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Mancini, addio alla Nazionale
Dal Napoli in arrivo Spalletti

Da Luciano Spalletti, reduce dallo scudetto con il Napoli, al ritorno di Antonio Conte. La Figc si è messa subito al lavoro per trovare il successore di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale e i primi nomi che sono iniziati a circolare sono quelli del tecnico campione d'Italia, libero dopo la grande impresa con il club partenopeo, e l'allenatore leccese, rimasto senza squadra dopo il divorzio in primavera con il Tottenham. Conte ha già allenato l'Italia tra il 2014 e il 2016, e a marzo scorso ha risolto il contratto che lo legava al Tottenham. Spalletti ha più volte ribadito di non voler vivere questo periodo come anno sabbatico, non nascondendo la voglia di rimettersi al lavoro mentre Conte, dopo aver manifestato in più occasioni anche il desiderio di trascorrere..

Giorgia, ecco quanto sa essere incivile una Nazione civile

“L’Italia è una Nazione civile e accogliente, soprattutto con chi scappa dalla guerra o da una persecuzione individuale. L’accoglienza, tuttavia, può esserci nell’ambito di un rapporto basato sul rispetto reciproco. Se una persona arriva in Italia – perché sostiene di scappare da un pericolo oppure perché ambisce a una vita migliore – deve rispettare il nostro Paese, altrimenti se ne deve andare”. Lo ha detto Wanda Ferro, Fratelli d’Italia, sottosegretario all’Interno, in un’intervista a Francesco Borgonovo della Verità pubblicata sabato 12 agosto. L’Italia è una Nazione civile, ha detto, per dare la misura di quanto sia intollerabile l’assassinio di Iris Setti, massacrata una settimana fa a Rovereto da Chukwuka Nweke, nigeriano quarantenne. E siccome l’Italia è una Nazione civile, la premier Giorgia Meloni e il ministro Matteo Piantedosi si sono..

Salvini rivuole le province come uno Schifani qualunque

Le province? Non le rivogliono soltanto in Sicilia. Mentre la Regione ha avviato le pratiche per il ritorno dell’elezione diretta – l’iter ha già superato il vaglio della commissione Affari istituzionali all’Ars – anche a livello nazionale si muove qualcosa. E’ Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepremier, a lanciare una ciambella di salvataggio a Schifani, fin qui il governatore più accanito per il ripristino degli enti d’area vasta: “Mi chiedono di reintrodurre le Province. Io da segretario della Lega ne sono straconvinto”, ha detto. Salvini sa, o forse non sa, che il ritorno delle province, in Sicilia, garantirebbe l’ampliamento del numero di poltrone a disposizione della casta (circa 300) e un posto al sole anche per i trombati. La narrazione, però, è un’altra: “Le Province servono per scuole e..

Il salario minimo? E’ servito
a tenere divise le opposizioni

Nessuna apertura nella sostanza, ma solo sul metodo e nei toni: tanto quanto basta per provare a dividere le opposizioni. Missione riuscita, si direbbe, coi Verdi, la Sinistra, il M5s e il Pd da una parte, e Calenda dall'altra. Più Europa nel mezzo. Al termine delle due ore di confronto a palazzo Chigi i giallorossi parlano una lingua, i centristi un'altra. Il rischio è che fosse una passerella estiva o poco più. E così è stato. La passerella, anzi, l'hanno montata davvero davanti a Palazzo Chigi dove Giorgia Meloni ha chiuso le dichiarazioni post vertice. Prima di lei avevano parlato tutti i leader delle opposizioni. Di concreto sul tavolo c'è davvero poco. Le opposizioni portano il disegno di legge sul salario minimo a 9 euro il cui esame è stato..

Dal caro voli alle banche
questo governo è “sovietico”

“Non siamo in Unione Sovietica”. Lo sentenziava a luglio il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani per bocciare l’introduzione del salario minimo in Italia. Eppure, a leggere diverse accuse giunte negli ultimi giorni al governo di Giorgia Meloni, sembra che l’Italia sia effettivamente guidata da un esecutivo, se non socialista, almeno socialisteggiante. O, come suggerito dal renziano Luigi Marattin, “in realtà siamo di fronte a un governo guidato da Nicola Fratoianni”, il leader di Sinistra Italiana (che è all’opposizione). Le accuse di un presunto bolscevismo della premier si sono materializzate nel giro di pochi giorni su ben tre dossier. La scorsa settimana con l’introduzione del (finto) calmiere nei supermercati voluto da Adolfo Urso. Due giorni fa, con l’improvvisa e inaspettata tassa anti-banche sugli extraprofitti annunciata da Matteo Salvini...

L’estate militate del Pd è finita prima ancora di iniziare

Ma che fine ha fatto l’estate militante del Pd? Annunciata con il rullar dei tamburi da Elly Schlein nel corso di una riunione della Direzione del Partito democratico in cui i vertici dem dovevano trarsi d’impaccio dopo le prime botte elettorali delle elezioni amministrative, di questa estate scoppiettante si sono perse le tracce. I dirigenti del Pd non sembrano infatti impegnati in grandi tour su e giù per l’Italia in cerca di elettori da avvincere e convincere. Piuttosto appaiono intenti a fare qualche capatina alle feste dell’Unità tra un bagno al mare e un salto in montagna. Certo, la stagione non e' ancora finita e c’è sempre tempo per un’estate militante, ma, almeno finora, al Nazareno, dove la segretaria non è che si veda spessissimo, non c’è nessuna avvisaglia di..

“Tassare le banche”. Salvini
ordina e Giorgetti si adegua

"Non abbiamo in cantiere nessuna tassazione sugli extraprofitti bancari". È il 5 giugno 2023, poco più di due mesi fa, e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti pronunciava con la canonica serenità queste esatte parole all'evento Italy Capital Markets Forum organizzato da Bloomberg. La sera del 7 agosto - ieri - il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato in conferenza stampa: il ministro Giorgetti "ha approvato una norma di equità sociale, che è un prelievo sugli extraprofitti delle banche limitato al 2023". A parlare, non a caso, è il leader della Lega, scalpitante da settimane, in attesa di qualcosa di concreto da presentare agli italiani nella sua battaglia contro le mosse della Banca Centrale Europea, nemico esistenziale del Capitano fin dai primi passi alla guida del Carroccio. La sedia di Giorgetti, invece,..

“È tutto finito”. Quando si dice
Terzo Polo, ormai la gente ride

Ormai invecchiato, fisicamente stanco e psicologicamente estraneo a un tempo che non riconosce più come proprio e dal quale non viene più riconosciuto, in una delle ultime scene di “Un mercoledì da leoni” il non più giovane Matt guarda negli occhi gli amici surfisti con cui ha cavalcato le onde più alte della vita e, lapidario, scandisce: "È tutto finito". È tutto finito, dunque. È finito il sogno di un partito liberale più o meno di massa che, piazzato al centro dell’agone politico, scardinasse a colpi di realismo un bipolarismo stanco non senza fondamento ribattezzato “bipopulismo” durante la scorsa campagna elettorale. Si è esaurita la retorica dei competenti contrapposti ai demagoghi. Si è persa la speranza di richiamare alle urne su base razionale i milioni di elettori cosiddetti moderati che..

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