Sezioni Tematiche

Pd, cambiano nome e statuto
E uno su tre vuole Bonaccini

Un elettore su tre preferisce Stefano Bonaccini come candidato alla segreteria del Partito Democratico. A dirlo è un sondaggio realizzato da Demos e illustrato oggi da Ilvo Diamanti sulle pagine di Repubblica. Il percorso del PD, scrive Diamanti, sembra procedere rapidamente verso nuove direzioni. Con una nuova leadership. Alla ricerca di nuovi progetti. Affrontando i rischi di una ri-fondazione. Le indicazioni fornite dal sondaggio di Demos, per quel che riguarda il "capo", appaiono piuttosto chiare. Le scelte degli elettori del PD, infatti, si orientano principalmente verso il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Che, proprio in questi giorni, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del PD. A suo favore, infatti, si esprime 1 elettore su 3. Cioè, una larga e significativa maggioranza, tanto più che circa un terzo degli..

Calenda punta sulla Carfagna
per attecchire anche al Sud

“Per riuscire a parlare al Sud Italia”, Carlo Calenda ha deciso di puntare su Mara Carfagna. L’assemblea nazionale ha eletto l’ex ministra come presidente del partito con l'83,8% dei voti. “C'è un lavoro da fare per recuperare rappresentanza", ha spiegato Calenda a proposito della sua scelta, "il Sud non è condannato all'assistenzialismo invece può emanciparsi, avere industria, servizi, istruzione e sanità. Questa è la cosa importante e la nostra priorità per i prossimi mesi". Decisa anche la Federazione con Italia Viva, approvata dal 92,9% dell'Assemblea: dopo la lista unica alle ultime politiche, via libera alla "conclusione, nel tempo più breve possibile, di un accordo di federazione con Italia Viva, che preveda la creazione di un organo direttivo comune per coordinare la linea politica della federazione". Continua sull'Huffington Post

Teatro dell’assurdo? Tra Palazzo reale e Palazzo d’Orleans

Che c’è di strano se applico alla politica regionale le categorie proprie del teatro, un genere del quale qualcosa ho capito dopo tanti anni di impegno nell’organizzazione di eventi di quel genere? Ci sono volute parecchie settimane per scrivere il copione da mettere in scena all’inizio della nuova legislatura, dovendo cucire, tagliare, individuare gli attori giusti per interpretare le parti. Si doveva imbastire una commedia dell’arte, ne è venuta fuori una dell’assurdo che sembra uscita dalla penna di Samuel Beckett. La trama iniziale, quella immaginata e più volte sbandierata dal presidente della Regione, si snodava lungo alcuni punti essenziali, irrinunciabili, come si dice spesso poco prima di barattarli. In modo poco cauto, alla stregua di una persona inesperta, che tale certamente non è, egli proclamò che gli assessori sarebbero stati..

Bergoglio: “La pace è possibile
Noi lavoriamo per negoziati veri”

La pace in Ucraina "è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori. Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi", Lo dice papa Francesco in un'intervista alla Stampa alla vigilia della sua visita ad Asti. Il Pontefice conferma poi la disponibilità del Vaticano a "fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina". C’è qualche novità diplomatica tra Vaticano e Cremlino? Continua sull'Huffington Post

Il nodo Razza. Cara Giorgia è qui il governo del merito?

Poche ma sentite domande per il presidente Schifani. Qual era la “stringente ragione” per cui bisognava assolutamente assegnare un assessorato a Ruggero Razza, ex imperatore della Sanità ed eminenza grigia di Nello Musumeci? Subito dopo il risultato elettorale del 26 settembre, Mario Barresi ha scritto su La Sicilia che il vecchio e il nuovo Governatore avevano stretto a Catania un patto di ferro: Razza tornerà comunque al governo della Regione. Ad ogni costo. A tutti i costi. E difatti, nella notte dei lunghi coltelli, al diktat col quale Francesco Lollobrigida, il nobile cognato, ha imposto la nomina in giunta del non eletto Francesco Scarpinato, si è unito l’ultimatum, altrettanto arrogante, del ministro Musumeci, divenuto da pochi giorni Pompiere d’Italia. Chiedeva al nuovo presidente della Regione il rispetto dei patti. Senza..

Il Pentagono frena Zelensky
“Inverno finestra per negoziare”

"Unlikely" è la calibratissima parola che Joe Biden ha scelto in conferenza stampa a Bali per dire che quel missile che si era abbattuto sul suolo polacco, uccidendo due persone, era "improbabile" che fosse russo. Le prime indagini poi hanno fornito una prima ricostruzione, accettata dagli Usa, dalla Nato e anche dalla Polonia, che si sia trattato della contraerea ucraina. Una versione che non convince Kiev, che chiede di poter partecipare alle indagini e afferma che non è un missile suo, ma russo. Volodymyr Zelensky: "Abbiamo bisogno che i nostri specialisti si uniscano al lavoro dell'indagine internazionale e che abbiamo accesso a tutti i dati a disposizione dei nostri partner e al luogo dell'esplosione", ha chiesto il presidente ucraino. Continua su Huffington Post

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