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Gery Palazzotto per Il Foglio

Altro che vicinanza. Quando il lutto sbarca sui social

Tra i mille effetti collaterali di un lutto ce n'è uno, moderno e sottovalutato, legato al cosiddetto necrologismo dei social. Che consiste, in poche parole, nel rendere smart il rituale più anti-smart che gli esseri umani organizzatisi in società abbiano mai organizzato: le condoglianze. Già il solo termine con-do-glian-ze è ostile ai moderni linguaggi: non è R.I.P. (che come dice il mio amico Giuseppe potrebbe essere confuso con un detersivo), ma manco una serie di emoticons che si fanno cuoricini, manine giunte, facce tristi, lacrimoni stilizzati e via digitando. Le condoglianze moderne e per di piu' in era Covid sono digitali, un clic e via, senza manco toccare la tastiera che poi bisogna sanificarla. Insomma mentre le distanze si accorciano, le vie di uscita si moltiplicano. Prima, per manifestare affetto..

Depistaggio Borsellino:
il tramonto della verità

La Procura di Messina ha chiesto archiviazione per Carmelo Petralia e Annamaria Palma, i magistrati coinvolti nell'inchiesta sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio

Il disastro culturale
di questo Paese
spiegato dal prof. Galli

Ci sono momenti in cui fai il rapidissimo reset di una serie di informazioni che ti hanno bombardato e che, probabilmente per legittima difesa, hai messo nella “limbo list” cioè in quel settore del tuo cervello in cui vai a stipare per distrazione le cose che prima o poi dovrai analizzare. Accade che te ne accorgi troppo tardi, tipo “sindrome del coniuge cornuto contento”. Però qui non si parla di corna ma di quel che ci sta sotto, di cervelli. Ieri sera Report, trasmissione che apprezzo nonostante le frequenti cadute di stile, ha dipinto in cinque minuti il disastro culturale, scientifico e sociale di questo paese. I fatti. Fedez e la Ferragni con un paio di tweet fanno quello che uno stratosferico commissario per le emergenze non riesce a fare..

Maresco è bello
e un po’ ruffianello

Mi era piaciuto “Belluscone”, lo avevo trovato tragicamente divertente grazie alla sapiente miscela dei due ingredienti che meglio di tutti Franco Maresco sa dosare: realismo e ironia. Ieri ho visto “La mafia non è più quella di una volta” e sono rimasto deluso poiché reputo quest’ultima opera del regista palermitano oziosa e troppo ruffiana. L’idea tramandata dal titolo, che è il vero colpo di genio del film, non regge alla prova della trama. La miscela di fiction e realtà, il preconcetto ferreo dell’autore secondo il quale non esiste vera Palermo al di là di quella da lui narrata, la furbata di inserire un finto contraltare come Letizia Battaglia che alla fine è semplice strumento di una macchina narrativa che non la include ma al contrario la relega al ruolo di..

Studenti raccomandati?
Il grottesco dell’antimafia

Dalle indagini su presunte raccomandazioni per far partecipare un gruppo di ragazzini alla commemorazione ufficiale della strage Falcone, tramite la stessa fondazione, vengono fuori due spunti che ci danno un’idea dello stato di salute dell’antimafia militante. Da un lato l’obiettiva vaporosità di un’indagine sull’inclusione di una scuola nelle manifestazioni per l’anniversario di Capaci. Magari ci sarà dietro un “disegno criminale” di chissà quale livello, ma al momento è davvero difficile gridare allo scandalo. E’ vero che la procura di Caltanissetta ha le mani su un’inchiesta complicata che rimanda, in modo più che evocativo, al buio passato delle talpe, ma forse puntare all’effetto non è la strategia migliore coi tempi che corrono. Dall’altro siamo dinanzi a più di un segnale che ci dice di smetterla con la prudenza quando ci si..

Porte chiuse
a chi macina odio

Il gruppo Citynews (PalermoToday) chiude le sue testate online ai commenti per cercare di mettere argine alla violenza verbale di certi suoi lettori. La decisione offre due spunti di riflessione. Per prima cosa va detto che, al punto in cui si è giunti, qualunque espediente per frenare le mefitiche polluzioni degli haters è ben accetto, foss’anche una tassa sui congiuntivi mancati o una pena corporale per la condivisione di fake news. Come sappiamo, i muri delle echo chambers dentro le quali gli odiatori e i frustrati da tastiera vivono e si moltiplicano sono molto spessi. Ma ancora più impenetrabile è la loro corteccia cerebrale, insensibile persino alle ragioni più evidenti: provate a spiegare a un terrapiattista che se arriva al Polo Nord non casca di sotto manco se lo spingono..

L’ilarità fuori luogo
di una certa gentuzza

Non è la battuta dell’assessore alla cultura del Comune di Palermo Adham M. Darawsha sulle armi da comprare col reddito di cittadinanza che mi suscita una riflessione urente. Del resto le polemiche per quelle parole in libertà arrivano proprio da una componente politica che con le battute ha fatto fortuna. Da quelle del suo fondatore Grillo (“Vecchia puttana” alla Montalcini o le schifezze assortite contro gli autistici) a quelle di Di Battista (che diede del mafioso a Civati o che disse che con un terrorista bisognerebbe discutere senza considerarlo disumano), il Movimento 5 Stelle ci ha insegnato a ridere per non piangere e viceversa. Fatta salva la libertà di Darawsha di sbagliare e di pagarne le conseguenze – ormai gli amministratori pubblici hanno il diritto di sparare minchiate sui social..

I misteri di Falcone e Borsellino

Il più grande teatro d'opera d'Italia, il Massimo di Palermo, il 23 maggio ospita il lavoro d'inchiesta sulle stragi: "I traditori"

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