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Al Bullo, disperato, non resta che la sponda della Carfagna

Abbiate pietà per il lutto e la disperazione del Bullo. In vista del tragico 25 settembre, cerca in tutti i modi di restare sul palcoscenico della politica siciliana, ma non ha ancora capito che il sipario per lui si è chiuso definitivamente. Anche se, paradossalmente, Nello Musumeci, re delle piroette, dovesse rimanere al comando di Palazzo d’Orleans, non ci sarebbe più trippa per gatti. Fino a cinque anni fa il Bullo poteva contare sui suoi amici di sempre: da Antonello Montante, a Ezio Bigotti, l’avventuriero piemontese autore della più colossale truffa alla Regione, quella del censimento farlocco dei beni immobiliari, un inganno che gli ha consentito di portare nei paradisi fiscali un malloppo di oltre cento milioni. Fino a cinque anni fa poteva ancora turlupinare Silvio Berlusconi che, infatti, gli..

Nello Musumeci e il rischio di un suo gioco allo sfascio

Ha spento l’interruttore e sbattuto la porta in malo modo. Ringraziando Meloni e La Russa. E schifiando il resto della compagnia. Nello Musumeci se ne va due volte nell’arco di una settimana: prima da presidente della Regione, evitando il confronto con il parlamento. Poi da (ri)candidato in pectore, stanco di attendere le determinazioni degli altri partiti, che ormai non lo sopportavano. Ha usato un mezzo – Facebook – e dei modi che non si confanno granché al prestigio dell’incarico ricoperto. Ma Musumeci è così. Uno sceriffo di cartone, che non ha mai perdonato agli alleati di interessarsi alla cosa pubblica e all’azione amministrativa, che pensava fossero di pertinenza sua e della sua giunta. E di nessun altro. Un fascista perbene e con la schiena dritta, che non retrocede neppure di fronte agli..

Perché la lobby dei balilla punta tutto su Musumeci

Per un giorno – ma solo per un giorno – vorrei essere uno di quei magistrati che passano la vita a cercare trame oscure e registi occulti, patti scellerati e inconfessabili complicità. Perché anche la politica regionale ha i suoi misteri. Mi inquieta – si fa per dire – l’ostinazione con la quale i maggiorenti di Fratelli d’Italia stoppano, senza mai dare una spiegazione, l’ipotesi di candidare Raffaele Stancanelli alla presidenza della Regione. E’ l’uomo che ha tutte le carte in regola: ha dimostrato, come sindaco di Catania, di essere un saggio amministratore, non ha mai tradito il valori del partito, non ha tentato scissioni, gode di una stima incondizionata da parte di tutti gli alleati di centrodestra. Ma – misteriosamente, beffardamente – i poteri forti di Fratelli d’Italia gli..

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