Salvatore Merlo per Il Foglio

Il ritorno dei contiani viventi

Da lunedì notte l’ex ministro è tornato a parlare, Grillo a twittare in sardo, il governatore del Lazio si è rianimato su Instagram

Schlein e la Rai. La lottizzazione logora chi non la fa

Ella, cioè Elly, l’ha detto con chiarezza: “Il Pd non starà a guardare” la destra che lottizza la televisione di stato. Ecco. Giusto. “Organizzeremo un sit-in alla Rai per difendere la libertà di stampa e il valore di un servizio pubblico che non può essere TeleMeloni”. Il 7 febbraio. Dunque: girotondo attorno al cavallo (morente) di Viale Mazzini. Ora, a parte le sciocche ironie sul fatto che il 7 febbraio inizia Sanremo e dunque il palazzo Rai di Viale Mazzini sarà all’incirca vuoto, a parte questo dettaglio insignificante, la questione della protesta è seria. Per capire infatti l’amarezza e la contrarietà contenuta in queste parole della segretaria del Pd bisogna ricordare che durante tutti questi anni di lottizzazione generalizzata, l’onorevole Schlein e i dirigenti del Pd, da Paolo Gentiloni a..

Un’idea per il dopo Schlein
La sinistra riparta da Cortellesi

Abbiamo capito che Elly Schlein sarebbe diventata segretaria del Pd il giorno in cui abbiamo sentito una nostra collega che ama tutte le cose di sinistra al superlativo (o le giudica per epigrafi) definire l’allora candidata alle primarie “bravissima” e “irraggiungibile”. Ecco. A quel tempo la nostra poco enfatica collega rincorreva ella, cioè Elly, nei corridoi della Camera: Elly! Elly! Ebbene, adesso non se la fila quasi più. Ormai la nostra collega, detta anche cartina di tornasole, insomma una che va seguita per capire dove sorgerà domani il sol dell’avvenire, “adora” sopra ogni cosa l’attrice e regista Paola Cortellesi. Ha occhi soltanto per lei. E non è l’unica. Il suo film femminista era infatti “immenso”. E la battuta sulla povera Biancaneve che faceva da colf ai sette nani del patriarcato..

Patacca Larentia. Così l’antifascismo è propaganda putiniana

Quando la patacca italiana valica i confini, di solito raggiunge la sua giusta dimensione internazionale e si fa in qualche modo megapatacca. Patacca in mondo visione, per così dire. Dunque, a riprova del nostro straordinario talento pataccone, ecco che mercoledì alla televisione di stato russa hanno mandato in onda le immagini dei mentecatti neofascisti di Acca Larentia. Sicché Olga Skabeeva, propagandista e conduttrice TV soprannominata “la bambola di ferro” di Putin, ha commentato quel bosco di braccia tese che da circa quarant’anni si stende a Roma ogni 7 gennaio (erano in duemila nel 2017 col governo Gentiloni), spiegando che quanto accade oggi in Italia conferma la necessità di denazificare l’Europa. Vedete, ha detto Skabeeva al suo pubblico, Putin ha ragione: “Davanti ai nostri occhi l’Europa sta tornando alle sue radici..

Il pericolo per Meloni sono i citrulli che le stanno attorno

Negli ultimi anni, grazie ai governi che si sono succeduti, abbiamo visto all’opera i cretini di sinistra. Ebbene, adesso, da circa un anno e mezzo, abbiamo finalmente l’opportunità di osservare anche gli imbecilli di destra. Costoro sono il vero nemico e la più grande minaccia rivolta contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La quale, d’altra parte, in assenza di antagonisti e di oppositori a sinistra, avendo insomma lei a che fare con Elly, cioè con ella, insomma con Schlein, ha un solo vero e pericoloso avversario: i citrulli che le stanno intorno. C’è la deputata che va in televisione a dire che le ragazze devono stare a casa e fare figli, c’è quell’altra che s’impelaga in una interrogazione parlamentare contro gli autovelox che le hanno fatto le multe, c’è..

In braghe di Pd. Il furbo Conte tradisce Elly pure sul Mes

Dario Franceschini passeggia con Pier Ferdinando Casini nel bel mezzo del Senato, poco dopo che Matteo Renzi ha intonato un requiem per il campo largo con queste parole, all’incirca: “Se il M5s avesse votato con il resto dell’opposizione, giovedì avremmo fatto cadere il governo sul Mes”. Ma eccolo, Franceschini. Gli chiedono di Elly Schlein che ancora accarezza Giuseppe Conte, malgrado tutto. Malgrado pure il Mes. Sicché lui, l’Eterno, si ferma. Sorride. Punta l’indice alla gola: “Schlein? Sono afono”. Più che altro è sornione. Poco più in là, in un capannello di senatori del Pd, si riconoscono Losacco, Zampa, La Manna... Si parla del M5s. Della federazione. I parlamentari del Pd stanno ai grillini come quelle vedove allucinate che seguitano a dormire col marito già morto da mesi. Se il Movimento..

“Elkann ha distrutto Repubblica”
Intervista a Carlo De Benedetti

“John Elkann è riuscito in quattro anni a distruggere il gruppo editoriale che il principe Carlo Caracciolo, suo prozio, aveva creato in circa quindici anni. Un massacro incomprensibile nei suoi scopi”. Dice così Carlo De Benedetti mentre volta in su il palmo, riunisce a punta le dita, e la sua mano oscilla su e giù a indicare commiserazione, a esprimere il platonico e sprezzante interrogativo: ma come cavolo è possibile? “John ha venduto tutti i quotidiani locali, che andavano bene. Poi ha devastato pure Repubblica, che ancora si aggira tra i quotidiani italiani con la maestà malinconica delle rovine. Mi dispiace moltissimo. È straziante. Addirittura avevano messo ad amministrare i giornali uno che allo stesso tempo si occupava della Juventus. Carta e palloni. Non so se mi spiego. A quel..

“Meloni è brava, ma…”. Lunga la lista delle palle al piede

Giorgia Meloni cresce nei consensi, il suo partito invece, Fratelli d’Italia, cala. Di niente, certo. Dello 0,4 per cento secondo l’istituto di sondaggistica Swg. Un nulla, specialmente considerato il fatto che la soglia di errore statistico, in un sondaggio, è del 3 per cento. Tuttavia cala, il partito, benché di un “tanticchia”, come si dice in Sicilia, cioè di poco. Di assai poco. Ma poiché anche un “tanticchia” è qualcosa, o forse significa qualcosa, ecco che quel -0,4 per cento deve far riflettere. E non può essere archiviato, da politici professionisti come quelli che abitano adesso Palazzo Chigi, con una scrollata di spalle o riversando la colpa sulla stampa ostile che monta casi inesistenti intorno al partito di maggioranza relativa. Il fatto è che da una parte c’è la presidente..

Basta chiacchiere. Su Giulia servono tre giorni di silenzio

Altro che un minuto di rumore nelle scuole, qua ci vorrebbero tre giorni di silenzio per tutti. Ma loro – giornalisti, politici, scrittori, cantanti, attori – vanno sparati dove Freud metteva una marcia più bassa, dove Max Weber sostava nella corsia di emergenza. La sorella di Giulia Cecchettin accusa la società maschilista per la morte della sorella uccisa dal fidanzato, ma ecco che un tizio della Lega, un consigliere regionale di Luca Zaia, le risponde dandole della “satanista”, sicché arriva il Pd e pubblica un manifesto in sua difesa: “Giù le mani da Elena Cecchettin”, al che il Giornale risponde dicendo che la ragazza in realtà è pronta a entrare in politica, allora la giurata di “Ballando con le stelle” scende in campo e ribatte su Twitter che è una..

Salvini non cresce ma allontana i leghisti dal governo

Siamo da tempo degli estimatori convinti del senatore Matteo Salvini, e non passa giorno in terra in cui egli non ci confermi questo nostro giudizio positivo che fa piazza pulita di tutti quegli spiritosi secondo i quali questo senatore, e vicepremier, sarebbe al contrario attrezzato per la politica all’incirca come il boscimane medio lo è per la psicologia. Sciocchezze. Siamo infatti venuti in possesso d’uno straordinario sondaggio commissionato a Euromedia Research di Alessandra Ghisleri che finalmente rende giustizia alla strategia e agli sforzi da lui profusi in questo primo anno di governo con Giorgia Meloni. Il vicepremier, e segretario della Lega, com’è noto ha sin dall’inizio mantenuto un saggio atteggiamento di lotta e di governo. Insomma, per guadagnare voti ogni volta che ha potuto ha fatto capire di non condividere..

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