Sezioni Tematiche

Pd, l’arrivo di Giarrusso è un caso
Bonaccini apre, “ma chieda scusa”

"Siamo un partito aperto a chiunque. E se Dino Giarrusso vorrà entrare e iscriversi, prima chieda scusa a chi ha ferito in passato e dimostri di accettare le regole e il percorso di questo partito". Così Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria dem, e presidente dell'Emilia Romagna, durante il suo intervenuto alla giornata conclusiva di Energia Popolare, torna sul caso dell'ex cinquestelle Dino Giarrusso, che ieri da questo palco ha annunciato il suo ingresso ufficiale nel Pd. Continua su Huffington Post

Nel nome di Falcone: intransigenza o dialogo con Lagalla?

C’è un po’ di confusione nel cielo dell’antimafia. Ma non nel cielo cupo e inaffidabile dell’antimafia stracciona, quella dei tanti forcaioli che la utilizzano come un taxi per partecipare ai talk-show televisivi, per vendere un libro in più, per avere la scorta più blindata del mondo o per raggiungere un altro traguardo di carriera. C’è confusione nel cielo limpido e terso dell’antimafia più nobile: quella che rispecchia e tramanda, alla nostra memoria, il martirio di Giovanni Falcone. Tutto nasce da una domanda: ma Maria Falcone, sorella del giudice massacrato nella strage di Capaci, ha fatto bene o male a incontrare Roberto Lagalla, il sindaco di Palermo che, durante la campagna elettorale non rifiutò con la necessaria determinazione l’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due uomini politici mascariati..

Meloni fatica, ma l’opposizione
le regalerà Lazio e Lombardia

Giorgia Meloni ha davvero un problema al giorno, e il bello peraltro è che non lo risolve, preferendo retromarce (l’ultima sulla giustizia) e rinvii, come nella tradizione del miglior Giuseppe Conte che, sui balneari, non avrebbe saputo fare di meglio: proroga di quattro mesi e nomina di un gruppo di lavoro. Se però c’è elemento sui cui può contare è la fedele e granitica complicità dell’opposizione, senza neanche aver bisogno di commissariarla come, invece, le tocca fare con Fabio Rampelli. Questione evidentemente di massima urgenza, essendosene occupata da Algeri, nel pieno di una visita di Stato. Continua sull'Huffington Post

Come Nostra Signora della Memoria ha redento Lagalla

E poi c’è lei, Santa Maria della Memoria e delle Cerimonie, la sorella di Giovanni Falcone. Per quasi un anno i duri e puri dell’antimafia hanno guardato in cagnesco Roberto Lagalla, sindaco di Palermo. Gli hanno contestato – anche con accenti ruvidi, acidi, rasposi – di non avere preso sufficientemente le distanze, durante la scalata a Palazzo delle Aquile, dall’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due esponenti politici condannati, incarcerati e mascariati a vita per i loro maleodoranti rapporti con Cosa Nostra. Ma ieri è stata finalmente celebrata la festa del perdono. Maria Falcone è salita al Municipio e, dopo un lungo e cordiale colloquio con Lagalla, ha accettato che i fotografi immortalassero il momento della pacificazione. Tutto cancellato. Il sindaco parteciperà, il prossimo 23 maggio, all’annuale..

Fine sostegno mai. Così nessuno
può escludere una guerra diretta

Se il Magnifico insegnava che non ci può essere certezza del domani, dopo undici mesi di previsioni spesso smentite e travolte dagli eventi chi può onestamente mettere la mano sul fuoco che l’Occidente non sarà costretto presto a un ulteriore coinvolgimento nella guerra fra Russia e Ucraina? Con il sì all’invio dei carri armati più avanzati tra quelli impiegabili in battaglia, l’Occidente ha di fatto superato, seppur con riluttanza, una linea rossa che aveva tracciato mesi fa, quando il discorso era esteso tanto agli aerei da guerra quanto ai mezzi corazzati. Continua su Huffington Post

Alla Regione c’è un governicchio che gioca a mosca cieca

Mi dispiace di non avere a portata di mano la cultura scoppiettante del collega di Livesicilia, e di non potere quindi criticare Giorgia Meloni e la sua corte di patrioti con una robusta e croccante citazione di Leone Tolstoi. Cercherò comunque di arrangiarmi con i miei mezzi, con il mio linguaggio, con le poche cose che so. Quale autorevolezza potrà avere da ora in poi un presidente della Regione che, insultato e segnato a dito da Manlio Messina, il Balilla che per tre anni ha occupato il Turismo, finisce poi per ubbidire ai suoi diktat, diramati, manco a dirlo, dal quartiere generale di Fratelli d’Italia? E quale autorevolezza potrà avere l’assessore Francesco Scarpinato, anche lui di Fratelli d’Italia, cacciato dalla porta del Turismo tra mille sospetti e rientrato miracolosamente dalla..

In Ucraina arrivano i carri armati
E Kiev già chiede i jet da guerra

Saranno circa 30 i carri armati Abrams che l’amministrazione Biden si prepara a inviare in Ucraina. Secondo fonti americane, la Casa Bianca potrebbe darne annuncio ufficiale già questa settimana, dopodiché serviranno alcuni mesi per addestrare le truppe e i tempi della consegna effettiva non sono ancora chiari. Fatto sta che la svolta degli Stati Uniti, finora riluttanti a mandare i propri carri al fronte contro la Russia, concede alla Germania quella cornice internazionale che Olaf Scholz ha sempre posto come condizione per cedere i Leopard tedeschi a Kiev. Senza più indugi, il cancelliere annuncia già oggi la decisione di inviare 14 carri in Ucraina. "Nel giro di tre mesi" i carri 'made in Germany' saranno al fronte, dice il ministro della Difesa Boris Pistorius. Berlino ha vinto la sua partita..

Meloni: non si torna indietro
Scatta lo sciopero dei benzinai

Confermato lo sciopero per i benzinai, a partire dalle 19 del 24 gennaio (dalle 22 sulle autostrade) per le successive 48 ore. Il Governo, secondo le associazioni di categoria Faib, Fegica, Figisc-Anisa, sta nascondendo le sue responsabilità a svantaggio degli addetti del settore, a cui rivolte accuse infondate di speculazione. Su questo, la premier Giorgia Meloni è fermissima: "Non potevamo tornare indietro su un provvedimento che è giusto, pubblicare il prezzo medio è di buon senso. Su altro siamo andati incontro. Nessuno vuole colpire la categoria". Continua su Huffington Post

Dove porta il controcanto sull’arresto di Messina Denaro

Trent’anni per catturare Messina Denaro non sono certo pochi, e per trent’anni l’ultimo esponente della mafia stragista ha goduto di protezione e di complicità, ha vissuto nel suo mondo, resistendo alla decapitazione di tanti suoi sodali e parenti e alle ricerche che, con alternante intensità, sono state organizzate. È stato protetto da una vasta “zona grigia” omertosa e impaurita, quella che ha sempre offerto il brodo di coltura alla mafia ed ha intrecciato accordi e affari con la “borghesia mafiosa” del territorio. Quanto emerge in questi giorni conferma che c’è ancora tanta strada da fare per vincere la guerra. Eppure l’arresto di Messina Denaro è una bella, grande, battaglia vinta, un successo dello Stato, una prova che esso è in grado di far valere la propria forza. Se la racconti..

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