Sezioni Tematiche

Daniela Thomas

Leggere la politica con
gli schemi del passato
non l’aiuta a evolversi

Ancora molto tempo dopo la celebre equazione di Einstein che vede massa ed energia come grandezze equivalenti, nella nostra esperienza quotidiana continuiamo a ritenerle ben distinte; e d’altra parte, allo stesso modo, continuiamo ad affermare che il sole sorge e tramonta, pur sapendo che in effetti è la terra a girargli intorno. Le più importanti scoperte scientifiche stentano a rivoluzionare il nostro modo di vedere, e noi, pur con la nostra avanzatissima tecnologia, restiamo “antichi” quasi quanto i nostri antenati medioevali. In questa situazione retriva, manteniamo le categorie di sempre anche nel mondo politico: idealmente riconosciamo una sinistra e una destra, ignorando che queste collocazioni spaziali nacquero in Francia, poco prima della Rivoluzione, quando Luigi XVI convocò gli Stati Generali, che nulla avevano a che vedere con quelli convocati dal..

Sani o sanati?
Abusivismo: un rimando
di specchi già infranti

Sani o sanati?, mi chiedo, elemosinando, come accade da decenni, la visione (impossibile) di chilometri e chilometri di mare negato dietro le cortine di case e casacce abusive che si sono impossessate da tempo della costa e anticipando nella mia mente la discussione di oggi pomeriggio all’ARS, in cui probabilmente, visti i precedenti esiti, verrà approvato un emendamento (nei confronti del quale, peraltro, lo stesso Presidente della Regione si è dichiarato contrario) che renderà quegli abusi “sanabili”; giustizia o legalità?, libertà o asservimento e dipendenza da manipolazioni surrettizie? Che succede, in poche parole, se cediamo alla tentazione non solo di scindere due facce della stessa medaglia, ma anche e addirittura di contrapporle? Succede che lasciamo il campo a una società malata, dissociata, psicotica, una società, come scriveva Ronald Laing, guru..

Santa Rosalia, questo
è il primo festino vero
per salvare Palermo

In questi giorni la città di Palermo si prepara al Festino di Santa Rosalia, la Patrona. Ogni anno il Festino cerca di ricomporre il sacro e il profano della città, e questa è un’impresa simbolica, che riesce solo a patto che si individuino due metà lontane e si riesca a farle combaciare, altrimenti rimane solo vuoto e sterile formalismo. Nel mondo di oggi il simbolo è solo una parola, ma un tempo era una moneta e aveva un valore intrinseco e insieme trascendente. Si chiamava simbolo, quella moneta, perché era “composta”, come la parola, che è fatta di due metà: syn- e la radice di ballein, e significa mettere insieme, anzi gettare insieme, oppure, se vogliamo, far combaciare. Quella moneta, infatti, veniva spezzata ogni volta che due persone dovevano allontanarsi per molto tempo: ognuna ne custodiva una..

La Fondazione Orestiadi
tramanda da 40 anni
la genialità di Corrao

E' stata in questi giorni la rimemorazione di Ludovico Corrao, che cade nello stesso tempo del quarantenario della Fondazione Orestiadi. Ripenso al celebre brano di Borges tratto da “L’artefice”: "Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto”. Un uomo come ognuno, una donna come ognuna: la nostra vita è sempre disegno e traccia di ciò che siamo. E dopo? Dopo c'è chi riceve quel disegno, come un arazzo leggerissimo ma di incomparabile pregio: lo eredita, lo distende sulla terra e vi si addentra. Lo..

Agrigento. Lo scandalo dell’acqua che inaridisce la cultura

"Se non fosse piovuto nella notte dal 17 al 18 giugno 1815, l'avvenire dell'Europa sarebbe stato diverso. Poche gocce d'acqua in più o in meno hanno messo in bilico Napoleone; per far di Waterloo la fine d'Austerlitz, la Provvidenza ebbe solo bisogno d'un po' di pioggia e una nube che attraversò il cielo a dispetto della stagione bastò per il crollo d'un mondo". Così Victor Hugo attribuisce alla pioggia la fine di Napoleone nella memorabile battaglia, e così, quasi negli stessi giorni di giugno di duecentosei anni dopo, in Sicilia, un'altra operazione Waterloo, dal nome grondante, questa volta, ironia amara, scompagina gli equilibri della Girgenti Acque (e non solo) determinando anche qui “il crollo di un mondo”, seppure, stavolta, in assenza di pioggia. Che l'acqua sia un bene prezioso, ormai..

La tragedia di Palermo
Ecco il monologo
del sipario che cala

Una città come Palermo. Una città straordinaria fatta di carne, femmina viva. Femmina soggetta, però. Cagna con museruola. Meravigliosa e impossibile. Invivibile, col sangue che scorre al posto dell'acqua e quando non scorre diventa putrido e putrescente. Una città spaventata dalla propria stessa libertà. Illetterata e fremente. Porto, angiporto, puttana. Bambina adottata. Donna inconsapevole. Priva e traboccante di sé stessa. Passano anni e giunge un paladino con un nome antico. Un nome che c'è stato sempre. La città lo riconosce. Il paladino sa fin dall'inizio che può essere inghiottito masticato sputato da quella città feroce e ferina. Lo sa. Lui conosce la sua lingua, sa interpretare i suoi ruggiti, sa comprendere i suoi languori. Lui è lei. Lei lo riconosce ringhiando guardinga e assetata di sangue e d'amore. Lui la..

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