Sezioni Tematiche

Giuseppe Sottile

La Schlein e la volata
del velinaro volante

Si è posata per qualche ora in Sicilia con la leggerezza di una libellula e la velocità di un falco. Elly Schlein, vice presidente della Regione Emilia Romagna, “ha fatto un tour mordi e fuggi da Palermo a Catania per supportare il centrosinistra siciliano”, ha scritto la solerte cronista. Elly, volto nuovo del Pd, non ha detto cose sconvolgenti e non ha nemmeno mobilitato masse di lavoratori, di operai, di ceto medio riflessivo: i soliti quattro amici. Ma il Velinaro Volante – uno dei tanti: è il nuovo giornalismo, bellezza! – ha sciolto le briglie al suo furore e ha stampato questo titolo: “Sicilia coast to coast: Schlein lancia la volata al centrosinistra”. Dopo un endorsement così travolgente, la sonnolenta Caterina Chinnici non ha più ostacoli. Non le resta che..

Il Policlinico e il gioco
delle tre carte catanesi

Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo è un professionista di grande saggezza e di collaudato equilibrio. Non parla mai a vanvera. Ma sul Policlinico ha detto parole di fuoco: la Regione del governatore Musumeci, dell’assessore Razza e di Tuccio D’Urso – coincidenza: tutti e tre catanesi – lo ha ridotto a un ospedaletto di provincia. Lo gestisce a mezzadria un commissario che è pure responsabile dell’Asp di Caltanissetta. Non c’è un direttore amministrativo né un provveditore. Un’indecenza. Che limita oltre misura la formazione dei giovani medici. C’è anche un messaggio per D’Urso, commissario per il potenziamento della rete ospedaliera: i finanziamenti da Roma sono arrivati ma i lavori per il nuovo pronto soccorso e cinque sale operatorie sono fermi. Ciascuno dei tre ha la sua risposta e la sua giustificazione...

Scandali alla Regione?
Musumeci non li vede

Ma dov’è finito l’intrepido Nello Musumeci, l’indimenticabile campione dell’onestà-tà-tà? In quale campagna starà raddrizzando gli ulivi, ora che la semina è finita e il raccolto è andato a carte quarantotto? Ah, saperlo. L’unica certezza è che i suoi ragazzi, quelli del cerchio magico, non rinunciano alle monellerie. Né agli scandali. Prendete il più bullo tra i bulli: quel Gaetano Armao che di notte cura le sue cosine come vice presidente della Regione e di giorno si scaglia, come candidato del Terzo Polo, contro il governo di cui fa parte. Il primo di settembre, per arraffare qualche voto, ha piazzato un suo uomo al vertice dell’Ast, la disastrata azienda dei trasporti. In verità ci sarebbe una legge che vieta le nomine durante la campagna elettorale, ma chi se ne frega: Musumeci..

Ogni passo una caduta
Che Dio aiuti questo Pd

Ogni passo una caduta. Che Dio aiuti il Pd. Fino a oggi un recupero elettorale del più grande partito della sinistra appare improbabile. Caterina Chinnici è convinta che bastano la sua storia e il suo nome per conquistare consensi. E in base a questa convinzione si è mostrata al suo popolo soltanto ieri, con toni che la fanno somigliare sempre più a Nostra Signora dell’Inconcludenza. Ovviamente non è mancata la gaffe. All’incontro con Enrico Letta la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione non ha invitato Claudio Fava, leader dei Centopassi: un alleato indispensabile soprattutto dopo il tradimento dei Cinque Stelle, costretti da Conte a darsela a gambe pur avendo partecipato alle primarie. Fava ha reagito con eleganza, ma il disastro è dietro l’angolo. Arriva sempre un momento, annotava Luis..

Lopapa, un esempio
di buon giornalismo

Da oggi Carmelo Lopapa non sarà più il capo della redazione palermitana di Repubblica. Sinceramente mi dispiace. Ha tenuto il giornale su un livello molto alto di professionalità, di eleganza, di coraggio. Ha trattato le istituzioni con molto rispetto ma non ha mai esitato un momento se c’era da denunciare la spregiudicatezza di una classe politica; se c’erano da raccontare i vizi, le inconcludenze o le insopportabili arroganze di amministratori interessati più alla ricerca di un affare che non del bene comune. Nell’editoriale di commiato ha scritto che la direzione lo ha chiamato alla guida della redazione politica nazionale. Una promozione meritatissima. Ma in una Sicilia dove buona parte del giornalismo, si fa per dire, è ormai nelle mani di avventurieri e velinari senza scrupoli una lezione, come quella di..

E’ l’antimafia
bellezza!

Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, pubblica una nota dolente per denunciare la mancata ricandidatura dell’ex procuratore Pietro Grasso. Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, con tre post su Facebook rivela il suo tormento: vorrebbe votare per l’ex procuratore Scarpinato ma teme di fare un torto all’ex pubblico ministero Di Matteo e alla fine sceglie l’ex magistrato De Magistris. Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco, accetta di correre per il Pd alla presidenza della Regione ma tituba sul programma e con le sue inconcludenze innesca un conflitto che spinge i Cinque stelle ad abbandonare il campo largo dei progressisti e a correre da soli. Rita Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto, ha ricevuto da Berlusconi l’offerta di un seggio sicuro in Parlamento: doveva correre al Grande Fratello Vip, correrà..

Mamma comanda
e picciotto va e fa

"Mamma comanda e picciotto va e fa", recitava Alberto Sordi in un vecchio film di Alberto Lattuada. Me ne ricordo ogni volta che Giorgia Meloni chiama il Balilla dell’assessorato al Turismo e gli ordina la nomina da fare, i finanziamenti da predisporre, le società da coinvolgere in quel circo senza regole che è la pubblicità per la promozione della Sicilia nel mondo. Mamma comanda e picciotto va e fa: anche calpestando i protocolli, come per la nomina di Beatrice Venezi alla direzione di Taormina Arte; anche dilapidando risorse che avrebbero potuto risolvere il problema antico della viabilità ridotta a una rete di trazzere; anche sfidando il buon gusto e il buon senso. Il picciotto è fatto così: se una nomina non lo convince risponde “suca”; ma se la comanda arriva..

Le buche delle lettere
finanziate dall’Irfis
come fossero giornali

Sono giorni in cui chiunque abbia a cuore questo mestiere non può che dolersi per le lettere di licenziamento che rischiano di azzerare il futuro di Telegiornale di Sicilia e dei suoi giornalisti. Li ho conosciuti quasi tutti, quei ragazzi, e so di che pasta è fatta la loro professionalità. Hanno navigato in un mare sempre più difficile e melmoso. Vantano il merito di avere tirato la carretta in un tempo in cui l’informazione è diventata terra di conquista per avventurieri, leccaculisti e analfabeti di ritorno. Paccottiglia, insomma. Per rendersene conto basta leggere certe miserabili interviste in cui la domanda più pungente al reuccio politico di turno suona così: “Qual è la cosa di cui è più orgoglioso?”. Veline spacciate per interviste e perciò senza mai un accenno agli scandali,..

Il brutto lavoro
dei due colonnelli

Peccato che lei, così giovane e anche così guerriera, abbia lasciato tutto nelle mani dei suoi colonnelli, come Ignazio La Russa o Francesco Lollobrigida. Perché con questa delega Giorgia Meloni, leader incontrastata di Fratelli d’Italia e molto vicina alla conquista di Palazzo Chigi, ha perso un’occasione per rigenerare la classe dirigente e aprirla al vento nuovo della politica. Basta dare un’occhiata alle liste compilate in Sicilia. Atro che impresentabili. Imboscati tra i patrioti, sono entrati caporioni e capi elettori, personaggi inquisiti e campioni del cambio casacca, venerati maestri dello spreco e scialacquatori di denaro pubblico. Per quest’ultima categoria le pagelle sono state tratteggiate da Lollobrigida, cognato di Giorgia e custode delle segrete casse del partito. Al resto ha pensato La Russa, il Vercingetorige lanciato da Fiorello nel varietà.

Le molteplici colpe
di un suicidio politico

Giuseppe Conte e la sua inaffidabile ciurma di stelle cadenti saranno stati certamente infingardi, fedifraghi, traditori. Ma in politica non bisogna mai confondere le cause con gli effetti. Il suicidio della sinistra si deve anche all’inadeguatezza politica di Caterina Chinnici. Il magro popolo delle primarie le aveva assegnato il difficile compito di guidare la coalizione alla conquista della presidenza della Regione. Ma dopo una pallida stagione di silenzi, la sua leadership si è concentrata sul moralismo delle liste pulite. Un moralismo strabico: Nostra Signora dell’Inconcludenza ignorava le travi del governo di centrodestra – quello di Musumeci, dei bulli e dei balilla – e si accaniva sulle pagliuzze che ombreggiavano negli occhi dei suoi compagni di partito. Per Conte, a quel punto, è stato gioco facile agitare lo scandalo degli impresentabili..

Gerenza

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