“Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi in paese”, cantava De Andrè e “Primaverile”, il mio romanzo (che adesso i direttori per assicurarsi che la recensione sia fatta da uno che il libro l’ha letto davvero le affidano agli autori) racconta di un delitto di paese anzi di un serial killer di paese, il mostro di Cassibile, poco ridente frazione a sud di Siracusa.

Che poi a Cassibile tempo fa un serial killer c’è stato davvero, ma il romanzo non racconta della storia vera di quell’assassino bensì di un altro, anzi di un’altra presunta omicida catturata in una odorosa e immaginaria primavera del 2017 e accusata di 7 delitti compiuti con la stessa arma. A cercare di capire come stanno davvero le cose, e a farne tante altre di cose, è una compagnia di personaggi che ruota attorno a Tony Rossitto, capocronista del Gazzettino, il quotidiano di Siracusa. C’è Anna, la sua ex moglie, avvocato dell’indagata. C’è Ilaria, una profiler “moramacarina” ingaggiata dalla legale per ricostruire la personalità della donna. C’è la rutilante redazione del giornale, cinica, sarcastica e appassionata col redattore capo Franco, il cronista di giudiziaria, Nuccio, e il “nerista” Antonello e l’eterno direttore Augusto. Ci sono Tommy, Marti e i ragazzi del liceo classico Gargallo che vorrebbero che il vecchio convento d Ortigia che un tempo ospitava la scuola, ora semidiruto a causa di restauri interrotti e criminali, tornasse a vivere almeno per un giorno e trovano sponda e “cattivo maestro” in Tony.

C’è la “Culovia dei Pantanelli”, pagina Facebook – che prende il nome da un serpentone mitologico che secondo la leggenda terrorizzava la zona paludosa a sud di Siracusa – che racconta senza reticenze e riguardi tutti gli adulteri della città ed è perciò seguitissima e violenta.

C’è Rita, la presunta serial killer depositaria di verità e segreti.

C’è “Lui”, sedicente serial killer che dall’oltretomba racconta la sua versione dei fatti passati e presenti.
“Primaverile” è un libro corale a più voci. A raccontarlo sono infatti a capitoli alterni, e in prima persona, Tony e gli altri personaggi che tutti assieme, ciascuno con le proprie passioni, delusioni, inibizioni, esaltazioni, ciascuno con i propri dolori e orrori portano avanti la narrazione. E’ una storia, molte storie, piene di musica, sorrisi, poesie, voglia di passato e di futuro. E’ la quarta avventura di Tony Rossitto, disincantato cronista della sua Siracusa, detestata e amatissima.

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