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Pietà per il sindaco
Non ha tutte le colpe

Non fate i maramaldi, non prendetevela con Leoluca Orlando, il sindaco bolso di Palermo che non sa più a che santo votarsi. Abbiate pietà della sua stanchezza e del suo logoramento dietro la monnezza che ci sommerge, le tasse che ci opprimono, i servizi che non funzionano. Se proprio volete sfogarvi, arrabbiatevi con l’assessore Giusto Catania, il fanatico delle strade pedonali e delle piste ciclabili. Ha vietato la circolazione su via Ruggero Settimo senza calcolare che, per raggiungere via Cavour, auto e bus sono costretti ad attraversare via Dante, poi il budello di Via Brunetto Latini, poi via Houel e le forche caudine di via Turrisi, poi l’inferno del Capo fino a via Volturno. Per salvare i trecento pedoni che passeggiano sulla strada delle vetrine, il compagno assessore avvelena ogni..

Santa Rosalia, questo
è il primo festino vero
per salvare Palermo

In questi giorni la città di Palermo si prepara al Festino di Santa Rosalia, la Patrona. Ogni anno il Festino cerca di ricomporre il sacro e il profano della città, e questa è un’impresa simbolica, che riesce solo a patto che si individuino due metà lontane e si riesca a farle combaciare, altrimenti rimane solo vuoto e sterile formalismo. Nel mondo di oggi il simbolo è solo una parola, ma un tempo era una moneta e aveva un valore intrinseco e insieme trascendente. Si chiamava simbolo, quella moneta, perché era “composta”, come la parola, che è fatta di due metà: syn- e la radice di ballein, e significa mettere insieme, anzi gettare insieme, oppure, se vogliamo, far combaciare. Quella moneta, infatti, veniva spezzata ogni volta che due persone dovevano allontanarsi per molto tempo: ognuna ne custodiva una..

Siracusa. Lacrime di nostalgia sul Gargallo di cartapesta

Questo non è un pezzo di cronaca, non è una “opinione” politica, non è un j’accuse rivolto a qualcuno. E’ un atto di dolore. La testa non c’entra; scrivo con la pancia. Sono entrato quasi per caso qualche giorno fa nel “vecchio Gargallo”. Non ci mettevo piede, credo, da 45 anni o più. C’era un signore che stava sistemando sedie e tavolo per una presentazione che di lì a poco sarebbe dovuta iniziare nell’ambito delle lodevoli iniziative culturali che si svolgono nel cortile del palazzo. Il signore mi ha guardato interrogativo. “Era la mia vecchia scuola questa, non ci entro da quando mi sono diplomato”, ho detto. Il signore ha guardato quell’uomo pingue e brizzolato che stava in mezzo al cortile con in naso in aria e l’aria triste, ne..

La povera Sicilia e la fortuna impagabile di nascere cavallo

Nascendo in Sicilia, si ha il cinquanta per cento di probabilità in più dei bambini del centro-nord, di morire entro i primi mesi di vita. Se ce la fai, campi due anni meno della media nazionale. Ma prima di tirare le cuoia, se ti ammali e hai i soldi, sai dove andare a curarti. Difficilmente resti qui. Il lavoro non lo trovi e se c’è non è quello che corrisponde agli studi che hai fatto. Allora, o prendi il reddito di cittadinanza, resti sul divano a seguire i programmi della televisione e a chattare, oppure prendi il treno e diventi uno dei trentaseimila che nell’ultimo anno hanno lasciato l’Isola. Contribuisci così a desertificarla, la privi del contributo della tua intelligenza, ti porti via quanto è stato investito per la tua..

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