Non ci sono sole le madamine delle feste che svolazzano ai piani alti del potere. Ci sono anche le madamine della cultura: quelle che farfalleggiano con sufficienza e sapienza. Sono le stelle polari del nostro diletto e della nostra letteratura: scrivono libri, recensiscono libri, consigliano libri, presentano libri. Vagano dal Salone del Libro a Una Marina di libri. E per dire che non sono mai sazie di leggere e scrivere, si inventano un festival ritagliato sul loro editore, sui loro amici, sulla loro parrocchietta. Ma non lo fanno per apparire. No. Lo fanno per convertire gli ignoranti alla fede della lettura. “Che i libri siano percepiti come materia viva”, dichiarano con postura sacerdotale. “Che i librai siano felici e presenti e i lettori tornino a casa con pacchi di libri. Insomma, che la cultura muova veramente l’economia”. Noia, per favore va via.