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L’ironia di Bersani
sul 25 aprile “sobrio”

Spinto dal cordoglio per la morte di Papa Francesco, il ministro Nello Musumeci invoca un 25 aprile “sobrio”. Certo, si potrà festeggiare la liberazione dal fascismo, ma senza eccessi né schiamazzi; si potrà inneggiare alla resistenza e si potranno anche ricordare gli eroi partigiani, ma sottotono: senza sventolare bandiere rosse e senza intonare canzoni inappropriate come “Bella ciao”. Comprendono queste strambe prescrizioni i cinque giorni di lutto nazionale proclamato dal governo Meloni? Il compagno Pierluigi Bersani non ci sta. “Vorrei rassicurare il ministro – ha detto durante una trasmissione de La7 – che il 25 aprile Bergoglio riceverà solo lacrime e applausi. In merito alla sobrietà vorrei ricordare che noi abbiamo un governo che è di un sobrio incredibile: nessuno di loro partecipa mai a una celebrazione del 25 aprile”...

La “rivoluzione” di un Papa venuto dalla fine del mondo

È morto il Papa venuto da lontano, privando la Chiesa di una guida sicura e nuova nella sua storia millenaria. Privandola di una voce che richiamava al senso autentico del messaggio evangelico, indicando a tutti la via della salvezza. Non c’è più chi ha aperto le porte anche a coloro alle quali erano sbarrate perché lontani dalla dottrina cattolica. Non c’è più l’uomo che ha visto un Dio misericordioso unico per tutti e del Figlio del quale ieri per l’ultima volta ha riaffermato la resurrezione. La Chiesa è priva di colui che ha avviato una riforma profonda e difficile, che non poteva eliminare tutte le incrostazioni di una realtà millenaria. Francesco è stato il Pontefice che con più forza degli altri ha percorso le vie del mondo, cercando di riconciliarlo..

Un gesuita dell’altro mondo

Tante prime volte con il suo Pontificato: il primo gesuita a diventare papa, il primo sudamericano, il primo a ispirarsi al santo di Assisi

Teorema siciliano. La matematica non serve, conta l’opinione

Il peggiore uso della contabilità è quando la si dedica a fini retorici o propagandistici, non per sapere, bensì per far credere ai semplicioni, che in siciliano si chiamano ammuccalapuni. A Palermo, l’Amap, società che gestisce l’acqua con la solennità di chi sa quanto ne resta, lancia l’allarme: i bacini sono secchi, le scorte ridotte a un terzo, e per un quarto di milione di cittadini è già tempo di razionamenti come nel deserto del Gobi. I numeri ci sarebbero, nudi e crudi: 43,5 milioni di metri cubi d’acqua contro i 147 milioni di tre anni fa. Numeri, non opinioni. Ma la Regione siciliana, che guarda i dati come si guardano gli oroscopi di Paolo Fox, risponde serena e ottimista: “Niente panico, non esageriamo”. Sicché il capo della protezione civile..

Tagli di nastri
e medaglie di cartone

Squilli di tromba e rulli di tamburi. Ma chi ci crede più? Il governatore Schifani, scortato dallo stato maggiore dell’Anas, ha tagliato ieri tre nastri. Un record. Vissuto con l’orgoglio di chi ha ricevuto tre medaglie d’oro. Ma lo svincolo di Enna, sulla Palermo-Catania, è stato riaperto al traffico dopo cinque anni mentre i lavori, secondo i tempi fissati dal ministero dei Trasporti, dovevano concludersi entro il 2022. Il ritardo nelle opere pubbliche è una maledizione che affligge la Sicilia. Si pensi a quella infinta ed eterna trazzera chiamata Palermo-Agrigento. I primi cantieri sono partiti dodici anni fa e Schifani aveva previsto la fine dei lavori entro il 2024. Ma fino a oggi sono stati completati 8 chilometri sui 37 previsti dal capitolato d’appalto. Altro che medaglie d’oro. Quelle che..

​Meloni sposa il trumpismo
Trump conquista Roma

“Mi definiscono nazionalista occidentale, non so. Io so che parlo di Occidente non dal punto di vista geografico ma della civiltà. Insieme dobbiamo rendere l’occidente di nuovo grande”, dice Giorgia Meloni di fianco a Donald Trump nello Studio Ovale. Nel mezzo delle tensioni tra le due sponde dell’Atlantico sui dazi, tra Washington e l’Europa orientale sull’Ucraina, tra l’amministrazione Trump e gran parte delle cancellerie europee, la premier italiana scandisce un Make the West Great Again per sposare in tutto e per tutto la linea del tycoon. Dopo l’atteso bilaterale di oggi a Washington, Trump conquista (o riconquista) Roma, piantando solidi paletti in Italia - “Il migliore alleato al mondo fino a quando Meloni è premier”, dice il presidente Usa - in vista della battaglia appena iniziata con tutta l’Ue, soprattutto..

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