A scrutini in corso, il verdetto appare già abbastanza chiaro: nei tre Comuni chiamati al ballottaggio il centrodestra non riesce a raddrizzare una tornata nata male e finita peggio. Ad Agrigento vince Michele Sodano su Dino Alonge, a Bronte Giuseppe Gullotta supera Giuseppe Castiglione, mentre a Ispica Pierenzo Muraglie torna alla guida della città battendo Serafino Arena.

Il dato più pesante arriva da Agrigento, dove il centrodestra si era presentato già frantumato al primo turno e non è riuscito a ricomporsi nemmeno al ballottaggio. Michele Sodano, candidato del centrosinistra e sostenuto anche dall’area di Controcorrente di Ismaele La Vardera, è il nuovo sindaco della città, lasciandosi alle spalle Dino Alonge. Una sconfitta che pesa doppio, perché certifica il fallimento della coalizione di governo. La spaccatura provocata da Lega e Dc, che al primo turno avevano sostenuto Gentile (con Salvini intento a promettere un nuovo aeroporto), è l’architrave della sconfitta.

Non va meglio a Bronte, dove Giuseppe Gullotta, candidato di Controcorrente, batte Giuseppe Castiglione. Per il centrodestra è un colpo simbolico: Castiglione non è un candidato qualunque, ma un deputato di Forza Italia, ex sottosegretario ed ex presidente della Provincia. Doveva essere il nome dell’esperienza e del radicamento. È diventato invece il volto di una sconfitta che conferma quanto la coalizione, anche quando schiera pezzi importanti del proprio ceto politico, non riesca più a trasformare il peso degli apparati in consenso sufficiente.

A Ispica, invece, Pierenzo Muraglie torna a Palazzo Bruno di Belmonte. Sostenuto dalle liste Libera e Forte, Pierenzo Muraglie Sindaco e Pensiamo Ispica, ha superato Serafino Arena, appoggiato da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Controcorrente, attestandosi attorno al 55 per cento dei voti validi. Per Muraglie, vicino alla Democrazia Cristiana, si tratta di un ritorno: era già stato sindaco dal 2015 al 2020. Anche nella città del Ragusano il centrodestra si era spacchettato al primo turno, presentando due candidati (finiti al quarto e quinto posto).

Il quadro complessivo è impietoso. Il centrodestra era partito da quindici Comuni amministrati e ne conserva appena quattro. Una specie di Caporetto.

“Non potevo ricevere – dice il deputato regionale Ismaele La Vardera – regalo migliore per il mio compleanno. Abbiamo dimostrato che i cittadini hanno voglia di cambiamento e quando vogliono sanno scegliere bene. Ora iniziamo la nostra azione di governo in due città strategiche. Da oggi parte la nostra storia, da qui parte la liberazione della Sicilia. È un chiaro avviso di sfratto al governo Schifani, ad Agrigento un modello di governo da esportare anche per le prossime regionali. Siamo felici di poter essere la locomotiva di un campo alternativo all’attuale governo che dimostra di poter vincere e amministrare per davvero. Onore anche al terzo candidato sindaco, Serafino Arena, che ad Ispica ha fatto un grande lavoro ma purtroppo non ce l’ha fatta”.