Sezioni Tematiche

La strategia Pd: cambiare nulla
per essere sicuri che nulla cambi

È il dettaglio che rivela il tutto, inteso come rimozione e finzione, quel "non è stato una catastrofe" pronunciato da Enrico Letta e assunto come base di discussione da tutti (o quasi). Perché all’ombra della "grande rimozione" va in scena il rito, per dirla col poeta, del "tutti coinvolti, tutti assolti", alla fine del quale alla domanda sul "perché si è perso" la risposta resta evasa, in un festival di solenni citazioni: chi il Vangelo, chi lo Spirito Santo, chi San Paolo, ed è davvero un peccato che Marx sia morto e chi lo ha letto non si senta tanto bene. Continua sull'Huffington Post

Lo stillicidio sul Viminale.
Così Salvini incastra la Meloni

Come in un gioco dell’oca, si torna sempre alla casella di partenza, il Viminale, a nove giorni dall’insediamento delle Camere e a ben quattordici dall’inizio delle consultazioni. Richiesto, per l’ennesima volta, da Salvini che, per tenere alta la trattativa, ha schierato a sostegno il suo Consiglio federale. E forse questo stillicidio quotidiano su nomi e caselle, destinato a trovare una forma solo a ridosso delle prime scadenze istituzionali, già rivela un difetto di impostazione. Tanto valeva prendersi qualche giorno di pausa per smaltire le fatiche elettorali e l’euforia da post voto. L’idea di rinunciare ai festeggiamenti per la vittoria, al fine di trasmettere l’immagine di una classe dirigente operosa rispetto alle esigenze del paese, si sta già rovesciando nell’opposto: un gioco tattico, che non è ancora una compiuta trattativa, ma..

Ridate a Cortese ciò che una giustizia malsana gli ha tolto

Il bagno di folla che ieri ha accompagnato, da Palazzo delle Aquile fino alla Cattedrale, la cittadinanza onoraria concessa all’ex questore Renato Cortese dal sindaco Lagalla non era solo la testimonianza di affetto di una città a una persona per bene, a un impeccabile uomo delle istituzioni, a un investigatore che ha raso al suolo i boss della mafia stragista, da Giovanni Brusca a Bernardo Provenzano. Era il segno che a Palermo - soprattutto a Palermo - è cambiato il comune sentire. Prima la città scendeva in piazza per applaudire giudici e magistrati, qualunque cosa facessero. Credeva di lavare così il sangue delle vittime abbattute dal piombo e dal tritolo mafioso. Col tempo ha scoperto che ci sono pure giudici e magistrati che si inventano accuse inesistenti, che montano processi..

Col maxi-scudo di Macron
le bollette non aumentano

La differenza sta nell'approccio ai tavoli di Bruxelles: Parigi è a favore di un intervento condiviso a livello europeo per limitare i prezzi del gas, Berlino no, o meglio fa di tutto per rallentarlo. Ma mentre si fa un gran parlare del maxi piano da 200 miliardi annunciato in Germania dal Cancelliere Olaf Scholz che ha innervosito mezza Ue, la Francia ha già fatto da sola e i risultati sembra stiano cominciando a manifestarsi. A settembre, secondo le stime flash di Eurostat, il tasso annuo d'inflazione nell'Eurozona ha fatto segnare l'ennesimo record passando dal 9,1% di agosto al 10%. A determinare l'ulteriore aumento, ha spiegato l'ufficio statistico dell'Ue, è stato al solito il rincaro dei prezzi dell'energia che com'è noto si sta facendo sentire anche in Italia: qui, l'indice dei..

Un tweet della Meloni su Buttanissima. Dedicato al Balilla

Chapeau. Giorgia Meloni ha ripreso in un twitter il “canto in memoria di chi non c’è più” scritto da Pietrangelo Buttafuoco e pubblicato da questo giornaluzzo con un titolo marcatamente romantico e all’un tempo politico: “Una storia di famiglia, la destra”. Inutile negarlo: la sensibilità della leader di Fratelli d’Italia e, soprattutto, la sua gentilezza nei confronti di una testata che di certo non le è stata vicina in questa campagna elettorale, offrono un’immagine opposta alla volgarità di certe faccette nere siciliane, sguaiate e impresentabili. Ricordate il Balilla, quel ridicolo padroncino dell’assessorato al Turismo che insultava a colpi di “suca” chiunque si azzardasse a criticare le sue spese pazze, le sue sbracature da parvenu al festival di Cannes, le sue fittissime relazioni con l’editore della Gazzetta dello Sport, le sue..

Di Maio a pezzi dopo la disfatta
Ma tranquilli: non morirà di fame

La carriera politica dell'ex leader del Movimento 5 Stelle e attuale, anche se ancora per pochi giorni, ministro degli Esteri del Governo Draghi, Luigi Di Maio, non sembra destinata a fermarsi con la disfatta appena riportate alle elezioni politiche del 25 settembre, dove il suo partito, Impegno Civico, ha raccolto un misero 0,6 per cento. Una percentuale che non ha consentito la rielezione dell'ex enfant prodige di Beppe Grillo. Il ragazzo è giovane (ha compiuto da poco 36 anni) e combattivo e, di esperienze di tutto rispetto ne ha fatte molte; vicepresidente della Camera, ministro del Lavoro, ministro dello Sviluppo Economico nei Governi Conte e ministro degli Esteri con Mario Draghi. Continua su Dagospia

Ma quanto piacciono
a Meloni i poteri forti

La postura atlantista di Giorgia Meloni non è una novità, sin dai tempi del primo invio delle armi in Ucraina. Però nel suo primo comunicato, da premier in pectore, dopo il tweet a Volodimir Zelensky, è difficile non leggervi una voluta accentuazione di questa postura. Quasi un ostentato sfoggio atlantista (e filo-americano). L’“imperialismo di stampo sovietico”, la “violenta occupazione” che “minaccia la sicurezza dell’intero continente europeo”: un’enfasi che evoca George W. Bush quando gli nominavi Bin Laden, o Ronald Reagan contro l’“impero del male”. Continua sull'Huffington Post

L’Onu e il mondo col fiato sospeso
Putin si annette le terre d’Ucraina

Il presidente russo, Vladimir Putin, presiederà l'atto di annessione delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, a cui parteciperanno anche i leader filo-russi dei territori separatisti. Alle 15 (le 14 in Italia) al Cremlino Putin parteciperà alla cerimonia di firma dei trattati di adesione alla Russia delle quattro regioni dell'Ucraina, sulla base dei referendum che, secondo Mosca, hanno sancito la "volontà di autodeterminazione" delle popolazioni locali. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha convocato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale che si terrà nelle stesse ore della cerimonia a Mosca. Continua sull'Huffington Post

La battaglia degli Interni:
così Meloni si cucina Salvini

Siamo già al braccio di ferro. Il governo di centrodestra parte con una serie di nodi da sciogliere, nessuno così intricato come quello che al momento è stretto attorno al Viminale. La Lega lo rivendica, Matteo Salvini stesso lo rivendica. Sente Giorgia Meloni e concordano di vedersi alla Camera nel primo pomeriggio, un paio di ore prima posta sui social l’ennesima foto di uno sbarco accompagnata da una didascalia piuttosto eloquente: "Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l’abbiamo”. Come se non bastasse, mentre l’incontro è in corso fonti del Carroccio fanno filtrare alcuni dei “tantissimi messaggi” di militanti che chiedono che il loro leader torni al ministero dell’Interno. Continua sull'Huffington Post

Una storia di famiglia, la destra
Canto in memoria di chi non c’è più

Alle tre di notte parla Giorgia Meloni e Lia — la signorina Lia, mia zia – batte le mani. La vincitrice del 25 settembre dedica il risultato a chi non c’è più e Lia batte le mani nella stanza importante della propria casa con la raggiante felicità delle sue ottantacinque primavere. Ognuno ha un mondo intero nei propri ricordi, pezzi di vita che sono solo batticuore ormai, la piccola bionda ostinata arriva al governo d’Italia, parla da Roma, e quella sua dedica – “a chi non c’è più” – fa commuovere Lia, mia zia, che di ogni lacrima se ne fa un film. Ed è una pellicola che va a svolgersi alle ore tre del mattino, questa di Lia – la signorina, mia zia – con tutti quelli che non..

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