Giuseppe Sottile

Non sanno governare
però si divertono tanto

Attenti a quei due. Attenti al Governatore e al suo bullo di fiducia. Non avendo altro da fare passano il tempo a litigare con l’Assemblea regionale. Se non è per i parchi è per i collegati messi in coda alla legge di bilancio. Sta di fatto che ormai i due sono alla continua ricerca di un alibi dietro il quale nascondere la loro incapacità a governare. Dicono che nelle casse non c’è più un euro ma, quando vogliono, i soldi sanno dove pescarli. Fateci caso. Hanno trovato undici milioni da regalare a Urbano Cairo, editore della Gazzetta dello Sport, in cambio della promessa che nel 2020 il Giro d’Italia partirà dalla Sicilia. E hanno trovato pure tre milioni per i giochi equestri di Ambelia, in quel di Catania, località tanto..

Le parcelle del viceré
che comanda sul re

Poche giorni fa scrivevamo che il bullo di Palazzo d’Orleans è stato il padre priore di tutte le messe celebrate contro la Regione. Antonio Fraschilla, su Repubblica, oggi tira fuori la prima perla: una parcella di 700 mila euro consegnata all’Istituto delle Case popolari. Una parcella d’oro, manco a dirlo. Che difficilmente poteva essere presentata a un privato, a uno che i soldi li suda. Ma il bullo ha sempre inseguito la clientela che non bada a spese, tanto il conto lo paga Pantalone e chi se ne frega. Dal teatro Massimo all’Orchestra sinfonica fino a Ezio Bigotti, l’avventuriero del più grande scandalo siciliano, chiunque avesse una vertenza con la Regione ha preferito affidare a lui la tutela dei propri interessi. Oggi lui è nella stanza dei bottoni. E non..

Due scandali siciliani
per il coraggioso Giletti

La settimana scorsa si era salvato con lo scandalo delle divise: un milione di euro per dotare di un vestito decente i novecento uscieri della Regione. Ma ieri sera, non avendo altre malversazioni da sviscerare, Massimo Giletti è stato costretto a ripiegare sui vitalizi, un disco vecchio ma buono per tutte le stagioni. E allora eccoci qui a suggerirgli altri due scandali in grado di soddisfare le sue pulsioni populiste. Intanto c’è lo sporco affare dei 110 milioni pagati dalla Regione a un avventuriero di Pinerolo, Ezio Bigotti, per un censimento dei beni immobili farlocco e inutilizzabile. E ci sono pure gli undici milioni stanziati dal governo Musumeci a favore di Urbano Cairo per spingerlo, in quanto patron della Gazzetta dello Sport, a far partire dalla Sicilia il prossimo Giro..

Il modello di lutto
secondo Musumeci

Ieri si parlava di rimpasto e i miei amici di Livesicilia puntualmente aggiungevano: “Ma Musumeci non ha fretta”. In verità è molto difficile trovare una faglia dell’attività di governo in cui il presidente della Regione dimostri fretta o voglia di realizzare qualcosa. A lui basta dormicchiare tra gli splendori di Palazzo d’Orleans. Lui prova un’attrazione fatale solo per l’ordinaria amministrazione; è un fiume che scorre lento e che non vede l’ora di trovare uno stagno dove riposarsi. Avete letto la risposta fornita ai giornalisti che gli chiedevano quando prenderà la sublime decisione di nominare il successore di Sebastiano Tusa all’assessorato dei Beni Culturali? “Terrò la delega fino all’anniversario della morte”, ha detto senza rossore e senza ironia. E così dicendo ha inventato un nuovo modello di lutto: trattenere per un..

Musumeci, Giletti
e la forma dell’acqua

E Nello Musumeci? Se il narciso Giletti decide di armare l’artiglieria contro la Sicilia degli sprechi non punta i cannoni contro il presidente della Regione; preferisce lo scontro frontale con Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars, simbolo di tutti i privilegi nascosti tra gli splendori di Palazzo dei Normanni. Musumeci per lui non esiste. Come mai? I retroscenisti più acidi sostengono che il riguardo de La7 nei confronti del governatore sia dovuto al fatto che la Regione ha stanziato per Urbano Cairo, patron di Rcs e della rete televisiva di Giletti, ben undici milioni di euro in cambio di una promessa: che il Giro d’Italia 2020 partirà dalla Sicilia. Ma sarà di certo una maldicenza. La verità è che il politico Musumeci è come l’acqua: incolore e insapore. Il pubblico di “Non..

Giletti, Miccichè
e il falò delle vanità

C’era il clown e c’era il saltimbanco, c’era il mangiafuoco e pure la fata turchina, c’era il gatto e pure la volpe. E c’era soprattutto la miseria di un circo mediatico che puntualmente viene in Sicilia per trasformare ogni tragedia in uno spettacolo. Il tutto con la mascherina della libertà di stampa; e con il diritto sacro e inviolabile di raccontare la realtà. Ma quale realtà? La Regione è un pozzo senza fondo: basta calare il secchio e tiri fuori scandali, sprechi e bestialità. Ma mirando e rimirando il circo de La7 sorge una domanda: è possibile che tutti i mali della Sicilia siano riconducibili a Gianfranco Miccichè? Tra i peccati del presidente dell’Ars, ricordiamolo, c’è stato anche quello di avere accusato “Non è l’arena” di populismo. Al narciso Giletti..

La festa del perdono
al circolo Patricolo

Le anime belle del circolo Patricolo – dal nome dell’alto funzionario di terza fascia che spartisce dieci milioni della Regione a siti web e giornali – continuano a vedere nel bullo un’intelligenza capace di incidere nel destino della Sicilia. E gli perdonano tutto: le frequentazioni con avventurieri di livello internazionale, da Pinerolo al Lussemburgo; le scempiaggini su un bilancio la cui rappresentazione all’Ars dura da un anno; i funambolismi sul disavanzo e sulla tiritera dei “collegati” che ormai, secondo Antonello Cracolici del Pd, sono degne di Netflix: viaggiano e si sfracellano a puntate. Nessuno che dica la verità: che questo personaggio, mal sopportato e impallinato sistematicamente in aula da quasi metà della maggioranza, è la causa principale della paralisi nella quale si è impaludata la Sicilia. E Musumeci? Disperso tra..

La tv del moralismo
mistico e dionisiaco

La tv che mostrifica ed esalta ha elevato ieri agli onori degli altari niente di meno che Rosario Crocetta, una macchietta della politica. Chiamato da Giletti a partecipare al ballo mistico e dionisiaco sulle nefandezze della Sicilia, l’ex presidente della Regione è stato mostrato al popolo dei fedeli con l’aureola di un santo, martire e moralizzatore. Lui non si è tirato indietro. Ha impapocchiato cifre ad libitum, ha fatto discorsi senza capo né coda, ha rivendicato meriti inesistenti, ha evocato fantasmi di battaglie mai combattute, ha rivestito con muscoli di cartapesta una stagione – quella del suo governo – tra le più squallide e confuse della storia siciliana. Ma siccome bisognava picchiare su Gianfranco Micciché, anche le fandonie di Crocetta andavano bene. La politica, si sa, non offre niente di..

Il padre priore
di opachi interessi

"Ma chi te lo fa fare". Me lo dicono spesso gli amici per suggerirmi di lasciare perdere: il bullo, spiegano, ha santi pesanti in paradiso e non sarà certo una campagna di stampa a buttarlo giù dal trono di Palazzo d’Orleans. E invece no. Le buone battaglie non si lasciano mai a metà. Intanto perché Buttanissima è il giornale dell’irriverenza e non del protocollo Patricolo, quello che ripartisce denaro pubblico agli organi di informazione. E poi perché basta scorrere l’elenco di uomini e società che lo hanno pagato come consulente per scoprire che il bullo, da avvocato di affari, è stato il padre priore di quasi tutte le messe celebrate contro la Regione. Ezio Bigotti, l’immobiliarista di Pinerolo che ha incassato novanta milioni per un censimento fantasma, è il primo..

Gerenza

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