Ma quel vento
da noi non arriva

Come si chiama il vento strabico che di questi tempi contrasta ogni mito, ogni certezza, ogni verità? La procura generale di Milano vuole riaprire il processo a Olindo e Rosa, condannati all’ergastolo per la strage di Erba. Il tribunale di Caltanissetta riabilita Bruno Contrada e scrive che la sua presenza nell’inferno di via D’Amelio, subito dopo il massacro di Paolo Borsellino, è stata un’infamia montata dall’antimafia. C’è vernice nera e puzzolente pure per i santi: il fratello di Emanuela Orlandi, la ragazza di 15 anni scomparsa a Roma nel 1983, getta fango su Giovanni Paolo II, il papa polacco già elevato all’onore degli degli altari. Se ne sta al riparo solo la Sicilia della politica. Qui il vento strabico non ha verità da abbattere né certezze da rovesciare. Gli scandali,..

Sembrava un’eccellenza
ma era soltanto un bluff

Cefpas che vai, Razza che trovi. Ci abbiamo scherzato su per un’intera legislatura, quella segnata dal governo Musumeci. Il centro di formazione di Caltanissetta, affidato alle riconoscenti mani di Roberto Sanfilippo, era diventato per Ruggero Razza, assessore alla Sanità, il centro del mondo. Assunzioni, promozioni, ammodernamenti: tutto doveva passare da quella scuola definita “struttura d’eccellenza”. Un altro bluff, ovviamente. Come i tanti riconducibili a “Diventerà Bellissima”. Oggi si scopre che i sei milioni consegnati l’anno scorso da Razza al Cefpas per informatizzare i servizi e ridurre le liste di attesa sono rimasti inutilizzati. “Inerzia amministrativa”, accusa il nuovo assessore, Giovanna Volo. Se il presidente Schifani l’avesse saputo in tempo, forse avrebbe evitato di rinnovare l’incarico a Sanfilippo. Invece è caduto ancora una volta dal pero.

Dal calvario di Contrada
ai cannibali della politica

L’ultima sentenza di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio certifica che l’antimafia – con i suoi apparati, le sue anime belle, le sue ambizioni – ha creato un mostro e lo ha crocifisso per quasi trent’anni con un cinismo che, a solo pensarci, fa venire i brividi. Quel mostro, costruito con le infamità dei pentiti e di altri compiacenti mistificatori, si chiama Bruno Contrada. Al tempo dell’attentato era vicequestore. La prima bugia che hanno messo in circolo è stata questa: al momento della strage Contrada era lì, nell’inferno di via D’Amelio. E sull’onda di questa bugia hanno inventato la comoda teoria dei servizi segreti deviati che avevano coperto le nefandezze dei boss stragisti. Povero Contrada. Gli hanno incollato addosso un’accusa di mafia. Che era una menzogna. Il metodo, purtroppo, fa..

Non solo SeeSicily
Altri milioni sprecati

Prima quei settanta e rotti milioni spesi dal Balilla per costruire, con la banalissima scusa del turismo, la propria carriera politica; poi, i tre milioni sprecati dal Bullo per lanciare il fantasmagorico e velleitario progetto di un centro direzionale che riunisse in un luogo (immaginario, purtroppo) tutti gli uffici della Regione. Scusate la domanda: ma quanti soldi ha sprecato il governo Musumeci, quello delle faccette nere? Quanto denaro pubblico ha buttato al vento pur di assecondare i capricci e le ambizioni dei suoi spregiudicati assessori? Fateci caso: appena si solleva una pietra spuntano puntualmente i vermi. Sullo sporco affare di Cannes e sullo scandalo di SeeSicily sono già intervenute le procure, quella della Repubblica e quella della Corte dei Conti. Sul centro direzionale la partita è ancora aperta. Schifani è..

Perché il Ponte rischia
di diventare una velleità

Consentiteci un pensiero eretico. Oggi per attraversare lo Stretto di Messina occorrono almeno tre quarti d’ora. Ammettiamo, per una azzardata ipotesi, che domani Matteo Salvini ci consegni quel capolavoro di ingegneria che è il Ponte. Il tempo di attraversamento si abbatterà di colpo: basteranno dieci minuti e da Messina saremo in terra di Calabria. Ma se le strade della Sicilia saranno quelle trazzere che conosciamo da anni, il problema non sarà attraversare lo Stretto, ma raggiungere Messina. Pensate a uno studente o a un camionista di Trapani, di Ragusa o di Palermo. Siete certi che, per andare a Roma, si servirà del Ponte? No, lo studente cercherà di prendere un aereo e il camionista prenderà la nave per Napoli o per Civitavecchia. Se non si ammoderna la rete interna dei..

Gli inutili sindacati
della sanità privata

Ma che ci stanno a fare i sindacati della sanità? A che servono queste decine di sigle che, ad ogni appuntamento, affollano gli inutili e dispersivi incontri con l’assessore Giovanna Volo? Li vedi e senti che parlano del sesso degli angeli. E quando hanno esaurito i brevi cenni sull’universo se ne tornano a casa, mai al lavoro per carità: quello va salvaguardato, ma per gli altri. La sanità sprofonda, le strutture private boccheggiano, la Regione dice di non avere più soldi da mettere nel piatto per evitare lo scandalo delle liste d’attesa. Ma c’è un però. L’Asp di Palermo ha in pancia i fondi per pagare gli extra budget del 2020 e del 2021, i conteggi sono stati fatti, i contratti sono stati firmati, ma i bonifici non partono. Sarà..

L’autonomia vigilata
di Palazzo d’Orleans

Fino a quando parla del caro voli e attacca Ryanair o quella malandata compagnia di bandiera che si chiama Ita Airways lo lasciano fare. Fino a quando insegue, con Salvini, il sogno felliniano del Ponte sullo Stretto, nihil obstat: porte aperte alle fantasie, alle speranze, alle illusioni. Ma quando Renato Schifani crede di potere mettere le mani su materie delicate ecco che gli arriva, puntuale, la Voce del Padrone. E’ successo per l’assegnazione degli assessorati: lui, il presidente della Regione, non li voleva, ma Fratelli d’Italia gli ha imposto sia Francesco Scarpinato che Elena Pagana. E’ successo per gli scandali del Turismo, per i quali è arrivato l’ordine di silenziare, coprire, ubbidire. Ed è successo per il fotovoltaico: il governatore voleva revocare le autorizzazioni ma il ministro Urso lo ha..

L’ultima piroetta
del comico Balilla

Asfissiato dagli scheletri chiusi nel suo armadio e accerchiato dalle procure che hanno già sul tavolo le carte dello scandalo, il Balilla non sa più come intorbidire le acque. Strilla, impreca, minaccia, insulta e, soprattutto, fa il gioco delle tre carte. Un gioco che colora con impareggiabile volgarità: quella del Cavaliere del Suca. L’ultimo bluff riguarda questo giornale. A suo avviso saremmo stati noi a suggerire ai Cinque Stelle di accedere ai documenti che certificano da un lato il flop di SeeSicily sul fronte alberghiero e, dall’altro lato, l’opaco dirottamento dei milioni sul dorato mondo della comunicazione. Ma c’è un però. Lo scoop su SeeSicily, come sullo sporco affare di Cannes, non l’ha fatto “Buttanissima” ma “La Sicilia”, autorevole quotidiano di Catania. Che il Balilla, da politico catanese furbo e..

L’intoccabile Balilla
e l’ignobile codazzo

Ricordate gli anni ruggenti di Leoluca Orlando, il sindaco che rastrellava consensi in ogni angolo di Palermo, dalle periferie ai quartieri alti? Si sentiva intoccabile. Untouchable, per dirla col film di Brian De Palma dedicato ad Al Capone. Quando Leonardo Sciascia scrisse l’articolo sui professionisti dell’antimafia, Orlando interpretò quella lucida analisi come uno sfregio e reagì da “Untouchable”. Chiamò i picciotti e ordinò il linciaggio del mite scrittore: “E’ fuori dalla società civile, fa il gioco della mafia”. Lo schema degli intoccabili è tornato con Fratelli d’Italia. Sono i vincitori e guai a parlare dei loro scandali e delle loro ruberie. Puntualmente salta fuori un Balilla – un Al Capone, stavo per dire – che insulta, minaccia, intimidisce. Si sente forte perché lo accompagna un codazzo di pagnottisti, di avventurieri..

Le rose dell’Amata
per coprire il Balilla

Immaginate che Elena Pagana, assessore all’Ambiente, diffonda questa nota. “Il sole della primavera ha maturato i ciliegi, ha fatto sbocciare le rose e ha ricoperto di fiori le colline di Sicilia. Bene, questo risveglio meraviglioso della natura è merito del mio assessorato”. Elena Pagana, che è persona intelligente, non scriverà mai una tale scemenza. Ma Elvira Amata una cosuccia così l’ha data veramente alla stampa. E l’ha data per coprire i colossali sprechi di SeeSicilly: una carrettata di milioni dirottati dal suo predecessore sul dorato mondo della comunicazione. “Ma con SeeSicily”, ha detto l’Amata, “le presenze nel 2022 sono aumentate del 120 per cento”. Ha dimenticato di dire che nel 2020 e nel 2021 c’era il Covid e che la gente era prigioniera in casa. Scomparsa l’epidemia, tutti in viaggio...

Gerenza

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