Sezioni Tematiche

Ma se il gas costa meno
non è merito della Meloni

Arrivare al Governo dopo anni di bellicosa opposizione per poi ammettere che non ci sono i soldi per onorare gli impegni assunti in campagna elettorale non era certamente quello che ci si aspettava da Giorgia Meloni. Succede perciò di doversi intestare risultati positivi senza tuttavia spiegare in che misura si è contribuito a raggiungerli. È il caso del marcato calo delle bollette del metano. L'Arera, l'Autorità di Regolazione dell'energia, ha comunicato giovedì che a gennaio la spesa per il consumo di gas delle famiglie in regime di tutela è in forte discesa, oltre il 34% in meno rispetto al mese precedente. Tanto è bastato alla premier per rivendicare la brillante notizia come la diretta conseguenza delle sue decisioni politiche: "ll calo del 34,2% della bolletta del gas sul mercato tutelato..

Giuliano Ferrara su Giorgia e gli sbroccati della destra

"Gli sbroccati della destra, ecco il vero problema di Giorgia Meloni". Comincia così la riflessione di Giuliano Ferrara sul 'Foglio', all'indomani delle dichiarazioni (e rivelazioni) di Giovanni Donzelli che, oltre al ministro della Giustizia Nordio, hanno messo in imbarazzo pure la presidente del Consiglio. "Lei - prosegue Ferrara - si è seduta su un divano di similpelle simildraghi, scelta razionale, profilo efficace di una gavetta di totale successo, dal Colle Oppio a Palazzo Chigi in dieci annetti e senza passare dal “via”, come si dice a Monopoly, ma in questa sospensione tra l’icona del banchiere occidentale e le memorie almirantiane ecco comparire il fantasma dello sbroccato, effettivo e anche potenziale: non solo il giovane Donzelli, monolocalizzato con il sottosegretario Delmastro, anche per non essere costretto alla vita dolce e notturna..

La Foss si libera di Tarantino

Vertice dell'assessore Amata coi sindacati: "Entro il 10 febbraio nuovo Cda". L'uomo di Messina resta a capo della Film commission

Vi spiego perché Dino Giarrusso cambia di nuovo casa

Se Dino Giarrusso si scusasse, potrebbe avere la tessera del Partito democratico. Non sarebbe in fondo una condizione pesante per l’ex Iena. Alla fine del 1500, Enrico di Navarra abbandonò la sua fede protestante per quella cattolica e ottenne il trono di Francia. “Parigi val bene una messa”. Qui ci troviamo di fronte a vicende ben più modeste e, in una certa misura, anche esilaranti. Giarrusso ha più volte insultato il Partito democratico, lo ha ritenuto “morto”, lo ha paragonato a un’organizzazione criminale. Ha fatto in fondo la stessa parte dei suoi compagni di partito, da Grillo a Di Maio, dando un contributo alla demonizzazione dell’avversario. Adesso esprime “molta gioia ed orgoglio” per “entrare in una casa che esiste da  tempo e col rispetto per chi l’ha costruita”. Va bene..

Il Pd chiede di silurare Donzelli
L’imbarazzo di Nordio e Meloni

"Dispiace che Meloni faccia finta di niente e se non interviene siamo portati a pensare che abbia approvato quanto accaduto ieri". Sono parole forti quelle del Pd nella risposta all'informativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul caso Cospito. I dem chiedono uniti che vengano subito allontanati dai ruoli sia Delmastro che Donzelli. "Quello che è accaduto ieri è di una gravità inaudita. Da questi comportamenti viene messa in pericolo la sicurezza nazionale" ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani. "Basterebbe questo ad allontanare dai ruoli che ricoprono sia Delmastro e Donzelli", ha aggiunto. "L'uso che è stato fatto di quelle informazioni ha minato il rapporto fra istituzioni dello stato e fra maggioranza e opposizione". Continua sull'Huffington Post

Zelensky, dalle bombe a Sanremo
Il Cda Rai convoca il direttore

Il cda Rai ha affrontato anche il caso Zelensky a Sanremo. I consiglieri, come apprende LaPresse, confermano la linea dell'azienda per il sì all'intervento del presidente ucraino ma vogliono al più presto parlare con il direttore dell'intrattenimento Rai, Stefano Coletta, per capire che cosa contiene il messaggio registrato e se ci sono prese di posizione che potrebbero nuocere all'azienda. Continua sull'Huffington Post

Pd, l’arrivo di Giarrusso è un caso
Bonaccini apre, “ma chieda scusa”

"Siamo un partito aperto a chiunque. E se Dino Giarrusso vorrà entrare e iscriversi, prima chieda scusa a chi ha ferito in passato e dimostri di accettare le regole e il percorso di questo partito". Così Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria dem, e presidente dell'Emilia Romagna, durante il suo intervenuto alla giornata conclusiva di Energia Popolare, torna sul caso dell'ex cinquestelle Dino Giarrusso, che ieri da questo palco ha annunciato il suo ingresso ufficiale nel Pd. Continua su Huffington Post

Nel nome di Falcone: intransigenza o dialogo con Lagalla?

C’è un po’ di confusione nel cielo dell’antimafia. Ma non nel cielo cupo e inaffidabile dell’antimafia stracciona, quella dei tanti forcaioli che la utilizzano come un taxi per partecipare ai talk-show televisivi, per vendere un libro in più, per avere la scorta più blindata del mondo o per raggiungere un altro traguardo di carriera. C’è confusione nel cielo limpido e terso dell’antimafia più nobile: quella che rispecchia e tramanda, alla nostra memoria, il martirio di Giovanni Falcone. Tutto nasce da una domanda: ma Maria Falcone, sorella del giudice massacrato nella strage di Capaci, ha fatto bene o male a incontrare Roberto Lagalla, il sindaco di Palermo che, durante la campagna elettorale non rifiutò con la necessaria determinazione l’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due uomini politici mascariati..

Meloni fatica, ma l’opposizione
le regalerà Lazio e Lombardia

Giorgia Meloni ha davvero un problema al giorno, e il bello peraltro è che non lo risolve, preferendo retromarce (l’ultima sulla giustizia) e rinvii, come nella tradizione del miglior Giuseppe Conte che, sui balneari, non avrebbe saputo fare di meglio: proroga di quattro mesi e nomina di un gruppo di lavoro. Se però c’è elemento sui cui può contare è la fedele e granitica complicità dell’opposizione, senza neanche aver bisogno di commissariarla come, invece, le tocca fare con Fabio Rampelli. Questione evidentemente di massima urgenza, essendosene occupata da Algeri, nel pieno di una visita di Stato. Continua sull'Huffington Post

Come Nostra Signora della Memoria ha redento Lagalla

E poi c’è lei, Santa Maria della Memoria e delle Cerimonie, la sorella di Giovanni Falcone. Per quasi un anno i duri e puri dell’antimafia hanno guardato in cagnesco Roberto Lagalla, sindaco di Palermo. Gli hanno contestato – anche con accenti ruvidi, acidi, rasposi – di non avere preso sufficientemente le distanze, durante la scalata a Palazzo delle Aquile, dall’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due esponenti politici condannati, incarcerati e mascariati a vita per i loro maleodoranti rapporti con Cosa Nostra. Ma ieri è stata finalmente celebrata la festa del perdono. Maria Falcone è salita al Municipio e, dopo un lungo e cordiale colloquio con Lagalla, ha accettato che i fotografi immortalassero il momento della pacificazione. Tutto cancellato. Il sindaco parteciperà, il prossimo 23 maggio, all’annuale..

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