Palermo la situazione era molto diversa da oggi. Dentro e fuori. Dentro, c’erano una cultura analogica e granitica, i computer e il digitale erano usati a malapena per spedire qualche mail, lo spettacolo era tutto sul palcoscenico. Fuori, c’era un mondo disordinatamente ordinario fatto di spettatori paganti, di contatti, di relazioni, di progetti a scadenze fisse. L’innovazione tecnologica è arrivata come spesso arrivano queste cose, per scelta di pochissimi, in una semi clandestinità da intrusi, con contorno di abbondante sospetto da parte di tutti gli altri, a parte i pochissimi di cui sopra. La decisione più dirompente, e importante, fu quella di mandare in diretta web in forma gratuita tutte le prime delle nostre opere. Da lì iniziò un cambiamento lento..
