Sezioni Tematiche

Federica Olivo per HuffPost

Otto flop di Salvini con le banche
Lui bussa ma nessuno risponde

Non una banca, un bancomat. Che per Matteo Salvini si è rotto. Da inizio legislatura per almeno 18 volte il leader della Lega ha invocato una tassa sugli extraprofitti delle banche. E lo ha fatto per otto motivi diversi. Senza mai ottenere nulla. Ripercorriamo a grandi linee una saga che dura da quattro anni. E partiamo dall'episodio più recente. L'11 agosto 2026 ci è stata offerta l'ultima versione del sogno salviniano di tassare gli extraprofitti. Questa volta il vicepremier propone una misura strutturale: il 5% l’anno sugli utili, da prelevare alle prime dieci banche italiane. Per fare cosa? “Raddoppiare - dice - i militari di strade sicure nelle strade e nelle stazioni”. Inciso: per il ministro della Difesa, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, Strade sicure dovrebbe chiudere. Forza Italia invece..

Allarme Ceuta. Meloni compatta
la destra italiana ed europea

Dopo giorni di dissidi, la crisi migratoria di Ceuta compatta il centrodestra italiano e consente a Giorgia Meloni di riacquistare posizioni nella schiera delle destre europee. Appena ha saputo delle migliaia di migranti che stavano arrivando a nuoto nell’enclave spagnola in Marocco ha colto l’occasione: “Valutiamo di sospendere Schengen con la Spagna”. Una fuga in avanti complicata che si sposa bene con le ultime manovre del governo. Con l’accelerata sulla sicurezza che Meloni ha impresso per provare ad arrestare la corsa di Roberto Vannacci. Dopo aver sbandierato ai quattro venti l’ipotesi di sospensione di Schengen, sebbene uno stato Ue non possa unilateralmente sospendere un altro dal trattato, tornare indietro sarebbe stato difficile. Nella ricerca di un'exit strategy, per tutta la giornata si sono seguite riunioni e telefonate tra Palazzo Chigi..

Né Meloni né Salvini, chi si fida
ancora del pasticcione Tajani?

Prima il gelo, poi la protesta, infine le battute sulle parole in libertà. Un caleidoscopio di reazioni in rapida successione all’interno della maggioranza, registrate nel giro di un’ora. A suscitarle sempre lui: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’episodio che si consuma durante un’audizione congiunta con Guido Crosetto in Parlamento racconta benissimo lo stato di crisi di nervi della maggioranza. Ma racconta anche il sentiment che si è creato nei confronti del leader di Forza Italia tra le forze di governo: una certa mancanza di fiducia, una pazienza messa a dura prova da certe sortite che scombussolano l’alleanza. Eccolo l’episodio che accalora ulteriormente la politica in un martedì di luglio già rovente di suo. Rispondendo a una domanda di Benedetto della Vedova di +Europa su cosa abbia intenzione di fare..

Alemanno esce dal carcere
e si schiera subito con Vannacci

L'ora della libertà per Gianni Alemanno scatta alle 9.46. L'ex sindaco di Roma, in carcere da un anno e cinque mesi dopo una condanna per traffico d'influenze illecite, lascia la sua cella di Rebibbia. C'era entrato la notte di Capodanno 2025, perché accusato di non aver rispettato gli obblighi imposti durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali. Quando dietro di lui la porta si chiude Alemanno sorride. Cammina con calma. Il primo abbraccio è per il suo avvocato, Edoardo Albertario, che lo ha accompagnato nella sua lotta per i diritti dei detenuti. Una lotta che ha abbracciato mentre era in cella. E che, assicura, non ha intenzione di mollare: "Non rinnego le ordinanze sulla sicurezza che avevo fatto da sindaco - dice ai cronisti - ma se..

Ponte sullo Stretto, altro guaio:
c’è un’inchiesta per corruzione

C’è un’inchiesta per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio sul Ponte sullo Stretto. Un’ennesima complicazione per l’opera voluta da Matteo Salvini, che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria. Tre gli indagati. Si tratta di un magistrato contabile in pensione da qualche mese, Tommaso Miele, di un avvocato, Giacomo Francesco Saccomanno, e di un imprenditore, Vincenzo Virgiglio. La tesi della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo e disposto delle perquisizioni a Roma, Frosinone e Reggio Calabria, è che l'avvocato e l'imprenditore volessero condizionare il giudizio della Corte dei conti sull’infrastruttura. Spettava infatti alla magistratura contabile dare un parere su tutti gli aspetti della procedura necessaria per far partire il progetto del ponte. Il parere è previsto dalla legge. Ed superabile, se negativo, ma non bypassabile. Continua su Huffington Post

La Procura di Milano conferma:
grazia a Minetti? Tutto regolare

Non c’è nessuna ragione per revocare la grazia a Nicole Minetti. È in sostanza questa la conclusione a cui è arrivata la procura generale di Milano. I magistrati hanno dovuto rimettere mano al dossier sulla clemenza all’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi dopo che il Quirinale (che ha concesso la grazia a febbraio) aveva chiesto approfondimenti al ministero della Giustizia. Approfondimenti ritenuti necessari dopo che una serie di articoli pubblicati sul Fatto Quotidiano mettevano in dubbio le ragioni per cui la grazia era stata chiesta. Nelle inchieste si sosteneva inoltre che l’ex consigliera regionale della Lombardia non avesse cambiato vita. In due pagine firmate dalla procuratrice Francesca Nanni, i magistrati milanesi spiegano perché il loro parere positivo non sarà cambiato: "Risulta - si legge nella nota - che i fatti..

La politica delle caramelle regalate da Modi a Meloni

I due leader, immortalati con un pacchetto di caramelle "Melody", sono diventati virali. Nei loro 7 incontri la premier e il primo ministro indiano hanno intrecciato un rapporto personale che è diventato un fenomeno social

I nuovi forzisti giocano
a smarcarsi su ogni cosa

Un gioco a smarcarsi su tutti i dossier: dal decreto sicurezza alle nomine, fino al gas e all’immigrazione. Con un occhio al futuro, un altro a Cologno Monzese. Non si fermano le fibrillazioni in maggioranza dovute al nuovo corso di Forza Italia. E in queste ore si sentono più forti. A circa 48 ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe chiudere il cerchio sulle nomine, arriva l’ennesimo alert forzista su Federico Freni alla Consob. Il nome del sottosegretario all’Economia, eletto con la Lega, alla successione di Paolo Savona sembrava ormai sbloccato dopo mesi di scetticismo di Forza Italia. Ma invece, secondo le indiscrezioni che circolano nei palazzi, il leader dei forzisti, Antonio Tajani, in Consiglio dei ministri dovrebbe uscire allo scoperto. E dire “no” a Freni. A meno che non..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED