Il 19 luglio non hanno risparmiato né gesti né parole per dirsi eredi di Paolo Borsellino. Ma poi – nel governo, nel Parlamento e nel Csm – i Fratelli d’Italia hanno fatto scelte di senso inverso che, nei fatti, ostacolano l’efficienza della giustizia e offendono la memoria del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio. L’incoerenza tra la retorica e i comportamenti è stata sollevata, con fragore e amarezza, da Marcello Rodano, vice questore della polizia in quiescenza, che ieri ha rassegnato le dimissioni da dirigente provinciale del partito meloniano. La decisione è stata comunicata al presidente provinciale di FdI di Catania, Alberto Cardillo.
Rodano – una figura carismatica tra i patrioti etnei: coordinava i rapporti con le forze dell’ordine – ha indicato i due principali motivi che lo hanno spinto ad abbandonare il partito. Il primo riguarda la vicenda del magistrato Sebastiano Ardita:”Mi ha profondamente amareggiato e deluso il mancato appoggio, da parte di alcuni consiglieri del CSM che si ispirano all’area di governo, al Dr. Sebastiano Ardita, magistrato da sempre in prima linea nella lotta alla mafia, il cui insediamento in un ufficio direttivo della DNA sarebbe stato un valore aggiunto di cui avrebbero beneficiato tutti gli italiani. Una volta, in un mio post sul social network FB, pubblicato il 16 ottobre 2024, scrissi che se un giorno avessi dovuto fare una scelta fra la politica e ciò che il magistrato a cui mi riferisco rappresenta, avrei scelto gli ideali di quest’ultimo”.
Il secondo motivo riguarda una recente riforma del governo in materia di detenzione: “Inoltre, la recentissima riforma del governo che consente ai tossicodipendenti di scontare la pena in comunità, condivisibile in linea di principio, ma che poi presta il fianco all’uscita dal carcere di soggetti ad alta capacità criminale, mi induce a dissentire da quell’attività governativa di cui FdI è il partito di maggioranza e, di conseguenza, per una questione di coerenza, non mi riconosco più in esso e ne esco fuori. Lascio molti amici di cui nutro sincera stima, nella segreteria provinciale catanese, primo fra tutti Alberto Cardillo e auguro loro un buon proseguimento di attività”.
Sull’ipotesi di un ingresso in un’altra formazione politica, Rodano ha dichiarato: “Per adesso voglio solo mettere ordine alle mie idee e metabolizzare l’interruzione di un percorso di valori che quando lo intrapresi mi entusiasmò parecchio. Non è facile smaltire le delusioni e dentro rimane un vuoto difficile da colmare, ma la destra sociale che è nella mia visione, non la vedo più rappresentata da Fratelli d’Italia”.


