Meloni vuole aumentare la tassa
di soggiorno. Albergatori in rivolta

Mentre a Barcellona i locals non ne possono più e scendono in piena Rambla a sparare getti d’acqua contro gli ignari stranieri in visita nella capitale catalana e a Santorini, iconica isola greca dell’Egeo, 15.000 residenti per 11.000 turisti al giorno in alta stagione, il sindaco chiude i residenti ‘ai domiciliari’, l’Italia, la cui crescita dipende sempre più dalle decine di milioni di visitatori che la visitano ogni anno, il turismo lo tassa. E anche salatamente. O almeno questa è l’intenzione del governo Meloni che, in una bozza di decreto, visionata da HuffPost, pronta ad andare in Consiglio dei ministri, procede con due tratti di penna ad aumentare e a estendere su tutto il territorio l’imposta di soggiorno già esistente nei nostri capoluoghi di regione. La logica è quella degli..

Questo immenso teatro della crudeltà chiamato Olimpiadi

Le Olimpiadi sono spettacolo per famiglie, in apparenza, e magari di pura passione per la gara in sé, in realtà a guardarle bene sono un immenso teatro della crudeltà. Alla bellezza dei giochi, alla loro varietà, al campione universale di umanità che esprimono e rappresentano, corrisponde la costruzione o coltivazione intensiva dei corpi degli atleti con effetti di armonia e bellezza classica e di deformazione funzionale del visus e della muscolatura. Si capisce a un primo sguardo la fatica impiegata in anni di preparazione accanita, si intuisce come sogno e incubo l’ansia del primeggiare che è la vera gloria di competizioni alle quali in teoria si dovrebbe prima di tutto partecipare decoubertianamente, e solo dopo eventualmente vincere. Balle. La caccia alla medaglia cancella ogni aspetto genericamente sportivo, com’è d’altra parte..

Come eravamo. Noi bravi ragazzi della profonda Sicilia

Chi me lo doveva dire – ero un ragazzino di dieci anni, nato e cresciuto su un pizzo di montagna tra i Nebrodi e le Madonie – che alla fine dell’estate mio padre mi avrebbe portato a conoscere il mare? A quel tempo, nella profonda Sicilia dimenticata da Dio e dagli uomini, succedevano cose che molti anni dopo – muchos anos despues – avrei letto in un libro che arrivava dal Sud del Mondo e che aveva come titolo Cento anni di solitudine. Anche lì c’era un eroe, Aureliano Buendia, che un giorno “si sarebbe ricordato di quando il padre lo portò a conoscere il ghiaccio”. Ma il luogo geometrico del mio incanto non si chiamava Macondo, come nel romanzo di Garcia Marquez. Era Pedara, un paesino di pietra nera..

Una lottizzazione senza fine
Rivolta al ministero di Lollo

Un appello a Lollobrigida: non li chiami interpelli. E’ normale circondarsi di dirigenti fedeli, ma è normale chiamare “interpello”, selezione, la nomina del vecchio compagno di giochi, la promozione della collaboratrice? Per avere la sua comfort zone, la Lollo zone, il ministro dell’Agricoltura fa saltare l’armonia dei suoi uffici. Il massaio d’Italia sta per nominare altri due nuovi dirigenti. Uno si chiama Massimiliano Rossi, l’altra è Barbara Catizzone. Uno è il suo ex compagno di giochi, l’altra è la sua portavoce. La Lollizzazione, la lottizzazione stile Lollo, non è una novità, ma la novità è che gli esclusi dall’interpello sono pronti al ricorso. E’ un altro suo successo: deve lottare contro la peste suina ma si porta la peste a casa. I dirigenti sostituiti da Lollobrigida? Si è perso il..

L’Ars e le colpe degli ex: meglio una parola in meno

L’incontro con la Stampa Parlamentare, pur nella sua tradizionale cornice confidential e festaiola, poteva essere l’occasione per un discorso meno banale del solito e, soprattutto, meno ancorato al puro e semplice rilascio di una pagellina sul lavoro svolto in quest’ultimo anno dai deputati dell’Assemblea regionale siciliana. Poteva essere, appunto, l’occasione per un discorso istituzionale sul male oscuro che lentamente svuota dall’interno la Regione e la trascina sempre più in una zona nebbiosa che finisce per rendere ininfluente sia il governo che il parlamento. Ma il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, quell’occasione purtroppo l’ha persa. Si è impappinato, come uno studentello al primo esame, sull’autonomia differenziata, parlando addirittura di “guerra”, poi corretta in “sfida”, tra le ricche amministrazioni del nord e quelle povere del sud. E subito dopo, quando gli è stato..

La Meloni vede Xi. Ma dietro
i convenevoli c’è poco o nulla

La premier italiana Giorgia Meloni ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping alla Diaoyutai State House di Pechino - la residenza di Stato dove il Presidente della Repubblica popolare riceve i leader stranieri - durante la sua visita ufficiale, l’appuntamento di gran lunga più importante del suo viaggio in Cina . L'incontro ha avuto come obiettivo il rafforzamento delle relazioni bilaterali, specialmente dopo la decisione dell'Italia di non rinnovare l'adesione alla "Nuova Via della Seta". Tra i temi trattati: crisi internazionali, l'equilibrio commerciale, e cooperazione su veicoli elettrici e intelligenza artificiale. Ma la sensazione è che, al di là dei convenevoli, l'incontro non abbia prodotto un granché. Continua su Huffington Post

Liguria, Toti si è dimesso
dopo tre mesi di domiciliari

Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti ha rassegnato le dimissioni. Il governatore era agli arresti domiciliari da quasi tre mesi. L'avvocato, dopo il no alla scarcerazione del tribunale del riesame, aveva detto che "l'unica soluzione sembrano le dimissioni". A consegnare la lettera di "dimissioni irrevocabili" all'ufficio protocollo della Regione Liguria è stato questa mattina alle 10.40 l'assessore Giacomo Giampedrone su delega dello stesso Toti. "Mi assumo tutta la responsabilità di richiamare alle urne, anticipatamente, nei prossimi tre mesi, gli elettori del nostro territorio, che dovranno decidere per il proprio futuro". Ha scritto Toti in una lettera pubblica inviata al suo avvocato Stefano Savi, contestualmente all'ufficializzazione delle sue dimissioni da presidente della regione liguria. "Oggi sento come necessario che i cittadini tornino ad esprimersi per ridare alla politica, al più..

Nessuno scrive al colonnello Schifani, nemmeno l’Anas

A Renato Schifani non ne va dritta una. Più il presidente si sforza di potenziare la sua “control room”, accentrando poteri e deleghe, più gliene combinano. Ieri è toccato l’Anas, competente per l’autostrada A19: «Ho manifestato il mio disappunto ai vertici dell’Anas per una decisione assunta in modo unilaterale, senza alcuna preventiva condivisione con Palazzo d’Orleans. A maggior ragione che il presidente della Regione è anche commissario straordinario per l’attuazione degli interventi di riqualificazione dell’autostrada Palermo-Catania”. Così il governatore in merito alla chiusura dell’A19, nel tratto tra Trabia e Termini Imerese, per consentire le riprese di un film. “Il provvedimento, preso in autonomia dagli uffici regionali dell’Anas, - prosegue esterrefatto Schifani - ha causato notevoli disagi agli automobilisti, costretti per ore a lunghe file e all’allungamento del percorso. Una decisione..

Milioni di viaggiatori fermi, ma
Salvini non si occupa di trasporti

E alla fine Matteo Salvini se n’è accorto: da giorni milioni di viaggiatori fermi nelle stazioni, impossibilitati a prendere un treno, o in attesa che il monitor dell’aeroporto decretasse se potevano partire, o tornarsene a casa. La notizia – con tempi rilassati - è arrivata anche al ministero di Porta Pia. E ha trovato una prima risposta: è colpa dei tecnici. “Sui disagi ferroviari delle ultime ore – dice il ministro rispondendo al question time della Camera - ho chiesto tempestivamente chiarimenti ai tecnici. È vero che siamo al massimo di cantieri aperti, ma non è accettabile la situazione in cui hanno viaggiato troppi passeggeri in questi giorni. I vertici di Rfi, Trenitalia e Fs stanno individuando soluzioni urgenti…”. E sull’incidente che a Centola ha praticamente separato la Calabria dal..

Effetto Ursula: Meloni, Tajani
e Salvini fuori dalle presidenze

Il centrodestra italiano era più rappresentato alla presidenza delle Commissioni dell’Europarlamento quando non era al governo a Roma che adesso. È il risultato del nuovo risiko per la guida delle Commissioni parlamentari dopo le europee 2024, terminato oggi a Bruxelles. Due gli italiani eletti presidenti ma sono entrambi di opposizione: Antonio Decaro all’Ambiente e Pasquale Tridico del M5s per la sottocommissione Affari fiscali, prima volta che i pentastellati conquistano una presidenza. Per via delle scelte operate sulle vicepresidenze d’aula e su altri incarichi e per via del fatto che la Lega è confinata oltre il cordone sanitario insieme al gruppo dei Patrioti, la coalizione guidata in Italia da Giorgia Meloni resta all’asciutto. Continua su Huffington Post

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