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Federica Olivo per HuffPost

La politica delle caramelle regalate da Modi a Meloni

I due leader, immortalati con un pacchetto di caramelle "Melody", sono diventati virali. Nei loro 7 incontri la premier e il primo ministro indiano hanno intrecciato un rapporto personale che è diventato un fenomeno social

I nuovi forzisti giocano
a smarcarsi su ogni cosa

Un gioco a smarcarsi su tutti i dossier: dal decreto sicurezza alle nomine, fino al gas e all’immigrazione. Con un occhio al futuro, un altro a Cologno Monzese. Non si fermano le fibrillazioni in maggioranza dovute al nuovo corso di Forza Italia. E in queste ore si sentono più forti. A circa 48 ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe chiudere il cerchio sulle nomine, arriva l’ennesimo alert forzista su Federico Freni alla Consob. Il nome del sottosegretario all’Economia, eletto con la Lega, alla successione di Paolo Savona sembrava ormai sbloccato dopo mesi di scetticismo di Forza Italia. Ma invece, secondo le indiscrezioni che circolano nei palazzi, il leader dei forzisti, Antonio Tajani, in Consiglio dei ministri dovrebbe uscire allo scoperto. E dire “no” a Freni. A meno che non..

Mazzi, manager dello spettacolo
è il nuovo ministro del Turismo

La durata dell'Opera? "Un ostacolo per i giovani". E allora per rendere la lirica più pop per le nuove generazioni che si fa? Semplice: si accorcia. La trovata, che aveva suscitato critiche ed ironie, risale all'autunno 2025, ed era firmata Gianmarco Mazzi, all'epoca sottosegretario alla Cultura, dal 3 aprile ministro del Turismo al posto di Daniela Santanché. Una vita da manager dello spettacolo, promotore della nazionale italiana cantanti, collaboratore di artisti come Adriano Celentano e Mina ma anche dietro le quinte alcune edizioni di Sanremo e di talent show come the Voice, è considerato organico a Fratelli d'Italia. Nel governo è entrato nel 2022, è stato low profile fino a un certo punto. Sconosciuto al grande pubblico, ha creato in più circostanze subbuglio al ministero retto prima da Gennaro Sangiuliano..

Se vince il Sì è pronto il piano per
commissariare l’infelice Nordio

L'ultima settimana di campagna referendaria sarà un percorso a ostacoli, ma Giorgia Meloni ha un piano per il dopo. Se vince il Sì, Carlo Nordio sarà di fatto commissariato. A scrivere i decreti attuativi della riforma, senza i quali la legge non funzionerebbe, sarà Palazzo Chigi. La premier lo ha fatto sapere, facendo esercizio di diplomazia, in un'intervista al Dubbio: "Non ho alcuna difficoltà a dire, in caso di conferma referendaria della riforma, che nei giorni immediatamente successivi farò avviare a Palazzo Chigi un tavolo con i rappresentanti dei magistrati e dell'avvocatura in modo da raccogliere proposte e suggerimenti per scrivere le norme di attuazione, che saranno importanti quanto la stessa riforma". Tradotto: il confronto si fa davanti alla premier, con la supervisione del sottosegretario ed ex magistrato Alfredo Mantovano...

La legge elettorale di Meloni
fa vincere solo il centrodestra

Pizza, birra, Sanremo e legge elettorale. C’era la televisione accesa in via della Scrofa mentre, intorno al padrone di casa (Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia) un gruppetto di parlamentari di maggioranza ragionava sulla legge elettorale. In questo contrasto tra il tecnico e il nazionalpopolare, tra un cioccolatino offerto da Donzelli e un commento sulla Champions League, l’accordo è stato raggiunto. Anche se mancano un paio di elementi a far quadrare il cerchio. Mentre il resto d’Italia si chiedeva quale canzone vincerà la settantaseiesima edizione del festival della canzone italiana il ministro una mezza dozzina di rappresentanti di centrodestra disegnava la legge elettorale per le elezioni del 2027. Per la Lega c’erano il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e Andrea Paganella. Per Forza Italia Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio...

Referendum, scontro a Palermo
Conte-Nordio: accuse e latinorum

Nella Sicilia in cui è in vantaggio il sì, l’applausometro premia il sostenitore del no. Finisce così, con la platea che si entusiasma per Giuseppe Conte, il confronto tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente del Movimento 5 stelle sul referendum. Si tratta del primo incontro tra un ministro e un esponente dell’opposizione, quando manca meno di un mese dal voto. La location è quella di Villa Igiea, a Palermo. Invitato dalla fondazione Lauro Chiazzese, Nordio inizia rispolverando il suo evergreen: la riforma, è il ragionamento del ministro, parte da un’idea di Giuliano Vassalli, “medaglia d’argento della resistenza”. Un modo, il solito, per esercitare captatio benevolentiae nei confronti di chi voterà no perché ritiene che la separazione delle carriere sia “una cosa di destra”. In un clima..

Sul decreto per la sicurezza
ci sono i dubbi del Quirinale

“Questo il Quirinale ce lo blocca”. Gli uffici del Colle non hanno avuto bisogno di scrivere una riga. A congelare (in parte) l’istinto securitario del governo, che stava per portare Giorgia Meloni e i suoi a varare due o tre norme costituzionalmente complicate, è bastato qualche informale rilievo iniziale. E la paura che potesse arrivarne uno formale. Ma soprattutto, è bastato il pensiero che il presidente della Repubblica potesse rispedire il nuovo decreto sicurezza al mittente. Guardavano verso il Quirinale tutti gli invitati al vertice di Palazzo Chigi convocato da Meloni, quando hanno capito che no, in uno Stato di diritto non si può prevedere che un poliziotto prenda un manifestante che in quel momento non sta commettendo reati e, senza il via libera di un giudice, lo tenga in..

Di Pietro star del referendum
Le coccole di Atreju per l’ex pm

“Sono circondata!”. Scherza Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica, nonché una delle toghe più critiche nei confronti dei provvedimenti del governo in materia di immigrazione, entrando ad Atreju fianco a fianco al padrone di casa, Giovanni Donzelli. È stato lui a telefonarle per invitarla. È lui ad accoglierla. “Lei è terribile”, osserva uno dei tanti simpatizzanti di Fratelli d’Italia, presente nella sala Enzo Tortora, una delle sale dove si svolgono i dibattiti della festa del partito. Ma i commenti, in questa Atreju così nazional popolare, e così istituzionale, si fanno a bassa voce. Nessun applauso per la “terribile Albano”, ma nessun fischio, a differenza di quanto successe lo scorso anno con l’allora presidente Giuseppe Santalucia. Continua su Huffington Post

Atreju come Sanremo, un inno
al governo di Giorgia Meloni

Simboli del Natale e volti rassicuranti. Di quelli che fanno parte del quotidiano degli italiani. È un Atreju nazional popolare quello che comincerà il 6 dicembre per finire il 14. È “l’edizione più lunga di sempre”, tiene a ricordare il responsabile del programma di Fratelli d’Italia, nel corso della presentazione della festa del partito di Giorgia Meloni. La terza da quando è al governo. Quella nella quale si esalta la "stabilità". Dell'esecutivo e, sostengono dal board dei meloniani, del Paese. Dopo il Circo Massimo, la kermesse torna nei giardini di Castel Sant’Angelo. Tra una pista di pattinaggio, i presepi artigianali, le mostre a tema e il vin brulé, a rimarcare un clima rassicurante e natalizio ecco affacciarsi alla festa non i più puri tra i sovranisti, ma volti arcinoti della..

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