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Effetti collaterali
dell’antimafia perduta

Chi l’avrebbe mai detto? Da ieri scricchiola un’altra figura monumentale dell’antimafia: quella di Maria Falcone, sorella del giudice assassinato 27 anni fa nell’attentato di Capaci, e presidente di una Fondazione alla quale lo Stato assicura sostegno e finanziamenti. Alcuni gruppi impegnati da sempre nella lotta a Cosa Nostra, assieme ai familiari di altre vittime, le rimproverano di avere trasformato la commemorazione del 23 maggio in un festino ecumenico, in una sorta di assoluzione impartita urbi et orbi a tutti i potenti che avrebbero dovuto interrogarsi in questi anni sulle stragi di mafia e hanno invece preferito tacere e non sapere. Per carità, Maria Falcone avrà pure concesso spazio ai lustrini e alle vanità. Ma attenzione: non è che la contromanifestazione di ieri a Capaci abbia dato prova di forza e..

Serve Boulanger-Cavé
per spiegare Musumeci

Dov’è Nello Musumeci? La domanda ha tagliato l’aula bunker dell’Ucciardone impegnata nella commemorazione di Giovanni Falcone. Ma il presidente della Regione aveva già fatto sapere che non sarebbe intervenuto alla cerimonia. Ci sono liti e veleni, meglio starsene a casa. In santa pace. Dov’è il governatore della Sicilia? Se lo chiedono, in questa calda campagna elettorale, i partiti che compongono la sua maggioranza: col clima che si respira forse sarebbe bene stare di qua o di là. Ma Musumeci non vuole mettere neppure un ditino nell’acqua calda e se ne sta in disparte. Neutrale. Meglio Ambelia, a due passi di casa sua, con la sagra dei cavalli e il trenino a vapore. Dov’è Musumeci? Il grande ozioso Boulanger-Cavé, che vagò per tutta la vita fra i teatri di Francia, sosteneva..

Il tempo greve
del nostro dibattere

Avete visto come scorre veloce e vacuo il libro delle banalità, dei falsi conflitti e dei finti eroi? Fino a ieri l’Italia bella e intellettuale si strappava le vesti per la professoressa di Palermo sospesa da un truce burocrate per non avere sorvegliato adeguatamente su un video dei suoi alunni che inopinatamente accostavano le leggi razziali del fascismo al decreto sicurezza voluto dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Ma oggi quella pagina è già volata via. Cancellata e annegata nel nulla. Oggi torniamo a incontrarci e scontrarci sull’eterna questione degli immigrati: porti chiusi o porti aperti, santifichiamo il duro ministro dell’Interno o il procuratore Patronaggio? Però fateci caso: la scaletta del nostro dibattere ce la detta sempre lui, l’insopportabile e irredimibile Salvini. Croce e delizia del nostro tempo...

Gli eroi per caso
al tempo di Salvini

Evviva. Palermo alza sugli scudi il martirio della professoressa Rosa Maria Dell’Aira – sospesa dalla scuola per non avere censurato un video degli studenti che picchiavano duro su Salvini – e l’Italia scopre all’improvviso gli insegnanti. Sì, proprio quegli insegnanti che per tutto l’anno tirano a campare con stipendi da fame, e che ad ogni giro di valzer vengono sballottati da un capo all’altro dello Stivale senza che nessuno alzi un dito in segno di indignazione e solidarietà. Ieri però c’è stata una vampata rivoluzionaria. Sono scesi in campo partiti e sindacati, sindaci e governatori. Si è mobilitata la società civile, si sono schierati persino i giornaloni: “Sospendeteci tutti”, si leggeva sulla prima pagina di Repubblica. Ah, se non ci fosse il truce Salvini: nel Paese delle sbracature a basso..

Da Ambelia ai normanni
il passo non è breve

Varchi il portone centrale di Palazzo dei Normanni e resti impietrito dalla magnificenza del luogo, dalla storia monumentale che traspare da ogni pietra, da ogni dettaglio, da ogni memoria. E poi vedi la mostra, la grande mostra sul Castrum superius, con tutto ciò che inventarono i latini, i bizantini e i saraceni per rendere meravigliosa – stupor mundi – la residenza dei sovrani e trasformare il palazzo reale di Palermo in un sommario dell’universo. Un importante momento culturale. Celebrato con una cerimonia che forse avrebbe preteso anche la presenza di Nello Musumeci, governatore della Sicilia e, dopo l’improvvisa morte di Sebastiano Tusa, responsabile diretto dell’assessorato ai Beni Culturali. Ma Musumeci non c’era ieri a Palazzo dei Normanni. Forse è rimasto con la mente ad Ambelia, il suo centro del mondo,..

Non sempre la politica
uccide i sentimenti

I lettori di Buttanissima sanno bene chi è il bullo e chi è la bulla. E sanno con precisione quali sono i ruoli che appartengono alla coppia. Ricorderanno pure che lei, con ordinanza del tribunale, ha pignorato a lui, suo compagno di vita e di potere, lo stipendio che gli paga la Regione. Ufficialmente perché vantava dei crediti; ma non senza legittimare il dubbio che la tiritera fosse stata congegnata per trasformare lui, il bullo impomatato, in un nullatenente e consentirgli così di non versare l’assegno alla prima moglie, quella dalla quale ha divorziato molti anni fa. Fin qui nulla di nuovo. Poi però scorri facebook e scopri che la bulla piagnucola a Montecitorio perché la maggioranza ha respinto le proposte con le quali lei pretendeva di aggiustare, guarda un..

Se un narciso va
in terra di mafia

E’ venuto in Sicilia spinto dal suo narcisismo, convinto che il mondo giri attorno a lui come la terra attorno al sole. Ha ripetuto dieci, cento, mille volte che è sceso a Mezzojuso non per giudicare ma per raccontare. E per raccontare si è portato i suoi affilati accusatori, quelli che gli avrebbero sempre e comunque dato ragione. Davanti alle telecamere ha recitato la parte dell’Inquisitore, del predicatore, del fustigatore e anche del divino Redentore: apostrofava la folla con il ditino alzato, col piglio del maestrino che voleva impartire una lezione di vita e di antimafia, con la spocchia di chi crede di incarnare il Bene contro l’esercito del male, con la tracotanza di mostrarsi al mondo come il puro e duro che non ha mai commesso un peccato o..

Ah, se la Sicilia fosse
una grande Ambelia…

Ha preso una carcassa, dimenticata da Dio e dagli uomini, e ne ha fatto la location di una mostra che forse riuscirà a richiamare anche alcuni turisti. E’ successo ad Ambelia, una sperduta contrada tra Militello e Scordia, in quel di Catania, dove c’era una vecchia stazione di monta equina. Nello Musumeci, che è di quelle parti, ha voluto trasformarla in una piazza dove impiantare la Fiera Mediterranea del Cavallo. E per raggiungere l’obiettivo non ha risparmiato né uomini né mezzi. Della Regione, va da se. Ha mobilitato assessorati e provveditorati; ha speso un bel po’ di soldi per la pubblicità e ha pure convinto le Ferrovie a mettere su un trenino a vapore per il piacere di grandi e piccini. L’altro ieri il debutto con parate, mostre, caroselli. Ah,..

Prima dei numeri
contano le idee

No, noi non siamo quelli dei grandi numeri. Siamo piuttosto coloro che cercano di spargere in questa Sicilia sonnambulesca il fuoco lucido delle idee non banali, delle opinioni limpide, dei dubbi razionalmente motivati, di una laicità rispettosa di ogni posizione. Siamo un giornale libero, che non si accoda ai leccaculisti, che non ha paura di spezzare i luoghi comuni né di andare contromano; e che trova sempre il coraggio di denunciare gli eroi farlocchi di questa paludosa stagione politica o di segnare a dito mafiosetti e piritolli, bulli e pataccari che avanzano impomatati alla conquista di ogni briciola di potere. No, non siamo quelli dei grandi numeri. Ma proviamo un pizzico di orgoglio se i numeri ci premiano. Aprile, per esempio, è stato un mese d'oro per Buttanissima: Google ha..

Night and day
così va la Regione

Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia, ce la sta mettendo tutta per gettare un fascio di luce sulle trame oscure che inquinano la vita politica siciliana. Ha indagato sui sistemi di corruzione, sulle compromissioni dei grand commis, sulla spregiudicatezza di bulli e consulenti che fiancheggiano gli avventurieri, sul doppiogiochismo dei duri e puri che di giorno fingono di combattere Cosa nostra e di notte si spartiscono ogni affare della Regione. Ma sembra sperduto nella sua solitudine: vox clamantis in deserto. Perché, tutt’attorno, c’è un governo, con quattro assessori nei guai giudiziari, che non vuole affrontare la questione morale; e c’è la Lega di Salvini che di giorno predica il cambiamento e di notte cerca l’inciucio con Francantonio Genovese, condannato a 11 anni di carcere per avere dissanguato i bilanci della..

Gerenza

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