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Palermo. Ci libererà la donna che viene dall’Ucciardone

Visti gli imbuti che si creano all’uscita di Palermo, o sul ponte Corleone, grazie a un piano della viabilità che non contempla “altro dio al di fuori del tram”, non c’è dubbio: Rita Barbera è il sindaco giusto. Per dirigere il traffico all’interno di questa città che Leoluca Orlando ha reso un grande Ucciardone. E chi meglio della donna che l’Ucciardone, quello vero, l’ha diretto sul serio? “Sono stata cinque anni al Pagliarelli e otto all’Ucciardone. Un carcere è un microcosmo con le stesse contraddizioni di una città”, ha detto, senza ironia, a Repubblica. La Barbera è in campo con un gruppo di 200 cittadini al seguito. Non le basteranno per vincere, ma per iscriversi alle trattative, quello sì: “Proporsi al centrosinistra? E’ quello il mio orizzonte politico”, sostiene la..

Dieci, cento, mille Ast
uno scandalo senza fine

Dieci, cento, mille Ast sottomesse alla dittatura dello scandalo, imprigionate da una gestione vandeana del clientelismo, asfissiate da un potere politico che le saccheggia senza rossore e senza vergogna. Dieci, cento, mille società finanziate dalla Regione e dissanguate giorno dopo giorno con consulenze e assunzioni tutte rigorosamente spartite tra consorterie e clan di appartenenza. E’ questo il ritratto dei “carrozzoni” amministrati da un governo che da quattro anni predica onestà e oggi non sa più come arginare il malaffare. Se Nello Musumeci fosse un uomo di coraggio, e non una timida faccetta nera nelle mani del suo Bullo di fiducia, dovrebbe chiuderli tutti, in un colpo solo. O correre in Procura e denunciare i padrini e i padroni dello scempio. Ma il suo orizzonte è la ricandidatura. E basta questo..

Ciò che Musumeci non dice

La Regione gestita come “roba nostra”. Scandali e indecenze riconducibili a lui e al cerchio magico

I due volti di Musumeci

"Tuona contro la corruzione, ma tace se riguarda il suo partito". Fava agli alleati: no al campo sporco

Scandalo Ast. La Regione sapeva e si girava dall’altra parte

Questo appartiene a Tizio, quell’altro a Caio, quell’altro ancora a Sempronio. Ormai sembra chiaro lo scopo delle partecipate regionali. Creare Consigli d’Amministrazione che rispettino i colori e gli equilibri dell’esecutivo di turno. Tutti sanno chi sono, perché – fondamentalmente – sono sempre gli stessi. All’Ast, l’azienda trasporti siciliana messa a soqquadro da un’inchiesta per corruzione e truffa, qualche settimana fa è stato nominato presidente del Cda Santo Castiglione. Catanese, già assessore nel comune etneo e, soprattutto, ex presidente dell’autorità portuale dal 2004 al 2012. Segni particolari: autonomista. Legato, cioè, al partito di Raffaele Lombardo. Ha preso il posto di Gaetano Tafuri, anch’egli catanese e ‘lombardiano’ doc, che l’inchiesta della Guardia di Finanza ha interdetto dai pubblici uffici per un anno. Al fianco del neo-presidente Castiglione compaiono due volti noti (che..

Gerenza

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