I deputati della sbrindellata Commissione antimafia hanno atteso che la procura chiedesse un mandato di arresto all’Ucciardone per il viceré di Palazzo d’Orleans e quando hanno verificato che anche il re era in braghe di tela, hanno montato il teatrino del rigore e dell’intransigenza, trasformando il luogo dove si sono trastullati per quattro anni in un sinedrio di cartapesta. Quindi, dopo avere ascoltato per tre ore Renato Schifani, hanno adottato una misura capace di stupire il popolo bue: hanno secretato il verbale della seduta; hanno chiuso, cioè, in cassaforte il brodino che il presidente della Regione ha sparso a piene mani davanti alle domande – ah quanto pungenti – formulate da commissari che, fino alla settimana scorsa, erano seduti con lui allo stesso tavolo per completare la spartenza di mance, pagnotte e incarichi di sottogoverno. Evviva la Sicilia.