Sardo racconta “l’ultima estate di un uomo per bene”
Negli anni bui e dolorosi dell’ultima guerra di mafia che ha lacerato la Sicilia agli inizi degli anni Novanta, chi faceva il cronista come me gli toccava correre ogni giorno da un morto ammazzato all’altro per vedere, sentire, raccontare, che una volta si faceva così questo lavoro. Le cosche si stavano scannando tra di loro. In questo scenario di orrori e di lutti, il diciotto luglio del 1990, mi ritrovai davanti al cadavere crivellato di piombo non di un malacarne, non di un mafioso, ma di un professionista, un direttore di banca senza ombre, una persona integerrima, tutta casa e lavoro, schiena dritta e abnegazione: un uomo perbene. Giuseppe Tragna aveva 49 anni quando lo uccisero in via Gela, a San Leone di Agrigento, davanti la villetta dove viveva con..
