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Che cosa rischia il Pd
se civetta con De Luca

C’era una volta un Pd legalitario, intransigente, moralista, moralizzatore e, a tratti, anche forcaiolo. Il Partito democratico di oggi invece si lascia abbindolare dal cuffarismo di Cateno De Luca e alcuni dei suoi deputati più autorevoli, come Nello Dipasquale e Fabio Venezia, consentono addirittura al leader di Sud chiama Nord di indicarli come futuri assessori del suo fantomatico governo di liberazione della Sicilia: finirebbero per ritrovarsi – come pionieri, o avanguardisti – in compagnia di Mauro Pantò, l’indecente campione del clientelismo più spregiudicato che lo stesso Totò Vasa Vasa aveva ritenuto di buttare nella pattumiera e che Cateno ha puntualmente ripescato, restituendogli di fatto agibilità politica. Peccato. Il Pd degli inciuci e delle mance ha perso già buona parte della sua storia. Civettando con De Luca rischia di perdere pure..

Sánchez, Burnham e altri
Ai politici vietate le ferie?

I riferimenti classici son sempre quelli, Giulio Andreotti dalle suore a Cortina, Aldo Moro col cappotto a Terracina, e altre scomodità che i politici 1.0 erano tenuti a esibire per farsi perdonare la vacanza, ulteriore privilegio in un paese ancora povero e rurale dove onorevoli e ministri già godevano di lussi sibaritici tipo acqua corrente ed elettricità. Erano gli anni dei film con i democristiani penitenziali, immortalati nelle pellicole della commedia all’italiana tipo “I complessi” con Ugo Tognazzi ma oggi, oggi che in vacanza vanno, o fan finta di andare, tutti, i politici son giudicati ancor più severamente che pria per l’eventuale spiaggiamento. Ecco le ultime vibranti proteste: durante tutta la questione Ceuta, il premier spagnolo Sánchez è stato molto criticato perché se ne sta in vacanza a Lanzarote con..

Cordate e “cordari”
della politica siciliana

Pietrangelo Buttafuoco sostiene che Giorgio Mulè e Carolina Varchi potranno essere “le lame di una unica tenaglia capace di scardinare quell’inutile chiodo del centrodestra” che, nella versione isolana, appare “ancora più arrugginito”. E lancia l’idea di una “corda pazza” non solo contro “tutte le cordate” della vecchia politica siciliana, ma anche contro i misteriosi “cordari in perenne trasferta a Roma”. Il riferimento, va da sé, rimanda a Ignazio La Russa, il presidente del Senato che nel 2022 fu regista della candidatura di Renato Schifani a Palazzo d’Orleans e ora torna a insistere per pilotare gli stessi giochi, con gli stessi uomini, in vista delle prossime elezioni. Glielo consentono i commissari di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Due portatori sani di inconcludenza, attentissimi a non scegliere mai una linea: l’acqua..

La visione di Buttafuoco

Mulè e Varchi contro le cordate e i cordari di Sicilia. Un antidoto ai riti logori del centrodestra

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