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Giù le tasse sul lavoro, ma
solo per sei mesi. Poi chissà

Approvato il Def a metà aprile, aveva promesso che qualcosa in più, sul cuneo fiscale, si sarebbe potuto fare. Alla fine il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha mantenuto fede alla parola data. Nel decreto Lavoro approvato oggi, Primo Maggio, dal Consiglio dei ministri c’è la riduzione delle tasse in busta paga. Il taglio, a differenza di quanto si supponeva fino a qualche giorno fa, arriva a fino a 7 punti percentuali per i redditi più bassi (fino a 25mila euro l’anno) – quasi cento euro in più, nei fatti, in busta paga ogni mese – ma non partirà subito da maggio – anche questa era una promessa del ministro – bensì dal 1° luglio per arrivare fino al 31 dicembre, e non fino a novembre secondo quanto emerso dalle bozze..

Il Primo Maggio della Schlein
a Portella della Ginestra

E' partito dalla Casa del Popolo, di via Giorgio Kastriota a Piana degli Albanesi, il corteo del primo maggio che si è concluso a Portella della Ginestra, al quale ha partecipato anche la segretaria del Pd Elly Schlein. La manifestazione è organizzata dalla Cgil insieme alla Flc, la Federazione lavoratori della conoscenza. Si ricorda così il 76° anniversario della strage compiuta dalla banda guidata da Salvatore Giuliano che costò la vita ad undici persone riunite per la festa dei lavoratori. Il titolo dell'iniziativa di quest'anno è: "La conoscenza coltiva la memoria e i diritti". Un modo per richiamare l'attenzione ai problemi del mondo del lavoro. In prima linea Mario Ridulfo, segretario provinciale della Cgil e Francesco Sinopoli, segretario nazionale della Flc. A sfilare anche Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno..

Quella della trattativa era un’antimafia di cenere e fango

E ora che ne sarà dei professionisti dell’antimafia che per anni hanno imbastito processi farlocchi, che hanno impiccato all’albero della gogna persone innocenti, che hanno costruito carriere sulle pene degli altri e che oggi liquidano le loro scempiaggini con un sorrisetto cinico e beffardo? Dicevano di cercare verità e giustizia; invece traccheggiavano con i pentiti per confezionare scenari improbabili. Dicevano di volere smascherare tutte le colpe e tutte le complicità sulle stragi di mafia; invece si servivano dei pataccari per costruire teoremi e inchiodare sul banco degli imputati chiunque mostrasse di volere contrastare il loro potere. Già. Come si permettevano i Ros di Mario Mori di sollevare un dubbio di fronte ai Reverendissimi Inquisitori della procura di Palermo che volevano invece riscrivere la storia d’Italia e bruciare sul rogo della..

Tra la Chinnici e Schifani ci sarà uno scambio di valori

La notizia dell’abbandono del Partito Democratico di Caterina Chinnici, fosse vera, sarebbe di enorme portata e susciterebbe smarrimento e tanta umana pietà. Altro che il transito di Cancelleri verso Forza Italia! È talmente incredibile, comunque, da non dover essere vera. E dopo averci riflettuto per qualche attimo ho capito che le cose non stanno così come vengono proposte. Non siamo in presenza di un volgare episodio di trasformismo. È impossibile pensare che una “icona”, con una storia familiare e personale di quel genere baratti dignità e prestigio in cambio di qualcosa – un terzo mandato al Parlamento europeo? - Ma mi facciano il piacere! Direbbe Totò. Come può mai capitare che una donna così intransigente sul piano morale, per professione adusa a fare rispettare leggi e pandette, severa, impregnata di..

Mea culpa di Lega e FdI
per la figuraccia sul Def

“Quando si sbaglia si chiede semplicemente scusa.” Con queste parole il senatore della Lega Massimo Garavaglia cerca di porre rimedio alla brutta figura fatta ieri dalla coalizione di destra in occasione del voto sul Def. "Siamo qui per rivotare un provvedimento che per uno sbaglio della maggioranza" non è stato approvato alla Camera, aggiunge il leghista, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama. “Scusa a Meloni, a Giorgetti e al governo, ma scusa anche ai cittadini". Sulla stessa linea si pone il capogruppo di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, che, alla Camera, dichiara: "Noi chiediamo scusa agli italiani e al presidente del Consiglio per quanto accaduto ieri. Le scuse le si possono sempre trovare, ma io penso e Fratelli d'Italia pensa che il senso di responsabilità viene prima di ogni altra cosa. Anche..

Cancelleri, una festa del perdono per tutti i berluscones

Avevano pensato di metterlo in prima fila, accanto al padrone di casa. La festa era anche e principalmente per lui. Per Cancelleri che faceva il suo ingresso “nella famiglia dei valori”. Poi capirono che sarebbe stata preferibile la seconda fila. L’evento andava celebrato, ma senza gli eccessi berlusconiani, ché non è più tempo. Collocato alle spalle di Schifani, Cancelleri era in buona posizione per i riflettori e le riprese ma non proprio esposto come un trofeo. Così poteva meglio riflettere sulle “valutazioni errate” del passato – sono le sue parole, come quelle sulla famiglia dei valori – e confermare il proponimento di non continuare a sbagliare. Era cambiato, anche se avvertiva che la via della redenzione qualche problema ancora glielo creava dentro. Mentre ascoltava l’inno che fino a tempo prima..

Fascio e martello. La Russa, cinquanta sfumature di nero

“Sbatti La Russa in prima pagina!”, non è solo l’ordine di un direttore. Quale altro presidente del Senato è mai entrato in un film? Il titolo è “Sbatti il mostro in prima pagina”, il regista è Marco Bellocchio, il protagonista è Gian Maria Volonté. L’anno, il 1972. Dopo ventisette secondi appare lui, Ignazio Benito Maria La Russa, allora segretario dell’Msi di Milano, il fumetto della destra italiana, il suo “uomo secolo”, il ceramista del Novecento: “Non getterò mai il busto di Mussolini, è un regalo di mio padre”. Si chiamava Antonino La Russa, ed era un fascista, nato nel 1913. Sono passati centodieci anni. Ma sono passati? Durante la Seconda guerra mondiale venne fatto prigioniero dagli inglesi a El Alamein. Fu internato nel Fascist criminal camp in Egitto. Quando tornò..

Giorgia Meloni celebra il 25 aprile
“Non ho nostalgia del fascismo”

Nel suo primo 25 aprile da premier, Giorgia Meloni affida a una lettera al Corriere della Sera "alcune riflessioni che mi auguro possano contribuire a fare di questa ricorrenza un momento di ritrovata concordia nazionale nel quale la celebrazione della nostra ritrovata libertà ci aiuti a comprendere e rafforzare il ruolo dell'Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia". "E lo faccio - aggiunge - con la serenità di chi queste riflessioni le ha viste maturare compiutamente tra le fila della propria parte politica ormai 30 anni fa, senza mai discostarsene nei lunghi anni di impegno politico e istituzionale". "Da molti anni, e come ogni osservatore onesto riconosce, i partiti che rappresentano la destra in Parlamento hanno dichiarato la loro incompatibilità con qualsiasi nostalgia del fascismo. Il 25 Aprile 1945..

Dalla Dc a La Russa: la Costituzione non va interpretata

Fu Alcide De Gasperi, capo del governo provvisorio, nell’aprile del 1946, a stabilire con decreto che il 25 dello stesso mese divenisse festa a “celebrazione della totale liberazione del territorio nazionale” dall’occupazione nazifascista. In un messaggio immediatamente successivo, lo stesso De Gasperi chiese ai capi partigiani di adoperarsi per “superare lo spirito funesto della discordia e lasciar cadere i risentimenti e l’odio”, perché quel giorno fosse per tutti la ricorrenza della libertà riconquistata dopo vent’ anni di dittatura e l’inizio di un nuovo percorso lungo il quale sarebbe stata costruita la democrazia e garantita la concordia di tutti sui valori della Resistenza. De Gasperi dal fascismo aveva avuto il carcere e l’esilio, aveva subito lo scioglimento e la messa fuori legge del Partito popolare del quale, dopo Luigi Sturzo, era..

La Russa compagno ad honorem
Peggio di un incubo per Meloni

Ignazio La Russa è tutto il contrario di come vorrebbe sembrare. Con le sue uscite tenta di farci credere (ma noi non abbocchiamo) che come vice-Mattarella sia stato scelto un vecchio arnese, un nostalgico col fischio e col botto, un irriducibile camerata. In realtà è tutto il contrario. Visti i risultati politici che ottiene, il presidente del Senato si dimostra semmai una quinta colonna dei “comunisti“, un agente provocatore della sinistra infiltrato apposta per sputtanare gli avversari. Anche la sua elezione, rivista col senno di poi, dovrebbe farci riflettere: il nostro Ignazio passò con i voti decisivi di Matteo Renzi. Non può essere un caso. Vuoi vedere che il Rottamatore l’aveva sostenuto appositamente per introdurre un fattore di confusione? Nell’ottica di Giorgia Meloni, La Russa è peggio di un incubo:..

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