La procura di Maurizio De Lucia alza il sipario sul regno malefico dell’innominabile Viceré e Renato Schifani, il Re in persona, annuncia che presenterà all’Ars un disegno di legge contro la corruzione. Qualche giorno dopo la Guardia di Finanza, su disposizione della Corte dei Conti, ritorna a Palazzo d’Orleans per acquisire gli atti relativi agli incarichi affidati all’avido Viceré e ai pagnottisti del cerchio magico. E Renato Schifani, il Re in persona, riconvoca i giornali e annuncia un secondo disegno di legge – anche questo destinato, va da sé, al binario morto – che dovrebbe rafforzare i poteri della Corte dei Conti e a stringere i controlli su enti e società partecipate. Gli scandali lo assediano, il governo annaspa e il Presidente della Regione crede che basta gettare un po’ di fumo negli occhi dei siciliani per risolvere la questione morale. Poveri noi.