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Le profezie nefaste di Musumeci, la rivincita di Miccichè

Lo diceva col tono di chi era appena sceso dal Monte Sinai: “Non avrai altro presidente al di fuori di me”. E aggiungeva che almeno quattro sondaggi dicevano che solo lui, Nello Musumeci, governatore uscente, sarebbe stato in grado di sbaragliare il 25 settembre qualunque concorrente. Profezie vacue, vuote, quasi farlocche. Perché, dopo una campagna elettorale affrettata e ansimante, la realtà ha dimostrato che un altro candidato c’era e che quel candidato, con il suo equilibrio e la sua moderazione, ha superato il quaranta per cento dei voti. Era Renato Schifani: ex presidente del Senato, un uomo delle istituzioni, un forzista della prima ora. Alle geremiadi del Re Sole catanese – après moi le déluge, dopo di me il diluvio – si era unito il coro dei fedelissimi: da Ruggero..

Meloni, prime ipotesi di governo
Giulia Bongiorno alla Giustizia

C’è una gran corsa di Matteo Salvini e di Silvio Berlusconi a marcare l’alleata, a tracciare linee di confine, a mettere per iscritto il proprio ruolo che verrà nel futuro governo. Giorgia Meloni sorride e risponde garbata al telefono, ma non ha nessuna fretta, sa di avere il pallino in mano, non vuole sbagliare nella composizione dell’esecutivo che chiamerà a guidare, sa che tutti gli occhi di chi l’ha votata e del mondo intero sono su di lei. Ieri sera una telefonata con il leader di Forza Italia, fonti del partito la definiscono ovviamente “cordiale”, l’aggettivo che viene speso quando non si vuol dire nulla. Il Cavaliere ha esperienza di trattative estenuanti, e una fonte azzurra spiega che Berlusconi non è sceso nei dettagli di quel che sarà, punta a..

I collegi: disfatta per Di Maio
Bonino & Calenda: doppio ko

Qualche sorpresa, grandi esclusioni nelle sfide nei collegi uninominali. Napoli Fuorigrotta, disfatta Di Maio. Nella grande 'rissa' a quattro tra big esce vincitore l'ex ministro dell'Ambiente Sergio Costa, in corsa per il Movimento 5 Stelle, che raccoglie il 39,7% e batte i tre avversari: il ministro degli Esteri ex pentastellato Luigi Di Maio (24,45%), l'ex forzista Maria Rosaria Rossi (22,5%) e l'attuale ministra del Sud Mara Carfagna (7,1%). Continua sull'Huffington Post

Un altro candidato in manette
Anche Palermo fa il suo arresto

I carabinieri di Palermo hanno arrestato Salvatore Ferrigno, 62 anni, candidato al Parlamento regionale siciliano alle prossime elezioni nei Popolari Autonomisti di Raffaele Lombardo, lista della coalizione che sostiene l'ex presidente del Senato Renato Schifani nella corsa alla presidenza della Regione siciliana. L'aspirante deputato è accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Insieme a lui sono finiti in carcere il boss Giuseppe Lo Duca e Piera Lo Iacono, che avrebbe fatto da intermediaria tra il politico e la mafia. L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Secondo gli inquirenti, Ferrigno avrebbe promesso favori e denaro all'esponente di Cosa nostra in cambio di voti. A sostegno dell'accusa ci sono diverse intercettazioni ambientali, alcune di pochissimi giorni fa. L'inchiesta, coordinata dalla Dda, nasce da un'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal..

Una sola certezza: chiunque vinca, piangerà la Sicilia

Tutti hanno recitato la loro parte. Persino la magistratura, che non ha esitato a compiere gli arresti di rito – quelli della vigilia – per dire agli elettori che sulla irredimibile politica c’è sempre l’occhio implacabile della giustizia. Ha recitato la sua parte Renato Schifani, il del centrodestra alla presidenza della Regione: non ha attaccato nessuno, anzi; ha elogiato l’unità della coalizione pur sapendo che la coalizione, a urne chiuse, sarebbe stato un ammasso malmostoso di lacrime e risentimenti. Ha recitato con un fil di voce la sua particina anche Caterina Chinnici, la candidata del centrosinistra: certa della sconfitta, ha tentato un mea culpa l’altro ieri a Palermo, davanti al deserto che a piazza Sant’Anna ha accolto – si fa per dire – il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta...

Ritratto di tre assessori raccolti in un interno con rancore

Sinceramente non ricordo se l’ultimo decreto della giunta guidata da Nello Musumeci sia stato il finanziamento di tremila euro per le divise della banda di Monreale o la nomina del Comitato regionale per la Comunicazione, meglio conosciuto come Corecom. Stiamo parlando di provvedimenti strutturali, di decisioni che incideranno pesantemente nel futuro sociale, economico e politico della Sicilia. Basta pensare che il governatore e i fidatissimi del suo cerchio magico hanno accantonato questioni come il pagamento delle somme dovute da anni a costruttori, imprenditori e convenzionati esterni della sanità – tutti con l’acqua alla gola per via di una crisi senza precedenti – pur di impupare come si deve i musicanti di Monreale e pur di dare una guida di saggezza e competenza a un ente del quale si parla una..

Migranti. L’America alle prese
con una Lampedusa che non c’è

“Nimby”, si dice in inglese. L’acronimo significa: “Not in my back yard”. Cioè, non nel mio giardino. Mai nel cortile di casa mia. In fondo è una storia semplice. Succede a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts, Stati Uniti. Di là del mare e dell’oceano. Nel nuovo mondo. “La vigna di Marta” come suonerebbe il nome tradotto in italiano, è un luogo speciale. Lo sfondo perfetto per la saga amara dei Kennedy. E da loro in poi, l’isola pensatoio delle élite liberali americane. Mica una Lampedusa qualunque. Mica un’appendice della Sicilia, isolata suo malgrado nel mezzo del decadente Mediterraneo, regina senza corona di un’accoglienza fatta, se va bene, di solidarietà, volontariato e di buoni propositi. Che servono a tappare falle nazionali ed europee sui flussi migratori per poi inabissarsi nell’inesorabile degrado di..

La Meloni oggi è a Palermo
Tira la volata a Schifani e FdI

Tappa siciliana per il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, capolista a Palermo per la Camera dei Deputati, martedì 20 settembre alle ore 19 a piazza Politeama, per sostenere i candidati di Fratelli di Italia in vista dell'imminente doppia tornata elettorale, nazionale e regionale a supporto della candidatura di Renato Schifani e presentare il programma di Governo. In questa ultima settimana di campagna elettorale dovrebbe ritornare in Sicilia anche il segretario nazionale del Partito Democratico, Enrico Letta, atteso tra mercoledì e giovedì in Sicilia orientale.

Guardateli: dai rancori all’inciucio il passo è breve

Un indomabile rancore verso Gianfranco Miccichè, colpevole di avere decretato la fine del suo governo. E un incontenibile livore verso i giornali che hanno raccontato le malefatte del suo cerchio magico: gli scandali del Bullo, le volgarità del Balilla, lo strapotere di Ruggero Razza, imperatore della Sanità. Nello Musumeci ieri a Catania ha dato sfogo alla sua rabbia. Lo ha fatto davanti a Renato Schifani, il candidato del centrodestra che, con ogni probabilità, gli succederà a Palazzo d’Orleans. Il quale – bisogna dirlo – ha incassato senza fiatare. Anzi. Ha ricoperto di genuflessioni il vecchio governo e ha promesso che chiamerà Razza a Palazzo d’Orleans. Ah, se anche i giornali fossero come Schifani: Musumeci non avrebbe il rimpianto di avergli dato 15 milioni della Regione e di non averli trasformati..

Tutti ai piedi dell’imperatore per la favola della sanità

Le Faccette nere catanesi oggi saranno tutte lì, come una falange, ad applaudire Ruggero Razza, l’imperatore della Sanità che non si rassegna a lasciare il regno ricchissimo e opulento – otto miliardi in bilancio – di piazza Ottavio Ziino. Ci sarà il pizzetto, usurato e revanscista, di Nello Musumeci che non ha mai accettato la detronizzazione, anche se Giorgia Meloni, lo ha risarcito con un biglietto di prima classe per Roma, destinazione Palazzo Madama. E ci sarà il pizzetto dannunziano di Enzo Trantino, venerabile maestro e santone di tutti i neofascisti cresciuti all’ombra dell’Etna. Dicono che sarà un focus, una kermesse, un incontro. Nel corso del quale Razza, allievo prediletto di Trantino e potentissimo braccio destro di Musumeci, illustrerà le meraviglie realizzate nei cinque anni del suo mandato. E affermerà..

Gerenza

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