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Fico, grillino pentito? “Vorrebbe
mantenere un ufficio alla Camera”

Eletto il nuovo presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il predecessore Roberto Fico si prepara a traslocare. O forse no. Secondo alcune indiscrezioni, riportate da Repubblica e Corriere della Sera, il pentastellato vorrebbe mantenere ufficio e staff, seppur in formato ridotto, a Montecitorio. “Spero si tratti di una menzogna”, ha commentato l’ex M5s Alessandro Di Battista su Twitter. Oggi Fico è fuori dagli eletti del Movimento 5 Stelle, in virtù del “no” al doppio mandato, ma non sarebbe intenzionato a rinunciare ai benefit da ex presidente: vorrebbe conservare l'ufficio di Palazzo, nella stessa stanza che fu di Pier Ferdinando Casini, e tenere due collaboratori, entrambi esterni agli organici di Montecitorio. Va precisato che il 5s non commetterebbe alcuna violazione della prassi: tali benefit, infatti, spettano di diritto agli ex presidenti del..

Dopo La Russa arriva Fontana
La svolta a destra, quella vera

E dunque: al Senato Ignazio La Russa: (all’anagrafe Ignazio Maria Benito), non proprio l’incarnazione dei migliori valori repubblicani, l’antifascismo, la Costituzione, eccetera. E uno. Alla Camera: Lorenzo Fontana, un Kyrilian-putiniano, contro le nozze gay, l’aborto, l’eutanasia, la società multiculturale, padrino del famoso convegno di Verona del 2019, quello con le foto dei feti esibite sui manifesti; e mai pentito estimatore dell’autocrate russo, indossatore di magliette contro le sanzioni, grande artefice dell’ingresso della Lega nel gruppo lepenista in Europa. E anche lui ha qualche problema con 25 aprile, la festa del riscatto morale degli italiani. Anzi, ne ha proprio il rifiuto perché una volta si esibì, in quel giorno, nel festeggiamento della “non Resistenza”. Dimentico che le pagliacciate sono possibili perché qualcuno ha riconquistato la libertà per consentirle, così come per..

La destra è già ammaccata.
La sinistra è già sfasciata

Mai si era visto, sulla presidenza del Senato, che una maggioranza si spaccasse in modo così traumatico. Addirittura con una sua componente che, come primo atto della legislatura, non partecipa al voto: non una scheda bianca, ma un Aventino sul Senato. E i franchi tiratori dell’opposizione – una ventina, un decimo del Senato - che la salvano regalando un imprevedibile successo a Giorgia Meloni. A maggior ragione in un’elezione ad alto valore politico e simbolico, carica di significati storici e culturali. Diciamolo: game over, da oggi l’evocazione, variamente declinata, del fascismo perde qualunque ancoraggio con la realtà e diventa inservibile, perché soffocata nelle miserie di un inspiegabile tatticismo parlamentare. Continua sull'Huffington Post

Quarta votazione alla Camera
Forza Italia sceglie Fontana

Dopo le tre fumate nere di ieri, alle 10.30 si prosegue con la quarta votazione a maggioranza semplice per l’elezione del presidente della Camera. L’obiettivo della Lega è far eleggere Lorenzo Fontana. Ieri Ignazio La Russa è salito alla presidenza del Senato - la seconda carica dello Stato - con 116 preferenze, ma senza i voti di Forza Italia. Sarebbero quindi 17 i senatori dell’opposizione che lo hanno scelto. Continua sull'Huffington post con la diretta

Corini: la difesa d’ufficio non ripara i guasti del Palermo

Come fa uno che perde sempre ad essere considerato il migliore? Cinque sconfitte nelle ultime sei partite – le prime dal suo ritorno a Palermo – non sono bastate a mettere in discussione la gestione tecnica di Eugenio Corini. L’ex centrocampista, oggi allenatore dei rosanero, rimane saldamente in panchina. Dopo un inizio così così, il Palermo degli sceicchi ha perso smalto e non riesce a imbroccarne una. Colpa dei “nuovi arrivi”, che faticano a ingranare; colpa dell’allenatore, che non li ha messi nelle condizioni di rendere al meglio. Dove inizino le responsabilità di Corini e dove quelle della società non è per niente chiaro. Così il direttore generale Giovanni Gardini, l’uomo che funge da collegamento con Manchester, ha provato a buttare acqua sul fuoco: “La fiducia in Corini - ha..

O Giorgia spariglia o subito
le chiederanno una cabina di regia

Il paradosso è che, alla vigilia dell’insediamento delle Camere, è più avanti il lavoro sul governo che sui presidenti dei due rami del Parlamento. È il risultato di uno schema per cui si è scelto di aprire una estenuante trattativa, facendo dipendere l’esito della scadenza più ravvicinata da quella più lontana, ed esponendo così al mercanteggiamento anche le cariche istituzionali. Quanti ministeri vale palazzo Madama? E quanti Montecitorio? Salvini, prima di mollare il Senato, vuole capire cosa incassa sul governo perché la rinuncia alla seconda carica dello Stato e al Viminale, dal suo punto di vista, non possono essere a costo zero. E dunque fa sapere che “si sta lavorando per Calderoli”. Berlusconi, cui non fanno difetto le capacità commerciali, ha prezzato a “due ministeri” la rinuncia alle presidenze. E,..

Guerra in Ucraina, si riunisce il G7
Mosca minaccia un’escalation

È il giorno dopo la pesante offensiva missilistica russa contro le città ucraine, che ha causato 19 morti e oltre 100 feriti. A fornire il bilancio è il ministro dell'Interno ucraino, Denys Monastyrskyi, durante un telethon nazionale, scrive Ukrinform. "In realtà, si tratta del secondo attacco missilistico massiccio dopo il 24 febbraio e, probabilmente, del più grande bombardamento della storia in termini di infrastrutture energetiche importanti. Ora può essere chiamato terrorismo energetico, una continuazione del terrorismo nucleare e mi riferisco alla centrale di Zaporizhzhia, continuamente bombardata dai russi". Proprio Zaporizhzhia è stata colpita nuovamente nella notte, si contano almeno 15 esplosioni, "le forze russe hanno preso di mira un sito infrastrutturale" nella città, rende noto il governatore dell'Oblast, Oleksandr Starukh. Continua sull'Huffington Post

Dai fuffaioli alla fuffa di chi (non) vigila sui giornalisti

Non bastavano i velinari e i leccaculisti, i truffaldi e i pagnottisti. S’avanza una nuova generazione di giornalisti: i fuffaioli. Sono generalmente dei tipi simpatici. Ogni giorno riempiono pagine e pagine di retroscena anche quando non hanno un solo retroscena da raccontare. “Inventati qualcosa”, intima il vulcanico direttore. E loro scrivono, scrivono… Stando ben attenti però a non sfiorare le questioni scabrose, a tenere le penne fluviali lontane dai tetti che scottano, dagli scandali o dalle malversazioni, dalle arroganze o dalle spregiudicatezze di cui si compone purtroppo la storia quotidiana dei governi e dei cerchi magici, della Regione e dei Comuni. E’ il giornalismo della fuffa, bellezza. Quello che non mette mai il ditino nell’acqua calda, che trasforma le veline dei potenti in interviste e i vuoti d’aria in libertà..

Conte a pugno chiuso soffia
la piazza della Cgil a Letta

Giuseppe Conte non è più straniero nella piazza rossa della Cgil. Il leader M5s si presenta all'ultimo momento, poco prima che dal palco prenda la parola Maurizio Landini. "Ha deciso quando ha capito che Letta non ci sarebbe venuto", dicono i boatos dell'organizzazione. Vero o no, la cinghia di trasmissione della Cgil se ancora gira, gira per il M5s. Si salda un asse sul lavoro, ma anche sulla pace. Ma lo testimoniano più di tutto i capannelli di lavoratori che avvicinano Conte per dirgli di continuare a stare "da questa parte", a sinistra, che gli chiedono di intervenire sulla vertenza della Perugina, su quella della Tim a Roma, che gli suggeriscono di fare un'alleanza con gli altri partiti progressisti. "Ma non stiamo parliamo del Pd, eh?", mettono in chiaro. Continua..

Il fascismo che c’era e l’eterno fascismo che non c’è

"Muerte de un ciclista", un film spagnolo degli anni Cinquanta e l’eterno fascismo italiano. La censura e il ridicolo. Uno spettro si aggira per l’Italia, lo spettro del ritorno del fascismo. Nel frattempo che la guerra abbaia alle porte d’Europa. A conferma della celeberrima affermazione di Marx per cui “La storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa”, ci sono le grida degli influencer. Il fatto è che la categoria, fatta di uomini e donne dai più ritenuti al vertice della società attuale (tanto da farsi, ad esempio, perfino un selfie col capo dello Stato senza neppure sfilarsi gli occhiali da sole), nell’attuale vicenda politico-elettorale ha dimostrato di contare zero. Altro che uno vale uno. In questo contesto l’Istituto Cervantes, che promuove l’insegnamento e..

Gerenza

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