Sezioni Tematiche

Mattarella a Casal di Principe
nella villa confiscata ai Casalesi

Tappa finale della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Casal di Principe nel ristorante Nco, Nuova cucina organizzata, che nell'acronimo richiama, capovolgendone il valore, l'organizzazione camorristica fondata da Raffaele Cutolo negli anni '70. Il ristorante si trova all'interno di una villa confiscata al clan dei Casalesi, anzi come preferisce dire Pasquale Corvino, presidente della cooperativa Agropoli che gestisce la Nco, "un bene liberato". All'interno lavorano ragazzi del territorio e persone con disturbo dello spettro autistico. Sono stati loro a cucinare i piatti del menu servito al Capo dello Stato, dopo la mozzarella del territorio: calamarata con provola di bufala, maialino nero casertano con patate e mela annurca; per concludere, dolci del territorio. Nel video il ristoratore rivolgendosi al presidente spiega che "non ci sarà la ricotta salata ma..

Non solo Lucia. La difficilissima arte di dire “cazzo” in tv

In principio fu Cesare Zavattini, estroso intellettuale che con notevole scandalo, nell’Italia del 1976, sparò un sonoro “cazzo” (pardon) mentre conduceva una trasmissione sulla radio Rai. E a riprova forse che il turpiloquio non è sempre espressione di malcostume né soltanto una patologia lessicale, in questi ultimi giorni i colpi di “cazzo” (pardon) nel nostro paese sono stati ben tre: quello celebratissimo di Dario Nardella all’imbrattatore ambientalista a Firenze (“che cazzo fai?”), quello spiritosissimo di Checco Zalone e Aldo Cazzullo sul Corriere (Zalone: “Non faccio un cazzo”, Cazzullo: “Quella parola non si può dire sul Corriere”, Zalone: “Capisco. E, conoscendo il suo cognome, capisco anche il suo dramma”) e domenica infine Lucia Annunziata rivolta al ministro Eugenia Roccella: “Prendete la responsabilità di fare queste leggi, cazzo!”. Una lingua deprivata della..

Terza fascia? No party. Ma Schifani fa finta di non capire

La Corte di Cassazione, a novembre dell’anno scorso, aveva stoppato il ricorso di un dirigente di terza fascia contro il mancato rinnovo ai vertici del dipartimento Finanze e credito, imposto dalla Corte d’Appello. Ma Schifani che fa? Ovviamente lo nomina. Salvatore Taormina, infatti, ha assunto i gradi di nuovo capo dipartimento agli Enti locali. Una posizione apicale che secondo i giudici non gli spettava. Ma nella repubblica indipendente di Sicilia, la Regione è abituata a procedere in aperta violazione di legge (come dimostrano numerose sentenze legate ai “funzionari” di terza fascia). Questa non fa eccezione. Schifani, sull’onda lunga del suo predecessore, decide di avallare una stortura che gli organi competenti, più volte, hanno condannato in maniera aperta e inequivocabile. Ma a Palazzo d’Orleans va anche un altro demerito: non aver..

L’annuncio shock di Trump agli
Usa: “Martedì mi arresteranno”

"Fughe di notizie illegali dal corrotto ufficio del procuratore di Manhattan indicano che l'ex presidente degli Stati Uniti sarà arrestato martedì della prossima settimana. Manifestiamo, riprendiamoci il paese". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Gli anarchici della sinistra radicale hanno rubato le elezioni e il cuore del nostro Paese. Il crimine e l'inflazione stanno distruggendo il nostro stile di vita". Da qualche giorno si moltiplicano le voci su una possibile incriminazione di Donald Trump da parte di una giuria popolare, il Grand Jury, un organismo formato da cittadini con larghi poteri di inchiesta incaricato di decidere sul rinvio a giudizio. Continua sull'Huffington Post

Ex viceministro dei 5 Stelle si ricicla con Cateno De Luca

Laura Castelli ci spiega come diamine è finita a fare la portavoce di Cateno De Luca? Ci siamo conosciuti quando io sono stata viceministro e lui era sindaco di Messina, e abbiamo lavorato insieme per dossier concernenti la sua città. Qualche mese fa mi ha raccontato il progetto che aveva in mente, e ho ravvisato molte cose in comune con quello che abbiamo fatto al ministero per i Comuni. Per questo non ci trovo nulla di straordinario, ho trovato una certa affinità di visione con lui. Scusi ma la sua vita dopo il Parlamento è fare la portavoce di Nord chiama Sud? La mia attività principale è quella di consulenza alle imprese. L’esperienza di 5 anni da viceministro dell’Economia mi consente di avere uno sguardo ampio su questo argomento, ed..

La Meloni fa visita alla Cgil
tra gli insulti e ‘Bella Ciao’

Era dal 1996 - l'ultimo è stato Romano Prodi - che non interveniva un capo dell'esecutivo al Congresso della Cgil. Tocca al primo presidente del Consiglio di destra, Giorgia Meloni, spezzare questa lunga assenza. L'ingresso dall'ingresso principale del Palacongressi di Rimini, con il segretario generale Maurizio Landini che le va incontro e le stringe la mano, attorniati da una folla di telecamere e cronisti. Fuori i contestatori non sono molti, ma si fanno sentire. Cantano "Bella ciao", davanti all'ingresso del Palacongressi, per protesta. "Noi siamo quella parte del sindacato che fin da subito ha espresso contrarietà alla partecipazione di Giorgia Meloni al congresso", spiega Eliana Como, dirigente della Cgil e portavoce di Radici del sindacato, la minoranza interna. La maggioranza del sindacato, guidata da Maurizio Landini, ha invitato la premier,..

Lagarde non molla sui tassi,
ma i “basta” non si contano più

Nel tirare dritto con un altro maxi-rialzo dei tassi, il sesto di fila, Christine Lagarde ha mutato la forma, non la sostanza. Nella settimana del ciclone finanziario che ha investito prima la Silicon Valley e poi la Svizzera trascinando verso il fondo tutti i listini europei e americani per le paure di una nuova crisi in stile Lehman, in molti alla vigilia del Consiglio Direttivo avevano scommesso su un rallentamento nella stretta monetaria della Bce. Così non è stato: Francoforte ha deciso di alzare i tassi d'interesse ancora di mezzo punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 3,50%, quello sui depositi al 3%, e quello sui prestiti marginali al 3,75%. Continua su Huffington Post

Evviva Mirello, immenso e inossidabile cacicco del Pd

Roma. La destra non “ha visto arrivare Elly Schlein”, ma Elly Schlein non ha visto arrivare, alla Camera, Vladimiro, Mirello, Crisafulli. Cosa è peggio? E’ il cacicco uno, il “barone rosso”, il “fratello di Sicilia” di Massimo D’Alema. Sono cento chili di puro “cacicco”. E’ la figura che la nuova segretaria del Pd intende eliminare: “Via i cacicchi e i capibastone”. Applausi del Pd: “Brava! Sì! Così!”. Crisafulli? Ma come chi è? E’ il Pancho Villa di Enna, Sicilia come il New Mexico, il Vladimiro più famoso di Lenin. La notizia ve la diamo subito. Anche Crisafulli ha votato Schlein. “Ovvio! Ho votato Sclin. Bedda, bedda. Funziona. Mizzica, se funziona. Magnifica! Lo testimonio”. Andrea Orlando lo chiama il “comandante”. Piero Fassino si inchina: “Ma no, Piero. Ora mi susu io”..

A Montecitorio Meloni trasforma
il question time in un talk show

Che non fosse un question time del presidente del Consiglio uguale a tutti gli altri question time dei presidenti del Consiglio lo si è capito quando a partire dal fine settimana gli sherpa di Palazzo Chigi si sono messi in moto e hanno discretamente contattato a uno a uno tutti i ministri: "Mercoledì alle 15 Giorgia Meloni va in aula, se ci fossi sarebbe una cosa molto gradita". Un lavoro di scouting che ha dato i suoi frutti. Quando la premier si presenta nell'aula della Camera per rispondere alle interrogazioni che le rivolgono parlamentari di maggioranza e opposizione, i banchi del governo sono stracolmi. Sono ben sedici i ministri presenti, da Matteo Salvini a Antonio Tajani, da Roberto Calderoli a Francesco Lollobrigida, da Matteo Piantedosi a Anna Maria Bernini. Alcuni..

Putin manda messaggi a Biden:
un drone americano abbattuto

Per la prima volta dall’inizio della guerra russa in Ucraina, un velivolo statunitense senza pilota è stato abbattuto sul Mar Nero dopo essere stato colpito da aerei da guerra russi. L’episodio alza ulteriormente la tensione, palesando il rischio di un contatto diretto Russia-Nato, ma rappresenta soprattutto un segnale che Mosca ha voluto mandare a Washington riguardo al suo sostegno militare all’Ucraina. Senza sorprese, la versione americana e quella russa sono completamente diverse: gli americani hanno parlato subito dell’abbattimento in acque internazionali di un MQ-9 Reaper in seguito a una collisione con una coppia di jet da combattimento russi che avrebbero colpito l’elica del drone di sorveglianza. Continua sull'Huffington Post

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