Sezioni Tematiche

Addio Minà, amico dei ‘grandi’
Le sue interviste nella storia

Una malattia cardiaca ha portato via Gianni Minà. Il celebre giornalista si è spento oggi a Roma, avrebbe compiuto 85 anni a maggio. L'annuncio della morte è stato dato sulla sua pagina Facebook: "Gianni Miná ci ha lasciato dopo una breve malattia cardiaca. Non è stato mai lasciato solo, ed è stato circondato dall’amore della sua famiglia e dei suoi amici più cari. Un ringraziamento speciale va al Prof. Fioranelli e allo staff della clinica Villa del Rosario che ci hanno dato la libertà di dirgli addio con serenità". Continua sull'Huffington Post

Ponte su Ponte. Qui si chiacchiera, altri li costruiscono

Quando nei primi anni ‘90 del secolo scorso le autorità della Scania e il governo danese cominciarono a discutere di un ponte sull’Øresund (in danese) o Öresund (in svedese) lo stretto che separa il Baltico dal Mare del Nord e divide i due paesi scandinavi, fu come abbattere un secolare feticcio incistato nello spirito dei popoli. La Danimarca, più ricca e dinamica, si riprendeva quella regione meridionale della Svezia un tempo prospera e fertile dominata dall’aristocrazia agraria (ancor oggi alimenta il partito dei contadini), che le era stata sottratta nel 1658 dalla soldataglia calata dal nord per soddisfare le brame imperiali del re Carlo X. Ancor oggi la bandiera della Scania, una croce gialla in campo rosso, richiama quella danese (croce bianca in campo rosso), mentre nel vessillo svedese la..

Migranti, Lampedusa al collasso
Piantedosi: colpa degli italiani

Decine di barconi, gommoni e piccole imbarcazioni che lasciano il porto di Sfax organizzati in gruppi o in preda agli scafisti. Il fiume di migranti che attraversano la rotta della Tunisia per raggiungere le coste italiane sembra incontenibile: nelle ultime 24 ore sono stati oltre tremila i migranti che si sono messi in viaggio e più di sessanta gli sbarchi avvenuti. Nello Stato magrebino la crisi economica e di tensione politica ha provocato un aumento vertiginoso di partenze che ora allarma l'Europa e il governo italiano. Continua su Huffington Post

A Parigi c’è la guerriglia
Salta la visita di Re Carlo

Non ci sarà re Carlo III a Parigi domenica. La decisione, resa nota dall'Eliseo, arriva dopo una telefonata tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il monarca: l'attesissima trasferta del sovrano britannico, in programma dal 26 al 29 marzo, è stata rinviata a causa delle violente proteste di piazza contro la riforma delle pensioni che stanno infiammando la Francia da settimane. I sindacati, d'altra parte, lo avevano detto: "Continueremo la mobilitazione e anche la visita di re Carlo III sarà nel nostro mirino". Un'occasione preziosa per avere maggiore visibilità e suscitare clamore. E, infatti, a fronte dell'annuncio di un'altra giornata di manifestazione nazionale, il prossimo 28 marzo, il rinvio è stato concordato "per poter accogliere sua Maestà nelle condizioni che corrispondono alla nostra relazione di amicizia", recita la nota dell'Eliseo...

Ronzulli, l’ape in rovina

La fu plenipotenziaria è uscita dal cuore di Berlusconi, che si lamenta per l’eccessiva aggressività della sua linea contro il governo

Salvini da Vespa con il micro-ponte. Ma perché l’ha fatto?

Mercoledì sera, da Bruno Vespa, Matteo Salvini ha mostrato “in esclusiva” il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo stesso plastico che Silvio Berlusconi portò, sempre a Vespa, ventidue anni fa. Negli ultimi decenni il ponte in miniatura, l’unico che in effetti sia mai stato costruito, era rimasto in un corridoio del ministero dei Trasporti. Finché il ministro non lo ha fatto riesumare. E da allora pare che lo propini a tutti. In pratica, se entri al ministero, Salvini ti acchiappa e ti fa vedere il micro-ponte. Ovviamente è bellissimo. Finirà sul suo comò, come una statuetta gentile. C’è chi in camera da letto tiene i pastorelli di terracotta, chi gli angioletti di porcellana, e chi come Salvini ci tiene un Ponte sullo Stretto. Con scritto sotto, ovviamente: “Bacioni..

Macron piegato dalle proteste
Le Pen sente profumo d’Eliseo

L’affaire del 49.3, messo a difesa della riforma delle pensioni, ha concentrato l’attenzione sul governo Macron-Borne e sulla capacità del presidente Emmanuel Macron di affrontare l’attuale fase critica e conflittuale, che potrebbe aprire ad un prosieguo assai impervio dei prossimi quattro anni del quinquennato. L’attenzione, in questo frangente, si è posata anche sulla mobilitazione delle opposizioni e sulla loro capacità di bloccare, ma non di offrire proposte alternative, nel contesto dell’alta polarizzazione del sistema partitico francese. Continua su Huffington Post

Così il fattore Mediaset cambia la linea di Forza Italia

Per restare l’imprenditore Berlusconi, si trucca ora da Cavalier Meloni. E’ Giorgia Meloni l’ultimo cosmetico di Berlusconi. E dicono infatti che sia per amore di Marina, Pier Silvio e degli altri figli, per avere la pubblicità delle partecipate di stato, che Berlusconi si sia ancora una volta affidato alle cure dei suoi visagisti di fiducia, Gianni Letta e Luigi Bisignani, la vecchia “ditta”, dopobarba e nomine, “Gianni e Gigi, da quarant’anni insieme”. A Vittorio Sgarbi ha confidato: “Alle prossime elezioni avrò novant’anni” e aggiunto: “Non potrò essere io il leader di Forza Italia e Forza Italia non potrà più chiamarsi Forza Italia”. A giorni alterni pensa che serva “il partito unico” e il giorno dopo immagina il Partito repubblicano. Forza Italia si è trasformata in Forza Meloni e per gli..

Salvini sulle nomine conta zero
Così nasce il dispetto alla Meloni

Quando Giorgia Meloni prende la parola nell’aula della Camera per replicare nel dibattito sul prossimo Consiglio europeo, l’unico ministro in quota Lega al suo fianco è Giuseppe Valditara. È arrivato poco prima, a un’ora dall’inizio della discussione, un po’ trafelato. Solo dopo lo raggiungeranno Roberto Calderoli e Alessandra Locatelli. Matteo Salvini è al ministero, la sua mattina passa in un profluvio di comunicati su incontri e riunioni, quasi a rendere evidente a tutti la sua impossibilità di essere presente. Continua sull'Huffington Post

Usi la testa più della pancia: così la Meloni può svoltare

Una stramba polemica ha coinvolto la presidente del Consiglio ed alcuni esponenti della sinistra. A Fratoianni non è piaciuta una citazione di Ernest Renan sulla Nazione, un “plebiscito che si rinnova ogni giorno”, sostenendo che lo scrittore e storico francese del XIX secolo è stato un “teorico del razzismo”. Corrado Augias ha invitato la presidente del Consiglio a non mettere le mani sull’autore della famosa Storia del Cristianesimo. All’uno e all’altro lei ha risposto in modo piccato e del tutto condivisibile che la cultura è patrimonio di tutti, ricordando quanto sia assurda la pretesa di una sorta di monopolio della sinistra sulla stessa. In breve, questo l’antefatto che induce qualche riflessione. È di gran lunga preferibile la Meloni impegnata in una polemica di questa natura, a quella che alcuni mesi..

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