Sezioni Tematiche

“Alla mafia non basta l’identità
criminale, le serve una politica”

“Da quando la mafia esiste attinge alla tradizione sicilianista, puntando sul lamento dell’Isola oppressa dal potere italiano, imposto a partire dal Risorgimento. Il testo di Matteo Messina Denaro si inscrive in questa lunga tradizione e, ancora una volta, dimostra che alla mafia non basta l’identità criminale, ma ha bisogno anche di un’identità politica”. Prima di rispondere alle nostre domande, lo storico Salvatore Lupo, raffinato studioso della mafia, è curioso di leggere per intero la lettera di Matteo Messina Denaro alla famiglia, ritrovata nel corso dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto della sorella, Rosalia, pur avendo il sospetto di sapere già dove andrà a parare. Gli invio il testo nel quale Messina Denaro esordisce scrivendo: “Essere incriminati di mafiosità, arrivati a questo punto lo ritengo un onore. Siamo stati perseguitati come..

Tutti colpevoli. Memorandum dai primi giorni del Covid

21 febbraio 2020, ore 00.45. L'Ansa batteva questa notizia: Un trentenne ricoverato all'ospedale di Codogno, nel milanese, è risultato positivo al test del Coronavirus. "Sono in corso le controanalisi a cura dell'Istituto Superiore di Sanità", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera aggiungendo che l'italiano "è ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Codogno i cui accessi al Pronto Soccorso e le cui attività programmate, a livello cautelativo, sono attualmente interrotti". Era il primo caso di italiano positivo a quello che qualche mese dopo sarebbe diventato "Covid". L'uomo, il suo nome era Mattia, non era mai stato in Cina ma, forse, si ipotizzava, aveva cenato con una persona di ritorno dal paese asiatico. Prima di lui due turisti cinesi erano risultati positivi a Roma, ma la notizia del trentottenne..

Mattarella riporta lo Stato
a Crotone dopo il naufragio

Facciamola breve, perché ci sono dei momenti in cui le parole sono pressoché superflue di fronte all’eloquenza dell’immagine. L’immagine di Sergio Mattarella, nel Palasport di Crotone dove sono allineate le 67 bare dei migranti inghiottiti dal mare e dalla colpa degli uomini. In un profondo, quanto denso silenzio. Silenzio che sussurra ai morti scusateci, per le omissioni, i ritardi, la durezza della coscienza di fronte alla dignità umana. Silenzio che urla dolore e amarezza. Silenzio che accoglie, in una profonda condivisone, quel dolore della popolazione attorno che invoca “giustizia”. Continua sull'Huffington Post

Il caro voli? Dramma della gelosia tra Aricò e Codacons

Tra le cosuzze tanto care al presidente Schifani in questo avvio di legislatura c’è l’osservatorio regionale sul trasporto aereo, un organismo deputato a vigilare sul caro-voli. Una sorta di Codacons alla siciliana, a cui, però, il Codacons non è stato invitato a partecipare. All’atto dell’insediamento, insieme all’assessore Alessandro Aricò, erano presenti in dodici, fra cui numerosi “doppioni”: tre rappresentanti di Gesap (la società di gestione dell’aeroporto di Palermo), due della Sac (Catania), un paio di docenti di Statistica, e così via. Nessuna traccia dell’associazione che da anni si batte a tutela dei consumatori e le cui denunce – emulate da Schifani - hanno convinto l’Antistrust ad aprire un’indagine sul presunto duopolio allestito da Ita e Ryanair per rifilare ai siciliani tariffe sconsiderate. Insomma, sembra che la Regione abbia provato a..

C’è un problema Piantedosi
nel problema dei migranti

Deve essere il portato di uno stato confusionale il cortocircuito logico e semantico per cui Matteo Piantedosi, dopo aver spiegato che “la disperazione non giustifica viaggi che mettono in pericolo i figli” – dichiarazione di rara inconsapevolezza se parametrata al ruolo ricoperto – per mettere una toppa prova a spiegare in commissione che voleva intendere “fermatevi, verremo noi a prendervi”. E francamente non si comprende neanche in questo caso cosa voglia dire, se non, alla fine della storia, che ha poca dimestichezza nel maneggiare la disperazione umana e, ancor di più, il tema migratorio, diventato il buco nero del governo sovranista. Continua su Huffington Post

La vittoria di Elly è il risultato di una frattura insanabile

Cominciamo dagli aspetti più evidenti, quelli che riferiscono tutti. Una donna di 38 anni è la nuova segretaria del Partito democratico. L’hanno voluto gli elettori delle primarie, smentendo tutti i pronostici e sovvertendo i risultati dei circoli. Già questo dà il segno di un voto non orientato dai dirigenti, dalle correnti organizzate come, almeno in parte, può essere avvenuto per quello degli iscritti. Il risultato indica così una certa frattura tra i militanti e la più vasta platea dei cittadini che si sono recati ai gazebo, un modo diverso di vedere il partito, una domanda di partecipazione inespressa e ignorata da tempo. Questi cittadini, ad una proposta di rinnovamento dentro uno schema tradizionale, ne hanno preferito una molto più chiara ed evidente, hanno posto l’esigenza di una svolta, di una..

Ultimo saluto a Maurizio Costanzo
De Filippi e la polemica selfie

Maria De Filippi, alla Camera ardente del marito Maurizio Costanzo in Campidoglio si è fermata con le persone che sfilavano in sala della Protomoteca, ricevendo le condoglianze e stringendo mani. Un paio di fan si sono spinti anche a chiedere alla conduttrice un selfie che lei, con gentilezza e garbo, si è prestata a fare. La richiesta di foto fatta dagli ammiratori è stata giudicata più che invadente e inopportuna da molti utenti di Twitter. "Ho appena visto uno farsi un selfie con Maria de Filippi nella camera ardente di Maurizio Costanzo. Forse la migliore rappresentazione della decadenza morale di una intera generazione", scrive il giornalista Andrea Pennacchioli. Rita Dalla Chiesa commenta: "Questa è la faccia di chi ha voluto farsi un selfie con Maria… Chi lo riconosce lo eviti...

Anche a Bruxelles c’è un monumento agli sprechi di Sicilia

La Regione ha un ufficio di rappresentanza a Bruxelles. Ma non lo usa, non più. Anche questo, come spesso accade alle nostre latitudini, è diventato sinonimo di spreco. Come riporta il Fatto quotidiano, infatti, per garantire le spese condominiali e le utenze, ogni anno, la Regione sborsa fino a ventimila euro. L’immobile è di proprietà, dato che fu acquistato nel 2011 per una cifra prossima al milione e 800 mila euro. Ma a lavorarci, dopo il “taglio” netto operato da Musumeci, è rimasto un solo funzionario. Intrufolato fra troppe scartoffie. Con Crocetta la struttura si avvaleva di 16 collaboratori e garantiva una vetrina importante alla comunicazione degli europarlamentari siciliani, o ai deputati regionali in trasferta nella capitale europea. Offriva, peraltro, un punto d’approdo alle scolaresche siciliane o alle classi universitarie..

Schifani scopre dopo tre giorni la voragine della sanità

Chissà dov’è stato nelle prime tre giornate di sciopero il presidente della Regione, Renato Schifani. Forse a pranzo o a cena o ad una festa con i suoi fraternissimi amici della clinica Maddalena, una delle più famose e potenti strutture ospedaliere della Sicilia. Certamente non è andato in giro per ambulatori e presidi sanitari, dove avrebbe potuto rendersi conto in quale voragine è precipitata la sanità governata dalla Regione. Si è accorto del problema solo oggi, quando oltre tremila operatori delle strutture private e dei laboratori di analisi si sono riversati in piazza Ottavio Ziino per chiedere a gran voce, e con slogan pesantissimi, le dimissioni dell’assessore al ramo, incapace persino di rispondere a una interrogazione parlamentare. Vista l’imponenza della manifestazione, il presidente si è reso conto che non poteva..

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