Il giorno che non ci sarà
la retorica
della commozione
Un giorno non avremo più parole da dire, apriremo la bocca e saremo muti: andremo nel panico per un secondo, poi la vivremo per quello che è, una benedizione; un giorno finiranno le passerelle, non ci saranno anniversari da sbandierare né sguardi contriti da fotografare; un giorno spariranno le strette di mano a favore di telecamera e nessuno contenderà i morti ai figli orfani e alle mogli vedove; un giorno, il 23 maggio e il 19 luglio, non ci saranno giornalisti e cantanti e claque e ballerine, non ci saranno dibattiti inutili, non ci saranno centometristi pronti a raccogliere l’eredità di chi non c’è più, al limite solo a proseguirne il lavoro, con serietà e rigore, e soprattutto lontani dalle luci della ribalta; un giorno non ci saranno polemiche, non..