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Pistola scarica. L’inutile minaccia
della Meloni di tornare al voto

È abbastanza normale che i nostri leader già si preparino alle elezioni europee: le loro fortune dipendono dal consenso, che rappresenta il pregio (e il cruccio) di qualunque democrazia. Per cui nel prossimo anno spenderanno fior di energie a rubarsi reciprocamente i voti. Fa parte della fisiologia politica, specie con il sistema proporzionale. Inutile scandalizzarsi, dunque, delle liti di governo, delle tensioni di maggioranza, dei polveroni inutili, degli incidenti su questioni minori, dei continui rinvii, delle lotte per le poltrone; fino al 9 giugno 2024 ci godremo queste nevrosi, che possa piacere o meno. Sorprende, semmai, la reazione di Giorgia Meloni. Non è nata ieri, ha maturato una lunga esperienza. Dovrebbe sapere che, svanita la luna di miele, subentra spesso la noia e occorrono nervi saldi, resilienza, sopportazione. Ma invece..

Il consorzio autostrade ingrassa un clan di pagnottisti

L’ultimo scandalo di questa Regione bacata e ormai totalmente in mano agli affaristi, arriva da Messina. Lo firma l’ingegnere Dario Costantino, direttore generale del Consorzio Autostrade Siciliane, il quale assegna la cospicua cifra di 53 mila e 900 euro a una confraternita di pagnottisti, con sede a Palermo per avere in cambio – udite, udite – un supporto sui social: per postare cioè su Facebook, su Instagram o su Whatsapp qualche post con notizie e curiosità relative alle tre autostrade che, tra tanti buchi di bilancio e tante buche nell’asfalto, collegano Palermo a Messina, Catania a Messina e Siracusa a Gela. L’ingegnere Costantino ha firmato il decreto il 19 maggio scorso e, per ammansire la vergogna, si è fatto coprire le spalle dal geometra Baldassare Arrigo che, manco a dirlo,..

Comunicazione: parola magica per pagnottisti e avventurieri

Quando in un articolo di legge, in un disegno di legge, in una delibera o in un decreto notate la parola “comunicazione”, alzate il livello di guardia: dietro quella parola si nasconde una mangiatoia della quale alcuni assessori regionali si servono per foraggiare pagnottisti, avventurieri, servi sciocchi, speculatori. Per arruffianarsi giornali e giornaletti, gruppi editoriali e intellettuali, o sedicenti tali, che non vedono l’ora di trovare un padrone di fronte al quale scappellarsi. Ricordate le grandi imposture di SeeSicily? Il progetto faraonico dell’assessorato al Turismo doveva dare slancio all’economia dell’Isola, doveva incrementare le presenze e offrire garanzie agli albergatori in un periodo nero come quello del Covid. Ma quasi tutti i soldi, oltre ventitré milioni di euro, se ne sono andati in “comunicazione”. Sono finiti cioè nelle casse di Mediaset,..

Taormina, la guerra continua

Schifani prepara un emendamento per garantire ai Comuni il 10% dei proventi dello sbigliettamento nei Parchi. De Luca: "Non se ne parla"

La vendetta di Salvini. Colpire
Santanchè per far male a Meloni

“Aspettiamo che il ministro Santanchè spieghi le sue ragioni in Parlamento”. Dopo due giorni di fuoco di fila delle opposizioni, è il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari a lanciare un macigno nello stagno del governo. L’intenzione della camicia verde è quella di respingere il tribunale di Report, perché “i processi non si fanno in televisione”, ma lo condisce di una stoccata che fa male. Se è il secondo partito di maggioranza a chiedere che il ministro del Turismo illustri la sua versione sulla gestione spregiudicata delle sue aziende e sui possibili conflitti d’interesse di fronte alle Aule che l’opposizione non aspetta altro di trasformare in un rodeo, significa che qualcosa non va. Giorgia Meloni viene informata dopo pochissimo tempo, è l’ennesimo tassello di una spirale di incomprensioni e..

Forza Italia. Morto Lui, vanno in cenere pure i sogni di lei

Adesso che non c’è lui, chi è lei? Marta Fascina a nome di chi parla? Cosa vuole? Chi si crede di essere? Per Forza Italia è tornata dunque Marta “la muta”, la deputata semplice, l’onorevole Fascina, la “ragazza di Portici”, la compagna di Berlusconi, che, spiega da giorni, Antonio Tajani, “non ha bisogno di nessun ruolo formale”. Ed è stato sempre Tajani, ieri, al Senato, durante la commemorazione solenne dedicata al suo Cav., (Michaela Biancofiore lo ha paragonato a Zarathustra; Matteo Salvini ha letto l’Elogio della Follia) a raccontare il miracolo Berlusconi, che era anche il miracolo Fascina: “Con Berlusconi il debole valeva quanto il più potente del mondo”. Ma il debole poteva anche farsi prepotente. Debole all’inizio, spietata negli ultimi mesi, c’è nell’ascesa di Fascina tutta la specialità Berlusconi,..

Le accuse di Report contro la
Santanché diventano un caso

Dipendenti non pagati, tfr non erogati e cassa integrazione usata in modo fraudolento. Sono le accuse contenute in un'inchiesta televisiva di Report, a firma Giorgio Mottola, che ha acceso i riflettori sulle attività imprenditoriali di Daniela Santanchè e hanno aperto un caso politico. Le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di riferire in Parlamento e alla ministra del Turismo di rassegnare le dimissioni. Report, andato in onda lunedì, ha diffuso testimonanze di dipendenti e fornitori storici delle aziende di Santanchè, puntando il dito contro una serie di condotte societarie improprie. A Santanchè si contesta in particolare la gestione di Visibilia e Ki Group Spa: la prima è una società editoriale - che pubblica tra le altre cose il mensile cinematografico Ciak e il settimanale Novella 2000 - che l'imprenditrice piemontese ha..

Meloni in panne: altro che
fascismo, qui c’è l’anarchia

Finita la grande santificazione del Cavaliere a reti unificate, dell’uomo mondato di ogni peccato e della sua eredità politica mondata di ogni contraddizione - il centrodestra, creatura perfetta e compatta come una falange, ennesima reincarnazione dello spirito del ’94 - ecco il principio di realtà. Il primo effetto pratico del dopo-Berlusconi va in scena in commissione lavoro al Senato, con la maggioranza che non riesce a far passare il pacchetto lavoro a causa proprio delle assenze di Forza Italia. Che col merito della questione c’entrano poco. Insomma, non è una questione nobile, tutta politica. Accade che Claudio Lotito, il vulcanico patron della Lazio, non si presenta. Ed è per una mal celata rappresaglia personale: non si è sentito sostenuto sulle norme in materia di diritti televisivi che gli stavano a..

Forza Italia. Così Schifani ha mandato Caruso al macello

Dopo essersi guadagnato i rimbrotti di Antonio Tajani, ché “in Forza Italia non c’è spazio per le correnti”, e aver duellato con Scarpinato per la foto ricordo con De Luca, nemico giurato del governatore, per qualche ora Renato Schifani ha spento i riflettori su di sé. Ha evitato di metterci la faccia e mandato allo sbaraglio la sua controfigura: Marcello Caruso. Tramite il suo “spiccia faccende”, diventato in poco tempo capo di gabinetto e commissario regionale del partito, Schifani vuole dimostrare che in Forza Italia si è aperta una nuova stagione, dove comanda soltanto lui. Così ha chiesto insistentemente a Lagalla, il sindaco di Palermo, di forzare quel rimpasto che lui, a Palazzo d’Orleans, non riesce a concretizzare per la strenua resistenza dei partiti. E al primo che ha osato..

1×2, con Elly Schlein il Pd
diventa un partito da tripla

1X2, il Pd è un partito da tripla. Per i meno giovani vale la pena una breve spiegazione. Ai tempi del Totocalcio la partita da tripla era quella più ostica da prevedere, quella in cui le due squadre al momento del fischio d'inizio si equivalgono così tanto da rendere quasi impossibile una giocata sicura. Insomma, il match può finire con la vittoria, il pareggio o la sconfitta di chi gioca in casa con la stessa probabilità o quasi. Giocare la schedina fino a qualche anno fa era una vera abitudine nazionale, tanto che alcuni modi di dire sono entrati nel lessico popolare: 1X2, appunto, è diventato sinonimo di evento indecifrabile, impossibile da pronosticare. Ebbene, giocarsi la tripla col Pd è diventato quasi inevitabile. Il partito di Schlein su tanti temi..

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