Giuseppe Sottile

Attenzione, bulli
Giusy non perdona

Facebook ci regala una notizia destinata a segnare la storia politica della Sicilia. L’onorevole Giusy Bartolozzi, la donna che con la sua grazia e la sua esperienza di magistrato ha toccato il cuore di Silvio Berlusconi, ha fornito ieri non solo una prova encomiabile di coraggio ma anche una testimonianza del suo intenso legame con il territorio e con la realtà delle cose. La parlamentare se l’è presa, manco a dirlo, col bullismo: sì, proprio con quel terribile istinto che spinge molti individui a manifestare in modo violento la propria arroganza; ha studiato la legge in discussione alla Camera e ha osservato che duecento mila euro annui “da destinare alle sole esigenze di formazione in ambito scolastico” purtroppo non bastano. “Occorre fare di più, molto di più”, ha concluso, sfidando..

E da ieri il bullo
è un po’ meno bullo

Non ci metterei la mano sul fuoco ma forse Nello Musumeci sta uscendo dall’ipnosi e comincia a rendersi conto che il bullo di Palazzo d’Orleans procura al suo governo più danni che vantaggi. Certo, ci sono voluti due anni. Ma forse il Governatore ha finalmente preso atto che le arroganze e le spregiudicatezze politiche del bullo non agevolano il dialogo tra le componenti interne alla maggioranza. Comunque un segnale è venuto fuori: ieri su Livesicilia una foto e un titolo d’apertura raccontavano che il Presidente della Regione non solo ha dato incarico a una società esterna di studiare i conti, ma ha anche affidato a un esperto il compito di individuare i possibili tagli di bilancio per raddrizzare le gambe al cane. Pure i bambinetti dell’asilo capiscono che l’iniziativa di..

Il governatore
e la qualità dell’aria

Sono soddisfazioni. Sabato mattina Repubblica, con un potente titolo di prima pagina, ha detto ai siciliani che l’Aventino di Nello Musumeci dura ormai da due anni: non si è vista una sola riforma; e quello che doveva essere il governo dell’onestà si arrabatta tra scandali non risolti e arroganze sempre più sfacciate. Ieri è toccato a Livesicilia. Il quotidiano diretto da Accursio Sabella ha messo a nudo il provincialismo del Governatore e della sua corte di catanesi. Non avrai altra Sicilia al di fuori di Ambelia, verrebbe da dire. Ma il circoletto di Palazzo d’Orleans scambierebbe l’ironia per un complotto di chissà quali forze oscure. Allora atteniamoci alla realtà. La cronaca ci dice che oggi il Presidente firmerà, manco a dirlo, a Catania un accordo con il ministro dell’Ambiente, Sergio..

L’eterno Aventino
di Nello Musumeci

Come sempre, ha ragione Antonio Fraschilla, cronista di Repubblica: il Governatore che in questi giorni minaccia di ritirarsi sull’Aventino è lo stesso che sull’Aventino ci vive da due anni, dal momento in cui ha preso possesso di Palazzo d’Orleans. Il quadro che Fraschilla traccia è a dir poco desolante. Non è stata approvata una sola riforma, i conti della Regione sono un disastro, gli assessorati sono stati trasformati in ospizi per vecchi deputati trombati, dalle nebbie del bilancio saltano fuori solo i milioni necessari per i cavallucci di Ambelia o per altre cosuzze di Catania e dintorni, i dati sugli investimenti e sull’occupazione colano a picco, la maggioranza di governo naufraga giorno dopo giorno tra le risse, la giunta approva provvedimenti che l’Assemblea di Palazzo dei Normanni neppure piglia in..

Pure il governatore
è affetto da bullismo

Chi cammina con lo zoppo... Per carità, un proverbio odora sempre di banalità, ma quello che sta succedendo a Nello Musumeci non lascia scampo: quel proverbio calza a pennello. Sono due anni che il Governatore convive politicamente con il bullo di Palazzo d’Orleans. Lo coccola, lo ammira, lo asseconda. Sopra il re c’è il viceré, si diceva al tempo dei borboni. Il bullo è quello che maneggia malamente i conti. E’ quello che custodisce i segreti più scabrosi, a cominciare dallo scandalo del censimento farlocco. E’ quello che i deputati di Forza Italia non sopportano: perché è arrogante e perché ha costretto per un anno il parlamento a discutere su un bilancio confuso e furbastro. Ma Musumeci lo venera. Al punto da mutuare il suo bullismo. “Se non abolite il..

Lui, l’arrogante
fa pure le cazziate

Beh, l’Assemblea regionale è quella che è; e le regole del gioco sono quelle che sono: a volte si vince e spesso si perde. Ma la linea Musumeci è diventata insopportabile. Quando sprofonda nelle sabbie mobili di un confronto parlamentare il Governatore non trova di meglio che distribuire cazziate. Gli affossano la legge sui rifiuti? E lui accusa i deputati di essere vigliacchi e inaffidabili. Ma si guarda mai allo specchio? Gli chiedono di smetterla con i cavallucci di Ambelia e lui non lascia, raddoppia. Gli chiedono di nominare l’assessore ai Beni culturali e lui risponde con uno sberleffo. Gli dicono di non cedere la sanità alle regioni del Nord e lui cede pure il digitale. Il suo bullo di fiducia combina un mare di guai e lui, anziché prenderlo..

Quale fetta di Sicilia
regaliamo alla Toscana?

Un Berlusconi ormai in disuso appronta un nuovo contenitore, “Altra Italia”, nel tentativo di attirare i moderati che non credono più in Forza Italia né in una alleanza con Salvini. Ma il suo carniere resta malinconicamente vuoto. I disillusi del centrodestra non riescono a trovare un solo motivo per cui valga ancora la pena di inseguire il signore di Arcore e le sue devozioni verso la peggiore classe politica siciliana. Irrompe invece la valanga di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Che ha già reclutato un gruppo di deputati all’Ars e marcia verso una formazione in grado di sconvolgere gli equilibri sia della maggioranza che dell’opposizione. Il governatore Musumeci già dà segni di irrequietezza. Per garantirsi la sopravvivenza ha regalato la sanità alla Lombardia e il digitale alla Liguria...

Qual è la tirannia
che paralizza la Sicilia

Se il governo della Regione non riesce a varare una riforma in grado di riportare alla decenza lo scandalo dei rifiuti, non prendetevela con Musumeci. Se i conti non tornano e in cassa non c’è più un euro, non prendetevela con Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea. La responsabilità della paralisi è tutta da ricondurre a una tirannia imposta alla Sicilia da Silvio Berlusconi. È la tirannia del bullo. Ormai pure le pietre sanno che c’è voluto un anno per approvare la sua confusa legge di bilancio. Pure le pietre sanno che la sua presenza a Palazzo d’Orleans è ostativa di ogni intesa tra le forze della maggioranza. E pure le pietre sanno che Micciché ha provato a disarcionarlo. Ma Musumeci, il coraggioso, si nasconde dietro Berlusconi. Il quale, chissà per quale..

Un protettorato del Nord
per la sfortunata Sicilia

Attenti a quei due, al Gringo e al Bullo, perché hanno alzato la posta e ora, dopo avere giocato con i cavallucci di Ambelia e con le biciclette di Urbano Cairo, hanno pure deciso di svendere la Sicilia al Nord. Dicono che la Regione non ha gli strumenti necessari per garantire un servizio di emergenza o una trasmissione dati o una gara d’appalto come Dio comanda. E così dicendo accollano le colpe ai governatori del tempo che fu: da Cuffaro a Lombardo, a Crocetta. Intanto però utilizzano lo scempio che altri hanno fatto della Sicilia, per procurarsi in Lombardia e in Liguria nuove alleanze politiche e nuovi protettorati. Portano commesse e soldi al Nord per avere l’efficienza che loro non sanno garantire; e per ottenere in cambio la benevolenza di..

Date un Leoncavallo
in pasto a Musumeci

Non vi sveleremo mai il nome, ma un alto funzionario di Palazzo d’Orleans ci ha confidato nottetempo il piano elaborato dallo staff di Musumeci per salvare dal fallimento il Bellini di Catania. Le ipotesi sono due. La prima: per intenerire il cuore del Governatore, il teatro – con poltrone, palchi e palcoscenico – potrebbe trasferirsi ad Ambelia e godere dei favori che il governo regionale dispensa solo ai cavalli di quella vecchia stazione di monta. La seconda: in subordine Ambelia potrebbe trasferirsi dentro il Bellini per consentire anche ai cavalli di godere dei fasti riservati finora solo alla lirica. Orchestrali e maestranze sono già pronti al sacrificio. E per offrire un segno di disponibilità hanno deciso di produrre a loro spese i Pagliacci di Leoncavallo. Che per il nome che..

Gerenza

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