Sezioni Tematiche

Dissenso vietato in Forza Italia
Tajani avvia le prime “purghe”

Cita Fulvio Martusciello in qualità di modello di leadership e nume tutelare, attacca chi «va sui giornali a fare dichiarazioni polemiche. Così non si vince». Soprattutto, sbianchetta con un colpo di penna le critiche alla stagione congressuale perché «se siamo a favore della meritocrazia nel Paese dobbiamo esserlo anche all’interno del partito». Nelle mire del discorso che Antonio Tajani ha tenuto al termine di Azzurra Libertà, la convention dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, c’era senz’altro la famiglia Berlusconi, ché «non credo in un partito con una classe dirigente imposta dall’alto». Soprattutto, però, c’era un avvertimento, un monito, nei confronti delle prime voci «dissidenti» che si sono iniziate a levare tra gli azzurri. Non è un caso il riferimento alle «dichiarazioni sui giornali», perché Tajani voleva colpire soprattutto il..

Vincono gli zii di Sicilia

Lombardo si accoda a Cardinale e La Russa per imporre il bis di Schifani. Gli altri? Spettatori

Il leader che porta
le scartine al governo

Ne abbiamo viste di tutti i colori: sceneggiate, tradimenti, abbracci, cambi di casacca. La politica – annotava il vecchio Rino Formica – “è fatta di sangue e merda”. Come stupirsi, dunque, se Raffaele Lombardo che per quattro anni ha preso di petto Renato Schifani, contestandogli ritardi e inefficienze, ora spinge il governatore sull’altare del bis? Il leader del MpA non è mai stato un soggetto facile da decifrare. Da qualche tempo però le sue scelte sono diventate bizzarre e incomprensibili. Ricordate la nomina dei due assessori assegnati al suo Movimento? Quando tutti si aspettavano che designasse due luminari, Lombardo ha deciso di portare al governo della Regione due scartine politicamente insignificanti. Talmente inesperti che uno dei due, Francesco Colianni, gira per convegni con l’assistenza del faccendiere Maurizio Scaglione, suo pagnottista..

“Più Bismarck, meno Hitler”, AfD
vuole riscrivere la storia tedesca

“Più Bismarck, meno Hitler”. La formula è di Hans-Thomas Tillschneider, vicepresidente dell’AfD in Sassonia-Anhalt e architetto del programma del partito su scuola e cultura. Nelle aule significa ridurre lo spazio dedicato al nazismo e aumentare quello riservato all’Impero tedesco dell’Ottocento. Ma la revisione dei curricoli scolastici è soltanto una parte del progetto: in gioco c’è il modo in cui la Germania racconta se stessa e il proprio passato. Era il novembre del 2025. A chi gli chiedeva se l’AfD volesse davvero ridurre lo spazio dedicato al nazionalsocialismo nei programmi di storia, Tillschneider rispose senza esitazioni: “Naturalmente bisogna parlare anche di quello, ma un po’ meno”. Il XIX secolo, spiegò, conta di più per l’identità tedesca. Il co-presidente dell’AfD Tino Chrupalla ha avallato la formula oggi in un’intervista a Repubblica: il..

Il Gran Trombettiere
distratto sul prezzo

Credevamo di avere toccato il fondo col super pagnottista: quello delle interviste a comando e delle notizie a gettone. Non c’eravamo accorti – a proposito del cosiddetto giornalismo siciliano – del trombettiere, travestito da direttore di un quotidiano, che ha pubblicato la nota di Palazzo d’Orleans sugli accordi con la Rai. Pensate: ha descritto filo per segno i programmi dove la tv di Stato tesserà le lodi della Sicilia; ci ha informato su come il Capodanno si incastrerà col reportage di Alberto Angela sulla notte di Palermo e, in un trippo di felicità, ha pure messo la propria firma sotto il comunicato della Presidenza. Ma alla fine della giostra, manco a dirlo, ha dimenticato di dare la notizia più importante: quanto è costato questo scintillio di luci e vanità? Povero..

Le commedie
della legalità

La legalità richiede rigore e, soprattutto, serietà. E’ finita invece sulle bandiere sgarrupate del populismo che la agita come antidoto alla mafia e alla corruzione. Provocando i cortocircuiti ben descritti ieri, su La Sicilia, da Accursio Sabella. Si parte da Leoluca Orlando e dalla sua “cultura del sospetto come anticamera della verità”; si sfiora il culmine con Rosario Crocetta, che silura un assessore della giunta per lo scandalo di una piscina dove però mancava la piscina; e si chiude con Agrigento dove è appena esploso, su una casa abusiva ereditata dall’assessore Crosta, un conflitto tra Ismaele La Vardera e il sindaco Michele Sodano, le due facce vincenti di Controcorrente. Ma si potrebbe anche chiudere col governatore Renato Schifani che pretende di far deliberare dalla giunta, dove c’è Elvira Amata, la..

Gerenza

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