Sezioni Tematiche

FdI: la grande retromarcia di
Meloni e La Russa sul 25 aprile

Per ora si sa soltanto che il 25 aprile la presidente del Consiglio sarà assieme alle altre autorità dello Stato davanti all’Altare della Patria, che 112 anni or sono fu inaugurato per celebrare il re unificatore, Vittorio Emanuele II, e l’intero moto risorgimentale. Nulla si sa attorno ad eventuali, ulteriori intenzioni della Presidente Meloni, se cioè voglia accompagnare con un messaggio la sua presenza in piazza Venezia, ma una cosa è certa: da quando esiste la Festa della Liberazione – era il 22 aprile 1946 – mai un capo del governo è stato tanto atteso per quel che farà e per quel che dirà, o non dirà. Un’ attesa alimentata da più ragioni. E’ la prima volta dal 1945 che l’Italia è guidata da una destra che discende, sia pure..

Megalomanie cinematografiche lungo la via degli scandali

Visti i precedenti col Turismo, farebbero meglio ad andarci cauti. Ma Schifani l’aveva detto, e l’assessore Amata è pronta a seguirlo: la nuova frontiera è il cinema. La Regione aveva co-finanziato investimenti per 10,8 milioni complessivi, solo nel 2022, per garantire “progetti importanti e di grande qualità, che possano costituire il veicolo promozionale di ciò che la nostra Isola può offrire ai visitatori di tutto il mondo”. Parola, manco a dirlo, di Nicola Tarantino, dirigente della Sicilia Film Commission ed ex commissario della Sinfonica, scelto dall’ex assessore Manlio Messina per fare dell’Isola una terra di celluloide. A suon di finanziamenti e idee un po’ bislacche. Come quella sbandierata dal neo assessore Amata l’altro giorno in conferenza stampa. Un cineporto per consentire alle produzioni di avere un luogo al chiuso in..

Schlein. Le sneakers ci sono,
una certa idea dell’Italia no

Certo la freschezza, la gioventù, e quell’aria volutamente spettinata che fa un po’ gauche, vuoi mettere con gli elefanti incravattati del Pd. Il corpo della donna, di per sé ha un carico simbolico di liberazione e anche di movimentismo, con quelle giacche destrutturate color pastello contrapposte a quelle ingessate della premier (il doppiopetto del potere). Perché anche il corpo, chissà se è una scelta di qualche novello Casalino democratico, viene vissuto come bandiera, sostitutiva di quella che una volta i leader si mettevano dietro quando parlavano. E che pare non servire più perché esso stesso è usato come messaggio, comodo nell’era social come un paio di sneaker portate in Parlamento. E infatti di Elly Schlein finora è rimasta la foto più del discorso, che spesso, la neosegretaria evita di fare,..

Ascolti dimezzati, troppe perdite
Perché lo stop di Cairo a Giletti

hissà perché viene raccontato come un mistero. Urbano Cairo ha chiuso il programma di Massimo Giletti su La7, quello grazie al quale l’Onu è stata sul punto di inserire l’Italia nell’elenco dei paesi sottosviluppati, perché ormai Giletti gli faceva perdere una barca di soldi. E nell’ultimo mese la situazione si era fatta addirittura insostenibile: circa centocinquantamila euro di passivo ogni puntata. Insomma ogni santo giorno in cui “Non è l’Arena” andava in onda, Cairo, uno che a La7 riesce a tagliare i costi persino delle colazioni al mattino, che rinegozia al ribasso pure i contratti già chiusi verbalmente, era costretto alla più spaventosa (per lui) delle ginnastiche: quella di svuotare il portafogli. Circa duecentomila euro di spesa a puntata per tenere in piedi la trasmissione di Giletti, quando un talk-show,..

Santa Chiara di Favara capro espiatorio di tutti gli scandali

Ita Airways, Ryanair, Anas, ma soprattutto il Consorzio Santa Chiara di Favara. E’ solo un estratto dei ‘nemici’ di Renato Schifani, che sta tentando il tutto per tutto per sconfiggerli. La ditta favarese è sul banco degli imputati per non aver portato a compimento i lavori di riqualificazione del Castello Utveggio di Palermo, dove si registrano ritardi di mesi. Una stasi che aveva irritato il governatore che, al termine di un sopralluogo, aveva anche denunciato l’immobilismo del dirigente regionale all’Energia, Maurizio Costa, dicendo che si era presentato impreparato all’appuntamento e non aveva saputo fornire spiegazioni. Nella black list del presidente della Regione – aggiungete pure i burocrati - è finita questa ditta di Favara, contro la quale verrà presentato addirittura un esposto in Procura e che, in primis, dovrà versare..

Silvio Berlusconi ha lasciato la
terapia intensiva del S.Raffaele

Viste le migliorate condizioni fisiche il leader di Forza Italia, secondo quanto si apprende, è stato trasferito in un reparto di degenza ordinaria dell'ospedale San Raffaele. La figlia di Silvio Berlusconi, Marina, era arrivata poco dopo le 17 all'ospedale per fare visita al padre, ricoverato da 12 giorni. La primogenita dell'ex premier è entrata dall'ingresso di via Olgettina 60 a bordo di un'auto con i vetri oscurati. Nel pomeriggio è arrivato anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che ha lasciato l'ospedale dopo una visita di circa 15 minuti, senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Non bastavano due improvvisatori a far rinascere il centro

Si erano giurati lealtà ed erano spergiuri seriali. Avevano ritenuto di modificare l’equilibrio politico del Paese, spezzando il bipolarismo ed erano improvvisatori senza progetto, né visione, né prospettiva. Dovevano intercettare i voti dei moderati e dei benpensanti ed erano intemperanti giocatori d’azzardo. Avevano deciso che uno si intestava la guida del nuovo partito e l’altro collaborava defilato ed erano due gigioni incapaci di rimanere lontani, anche per un giorno, dal palcoscenico del chiacchiericcio politico. Si erano impegnati a vestire i panni severi dei protagonisti della tradizione azionista e repubblicana e sono rimasti due esagitati, specialisti nel collocare trappole e con una gran dose di furbizia che è quella “virtù” buona a creare successi effimeri ma che viene facilmente scoperta. Come era prevedibile, si dice così ed è proprio brutto, Calenda..

Meloni & Veleni. Parla la moglie di Lollo, il potente cognato

Ecco alcuni estratti di un articolo pubblicato dal Foglio -- Arianna Meloni, sorella di Giorgia, è sempre pronta alla battuta. Mini biografia: due anni in più della capa del governo, moglie del ministro Francesco Lollobrigida detto Lollo, dirigente apicale di Fratelli d’Italia, mai candidata (“non mi piace parlare in pubblico, lo feci solo una volta in tv da Santoro: mai più”). […] Le sono state attribuite le scelte di Enrico Michetti (candidato mitologico a Roma), la lista dei ministri, l’ultima parola su Francesco Rocca alla regione Lazio. Potere purissimo. Dio, patria e tinello. Fra chiacchiere d’osteria e realtà. Adesso l’ultima è che Giuseppina Di Foggia – neo ad di Terna nonché prima donna manager di un’azienda di stato – sarebbe sua amica. “Ecco, non è così. Ma ormai tra nomine..

Per il Ponte servono 13 miliardi
“Ma al momento non c’è un euro”

Per il Ponte sullo Stretto di Messina “il costo dell’opera oggetto di concessione dagli aggiornamenti svolti risulta di 13,5 miliardi. Le opere complementari e di ottimizzazione alle connessioni ferroviarie, lato Sicilia e lato Calabria, che dovranno essere oggetto del contratto di programma con Rfi, si stima avranno un costo di 1,1 miliardi”. Lo si legge in un allegato al Def, in cui si precisa però che “ad oggi non esistono coperture finanziarie disponibili a legislazione vigente; pertanto, queste dovranno essere individuate in sede di definizione del disegno di legge di bilancio”. "E' ovvio che manchi la copertura per il Ponte sullo Stretto: sarà reperita con la legge di bilancio, come sempre avviene per tutte le grandi opere inserite nella programmazione infrastrutturale del Def". Così fonti Mit, spiegando che il Def..

Meloni concede il colosso
Enel a Salvini e Berlusconi

Con un colpo di scena finale, si sparigliano le carte delle nomine nelle aziende partecipate: ai vertici dell'Enel salgono Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni, rispettivamente nuovi amministratore delegato e presidente. Nel corso di una giornata convulsa, durante la quale la pubblicazione da parte del Tesoro delle liste con i nomi è stata più volte rimandata, il nome di Cattaneo è andato imponendosi sempre di più su quello di Stefano Donnarumma. E quest'ultimo, attuale ad di Terna, era il candidato prescelto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale ha provato a spingere il manager sino all'ultimo. Senza però riuscirci, il che consente di concludere che la giornata decisiva sulle nomine è stata vinta dalla Lega di Matteo Salvini e da Forza Italia di Silvio Berlusconi, che negli ultimi tempi avevano..

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