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Federica Olivo per HuffPost

Matteo Salvini all’ultima spiagetta
Pontida oscurata da Giorgia Meloni

Un guizzo. L’unico possibile per uscire indenne dal fuoco amico e indebolire i nordisti. In una Pontida che sa di fine impero - con un pratone semivuoto per la prima parte della mattinata - Matteo Salvini si gioca il tutto per tutto. Annuncia un congresso straordinario. Chiederà lunedì al consiglio federale di convocarlo per ottobre. Maglietta bianca e jeans, Salvini fa l’annuncio bomba proprio negli stessi minuti in cui a prendersi la scena è la premier. Giorgia Meloni, sul palco di Fenix, festa dei giovani di Fratelli d’Italia, annuncia due provvedimenti su un tema sul quale la Lega vorrebbe il monopolio: l’Islam e l’integrazione. Meloni fa sapere che a giorni un Consiglio dei ministri varerà il tetto agli studenti stranieri in classe e il divieto di burqa e hijab a..

Sulle “strade sicure” Salvini
non farà l’annuncio a Pontida

"Così non avrà niente da annunciare a Pontida". Sghignazzano, a taccuini chiusi, gli alleati di Matteo Salvini. Il segretario della Lega, attraverso il suo fedelissimo Eugenio Zoffili, aveva provato fino all'ultimo a preparare il terreno annunciare da Pontida una svolta, o presunta tale, sulla sicurezza. Ma è rimasto con le mani in mano ed è furente per questo. In commissione difesa nella mattinata di oggi, 17 settembre, era in calendario una risoluzione firmata da Zoffili. Chiedeva al governo di aumentare da 6800 a 10mila i militari di Strade sicure. Il documento è stato presentato mesi fa, ma tenuto sotto chiave dal presidente della commissione, Nino Minardo, oggi forzista ma eletto con la Lega. I salviniani hanno spinto fino all'ultimo per poterlo discutere: volevano ottenere il parere favorevole del governo, attraverso..

Otto flop di Salvini con le banche
Lui bussa ma nessuno risponde

Non una banca, un bancomat. Che per Matteo Salvini si è rotto. Da inizio legislatura per almeno 18 volte il leader della Lega ha invocato una tassa sugli extraprofitti delle banche. E lo ha fatto per otto motivi diversi. Senza mai ottenere nulla. Ripercorriamo a grandi linee una saga che dura da quattro anni. E partiamo dall'episodio più recente. L'11 agosto 2026 ci è stata offerta l'ultima versione del sogno salviniano di tassare gli extraprofitti. Questa volta il vicepremier propone una misura strutturale: il 5% l’anno sugli utili, da prelevare alle prime dieci banche italiane. Per fare cosa? “Raddoppiare - dice - i militari di strade sicure nelle strade e nelle stazioni”. Inciso: per il ministro della Difesa, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, Strade sicure dovrebbe chiudere. Forza Italia invece..

Allarme Ceuta. Meloni compatta
la destra italiana ed europea

Dopo giorni di dissidi, la crisi migratoria di Ceuta compatta il centrodestra italiano e consente a Giorgia Meloni di riacquistare posizioni nella schiera delle destre europee. Appena ha saputo delle migliaia di migranti che stavano arrivando a nuoto nell’enclave spagnola in Marocco ha colto l’occasione: “Valutiamo di sospendere Schengen con la Spagna”. Una fuga in avanti complicata che si sposa bene con le ultime manovre del governo. Con l’accelerata sulla sicurezza che Meloni ha impresso per provare ad arrestare la corsa di Roberto Vannacci. Dopo aver sbandierato ai quattro venti l’ipotesi di sospensione di Schengen, sebbene uno stato Ue non possa unilateralmente sospendere un altro dal trattato, tornare indietro sarebbe stato difficile. Nella ricerca di un'exit strategy, per tutta la giornata si sono seguite riunioni e telefonate tra Palazzo Chigi..

Né Meloni né Salvini, chi si fida
ancora del pasticcione Tajani?

Prima il gelo, poi la protesta, infine le battute sulle parole in libertà. Un caleidoscopio di reazioni in rapida successione all’interno della maggioranza, registrate nel giro di un’ora. A suscitarle sempre lui: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’episodio che si consuma durante un’audizione congiunta con Guido Crosetto in Parlamento racconta benissimo lo stato di crisi di nervi della maggioranza. Ma racconta anche il sentiment che si è creato nei confronti del leader di Forza Italia tra le forze di governo: una certa mancanza di fiducia, una pazienza messa a dura prova da certe sortite che scombussolano l’alleanza. Eccolo l’episodio che accalora ulteriormente la politica in un martedì di luglio già rovente di suo. Rispondendo a una domanda di Benedetto della Vedova di +Europa su cosa abbia intenzione di fare..

Alemanno esce dal carcere
e si schiera subito con Vannacci

L'ora della libertà per Gianni Alemanno scatta alle 9.46. L'ex sindaco di Roma, in carcere da un anno e cinque mesi dopo una condanna per traffico d'influenze illecite, lascia la sua cella di Rebibbia. C'era entrato la notte di Capodanno 2025, perché accusato di non aver rispettato gli obblighi imposti durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali. Quando dietro di lui la porta si chiude Alemanno sorride. Cammina con calma. Il primo abbraccio è per il suo avvocato, Edoardo Albertario, che lo ha accompagnato nella sua lotta per i diritti dei detenuti. Una lotta che ha abbracciato mentre era in cella. E che, assicura, non ha intenzione di mollare: "Non rinnego le ordinanze sulla sicurezza che avevo fatto da sindaco - dice ai cronisti - ma se..

Ponte sullo Stretto, altro guaio:
c’è un’inchiesta per corruzione

C’è un’inchiesta per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio sul Ponte sullo Stretto. Un’ennesima complicazione per l’opera voluta da Matteo Salvini, che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria. Tre gli indagati. Si tratta di un magistrato contabile in pensione da qualche mese, Tommaso Miele, di un avvocato, Giacomo Francesco Saccomanno, e di un imprenditore, Vincenzo Virgiglio. La tesi della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo e disposto delle perquisizioni a Roma, Frosinone e Reggio Calabria, è che l'avvocato e l'imprenditore volessero condizionare il giudizio della Corte dei conti sull’infrastruttura. Spettava infatti alla magistratura contabile dare un parere su tutti gli aspetti della procedura necessaria per far partire il progetto del ponte. Il parere è previsto dalla legge. Ed superabile, se negativo, ma non bypassabile. Continua su Huffington Post

La Procura di Milano conferma:
grazia a Minetti? Tutto regolare

Non c’è nessuna ragione per revocare la grazia a Nicole Minetti. È in sostanza questa la conclusione a cui è arrivata la procura generale di Milano. I magistrati hanno dovuto rimettere mano al dossier sulla clemenza all’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi dopo che il Quirinale (che ha concesso la grazia a febbraio) aveva chiesto approfondimenti al ministero della Giustizia. Approfondimenti ritenuti necessari dopo che una serie di articoli pubblicati sul Fatto Quotidiano mettevano in dubbio le ragioni per cui la grazia era stata chiesta. Nelle inchieste si sosteneva inoltre che l’ex consigliera regionale della Lombardia non avesse cambiato vita. In due pagine firmate dalla procuratrice Francesca Nanni, i magistrati milanesi spiegano perché il loro parere positivo non sarà cambiato: "Risulta - si legge nella nota - che i fatti..

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