Sezioni Tematiche

Da Buscetta a Chico Forti
Estradati in Freccia Alata

Quei film degli italiani all’estero che hanno sempre quella patina malinconica e surreale che segnala un clash culturale. E anche in queste storie di rientri penitenziari ogni fotogramma desta malinconia cringe. Appunto il Pirellone illuminato a giorno con le lettere “Chico in Italia” e quella photo opportunity a Ciampino con Meloni a mani giunte come se aspettasse il Dalai Lama (ma Chico, di tre quarti col testone pelato, potrebbe esserlo, il Lama, o anche l’assistente della Santa nella “Grande bellezza”). Si capirebbe se ad attenderlo a Ciampino fosse andata piuttosto Tinny Andreatta di Netflix con un contratto pronto in mano (la storia di Chico, oggettivamente, batte quella di qualunque detenuto che sia mai atterrato con un Falcon: già vincitore di TeleMike, specializzato in teoria e tecnica del surf, coi soldi..

Giorgia si accosta a Le Pen
ma solo a debita distanza

Marine Le Pen siede in prima fila al fianco del padrone di casa, Santiago Abascal. La leader del Rassemblement National annuisce e accenna un timido applauso mentre Giorgia Meloni, in video collegamento dall’Italia, infiamma la platea sovranista della kermesse di Vox, organizzata a tre settimane dal voto europeo, che - ne è convinta la premier - porrà fine alle “maggioranze innaturali e controproducenti" che finora hanno fatto il brutto e il cattivo tempo in Europa. Poco prima dell’intervento di Meloni, l'aspirante presidente francese aveva pronunciato parole che, dopo settimane di gelo, sono sembrate un'apertura alla leader italiana. Con lei - ha detto Le Pen ai cronisti - “ci sono punti in comune”. Continua su Huffington Post

E’ morto il giornalista Di Mare
In rovente polemica con la Rai

È morto Franco Di Mare. Lo annuncia la famiglia con una nota. "Abbracciato dall'amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall'affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare. Seguirà comunicazione per le esequie". Giornalista Rai, è stato per anni inviato di guerra e anche direttore di Raitre. Aveva 68 anni. Era malato da diversi anni di mesotelioma: qualche settimana fa era apparso in video per l'ultima volta a Che Tempo che Fa da Fabio Fazio, denunciando di essere stato "abbandonato dalla Rai" a seguito della sua malattia contratta a causa dell'esposizione all'uranio durante la guerra in Jugoslavia. "Il mesotelioma - aveva spiegato - è causato dall'aver respirato le particelle di amianto presenti nell'aria, una malattia che può avere..

Salta il duello tra Meloni e Schlein
non andrà in onda sulla Rai

Il duello tv tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein non andrà in onda sulla Rai. Il dietrofront di viale Mazzini è arrivato dopo il voto delle liste elettorali richiesto ieri dall'Agcom nel rispetto della par condicio. Oltre a Fratelli d'Italia e Partito democratico, si sono espressi favorevolmente al confronto tv Italia viva e Lega. Contrari Movimento 5 stelle, Forza Italia, Azione, Alleanza Verdi Sinistra. Per la Rai, quindi, non ci sono le condizioni per trasmettere il confronto che Bruno Vespa avrebbe dovuto moderare.

Caso Volo. Ma un fantasma indagato non turba nessuno

Ma vi siete chiesti come mai nessuno – tra i tanti giustizialisti e manettari che popolano il teatrino della politica – abbia chiesto, invocato e auspicato le dimissioni di Giovanna Volo, l’assessore regionale della Sanità implicata in una storiaccia del Policlinico di Messina e indagata per peculato e corruzione? E vi siete chiesti come mai i campioni della purezza – Caterina Chinnici, Leoluca Orlando, Giuseppe Antoci – che svettano in cima alle liste per le europee non abbiano sentito il bisogno di pronunciare una parola di indignazione per questa ombra giudiziaria che si stende sul governo regionale presieduto da Renato Schifani? Le ipotesi sono due. O le anime belle sanno che nessuno crede più alle loro giaculatorie sull’onestà-tà-tà; oppure è ormai convinzione comune – dei giustizialisti e anche dei garantisti..

Ilaria Salis esce dal carcere:
ai domiciliari a Budapest

E' stato accolto dal tribunale di seconda istanza ungherese il ricorso presentato dai legali di Ilaria Salis che può quindi uscire dal carcere e andare ai domiciliari a Budapest. Il ricorso era stato presentato dai legali di Ilaria Salis contro la decisione del giudice Jozsef Sós che nell'ultima udienza del 28 marzo le aveva negato i domiciliari sia in Italia che in Ungheria. In appello, la richiesta è stata invece accolta e quindi la 39enne attivista milanese, candidata con Avs alle prossime Europee, potrà lasciare il carcere a Budapest dove si trova da oltre 15 mesi con l'accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra. Il provvedimento, che prevede il braccialetto elettronico, diventerà esecutivo non appena verrà pagata la cauzione prevista dal tribunale.

Come svolazzano i garantisti sulla poltrona del ligure Toti

Da una settimana esatta il presidente della Liguria, Giovanni Toti, è agli arresti domiciliari. Più passano i giorni e più le dimissioni si fanno plausibili: lo statuto prevede una reggenza solo temporanea e non è possibile sapere se il gip, dopo l’interrogatorio che dovrebbe avvenire in settimana, gli revocherà o no gli arresti. Se resterà ai domiciliari, non avrà (quasi) scelta. Sul futuro politico di Toti si assiste, da giorni, a un balletto di posizioni all’interno del centrodestra che scivolano dal sostegno di maniera, alla solidarietà un po’ tiepida, agli attacchi alla magistratura, fino alla volontà di isolarlo, che sarebbe un modo per andare subito al voto. Partiamo da Fratelli d’Italia, che ha offerto reazioni differenti. A caldo aveva sorpreso la dichiarazione di Matteo Rosso, coordinatore di FdI in Liguria,..

Europa. Dopo Ursula c’è solo lui: Antonio von Tajani

A Ursula vuole bene solo lui, Antonio von Tajani. Se non ci fosse stato il ministro gentiluomo, von der Leyen tornava a casa senza un pacchero, a digiuno. Il leader di Forza Italia l’ha invitata a pranzo al Circolo degli esteri, le ha offerto gamberetti e melone. Poi, via. La presidente della Commissione europea che ci ha dato il Pnrr? In Italia viene già trattata da befana. Peggio del marziano di Ennio Flaiano. Von der Leyen? Licia Ronzulli l’ha definita “un cavallo zoppo”, Meloni l’ha tenuta a distanza. Tajani ha ora l’ansia da europrestazione: “Puntiamo al dieci per cento, a essere centrali. Alle prossime politiche possiamo arrivare al venti”. Salvini è però tornato assatanato, firma copie di libri più di Sangiuliano, Giorgetti fa il falco, come la buonanima di Wolfgang..

Per Toti anche la grana Covid
Dati gonfiati per avere più vaccini

Un'altra grana per il presidente della Liguria Giovanni Toti. La procura indaga su di lui e sul suo capo di Gabinetto Matteo Cozzani con l'accusa di falso. Secondo gli inquirenti avrebbe aumentato il numero dei casi di Covid conteggiati nella sua regione per ottenere più vaccini. Stando a quanto emerso finora dalle indagini, l'amministrazione guidata da Toti avrebbe quindi rivisto al rialzo il numero dei positivi per ottenere una maggiore copertura nella campagna vaccinale. Informazioni che però si sarebbero subito scontrate con la struttura all'epoca guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, che è stato commissario straordinario per l'emergenza Covid. Un nuovo filone di accuse che rende ancora più periclitante la posizione del presidente della Liguria, che nel frattempo si è sospeso ma è ancora indeciso se dimettersi o meno dalla..

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