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Gery Palazzotto per Il Foglio

La forza devastatrice di Corona

In Italia tutto può accadere: che un pluripregiudicato venga promosso opinionista e faccia la morale a un incensurato

Il coraggio di Emma
contro odio e fango

Sorprese della vita. Le canzoni di Emma Marrone non mi sono mai piaciute: nulla di personale, questione di gusti, la Marrone è una artista che non ha mai destato il mio interesse. Però venerdì scorso Emma Marrone ha inanellato, in un momento difficile come può essere quello in cui un dialogo viene strappato al tempo di un concerto, una serie di parole perfette a proposito di accoglienza, intolleranza, rispetto per il prossimo. E ha pianto. Ha pianto come fanno le anime sensibili, che si commuovono a stomaco vuoto, senza pistole alla schiena e magari con la coscienza pulita. Ha pianto, forte di quella debolezza che ci induce a credere che le lacrime sono più facili da versare che da spiegare. In un semplice susseguirsi di frasi semplici, lineari, in un..

Jazz, grande serata
con Lannino and Friends

Nel cuore di Palermo c’è una piccola enclave di appassionati di jazz che si ritrova ogni settimana al Ridotto dello Spasimo dove capita di ascoltare di tutto, dal grande artista alla giovane promessa: la costante è che si tratta sempre di sorprese di gran qualità. Venerdì sera c’erano la tromba di Vito Giordano, il basso di Fabio Lannino (“Two of Us”) con il pianoforte di Diego Spitaleri e la batteria di Ciccio Drummer Foresta: si registrava un disco dal vivo. Troppa grazia: non solo jazz tosto, ma anche l’emozione di una registrazione live, nello stile dei jazz club internazionali. In generale non si può non lodare l’iniziativa di chi, in epoca di musica a scrocco, decide di investire su un disco, e lo fa a Palermo, città lamentosa e pigra...

Sexy in the web: il porno e gli affari

I 92 milioni di contatti al giorno di Pornhub. L'impero di MindGeek, la società del Lussemburgo che riunisce i più importanti siti del settore

Che Natale a Gela
Una recita nel deserto

Alla recita di Natale, in una scuola di Gela, due mamme avvelenate da anni di ruggini non trovano di meglio da fare che rubare la scena ai loro figlioletti. Come? Prendendosi a mazzate. Cioè impegnandosi al massimo per regalare ai pargoli una indecente lezione di vita: nel dubbio, mena per primo. Nelle vite infime di molti occupanti abusivi di questo nostro mondo c’è un solo concetto che tocca la stratosfera sociale, quello dell’egoismo senza frontiere. Non conta chi sei, cosa ci lega, anche se sei mio figlio la mia esigenza viene prima della tua: che io la esprima malmenando la prima persona a tiro di ceffone o fumandoti in faccia o rovinandoti la recita di Natale sarà il destino balordo a stabilirlo. Ecco, a questi genitori di Gela che hanno..

In fila per tre
contro la mafia

Ci deve essere lo zampino della lobby della Somma Coincidenza dietro il perfetto allineamento di tre fatti che oggi fotografano una Sicilia in cui il rischio mafia non è mai scemato. Da un alto l’arresto del nuovo capo della cupola di Cosa nostra Settimo Mineo, dall’altro la trasferta, tutta dedicata ai giovani di Caltanissetta, dello spettacolo che ho scritto con Salvo Palazzolo sui misteri delle stragi Falcone e Borsellino. Nel mezzo l’omaggio del Teatro Massimo, che questo spettacolo lo ha prodotto, alla memoria di Ennio Fantastichini con le “Parole rubate” eccezionalmente disponibili oggi sulla sua web tv. Ma al di là delle coincidenze, gli ultimi eventi di Palermo ci raccontano una verità che spesso non vogliamo vedere: e cioè che esiste ancora una mafia forte e organizzata che non conosce..

La Palermo dei dolori al pianoforte

Un pianoforte moltiplicato per oltre sessanta concerti, in trenta luoghi della città, per un totale di più di 90 ore di musica in tre giorni

Un atto di ingiustizia
quella perquisizione

Mettiamola così, l’atto insopportabile della Procura di Catania che ha sequestrato computer e telefono e perquisito l’abitazione del giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo non è un attacco alla libertà di stampa, ma qualcosa di peggio. Perché tocca le corde di un’inchiesta vergognosa, quella sui depistaggi di Stato per la strage di via d’Amelio, e suona sgraziata e offensiva. Nei confronti di tutti quelli che da 25 anni aspettano una parola di verità, soprattutto dei parenti delle vittime. Ed è incredibile la prontezza con la quale alcuni magistrati si sono mossi su denuncia di addetti ai lavori, nello specifico i poliziotti accusati di avere avuto un ruolo nella gestione dell’impostore Vincenzo Scarantino, un finto pentito che ha tenuto per decenni - ripeto decenni - la macchina della giustizia lontana da un..

Gerenza

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