Otto flop di Salvini con le banche
Lui bussa ma nessuno risponde
Non una banca, un bancomat. Che per Matteo Salvini si è rotto. Da inizio legislatura per almeno 18 volte il leader della Lega ha invocato una tassa sugli extraprofitti delle banche. E lo ha fatto per otto motivi diversi. Senza mai ottenere nulla. Ripercorriamo a grandi linee una saga che dura da quattro anni. E partiamo dall'episodio più recente. L'11 agosto 2026 ci è stata offerta l'ultima versione del sogno salviniano di tassare gli extraprofitti. Questa volta il vicepremier propone una misura strutturale: il 5% l’anno sugli utili, da prelevare alle prime dieci banche italiane. Per fare cosa? “Raddoppiare - dice - i militari di strade sicure nelle strade e nelle stazioni”. Inciso: per il ministro della Difesa, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, Strade sicure dovrebbe chiudere. Forza Italia invece..