Sezioni Tematiche

Fine sostegno mai. Così nessuno
può escludere una guerra diretta

Se il Magnifico insegnava che non ci può essere certezza del domani, dopo undici mesi di previsioni spesso smentite e travolte dagli eventi chi può onestamente mettere la mano sul fuoco che l’Occidente non sarà costretto presto a un ulteriore coinvolgimento nella guerra fra Russia e Ucraina? Con il sì all’invio dei carri armati più avanzati tra quelli impiegabili in battaglia, l’Occidente ha di fatto superato, seppur con riluttanza, una linea rossa che aveva tracciato mesi fa, quando il discorso era esteso tanto agli aerei da guerra quanto ai mezzi corazzati. Continua su Huffington Post

Alla Regione c’è un governicchio che gioca a mosca cieca

Mi dispiace di non avere a portata di mano la cultura scoppiettante del collega di Livesicilia, e di non potere quindi criticare Giorgia Meloni e la sua corte di patrioti con una robusta e croccante citazione di Leone Tolstoi. Cercherò comunque di arrangiarmi con i miei mezzi, con il mio linguaggio, con le poche cose che so. Quale autorevolezza potrà avere da ora in poi un presidente della Regione che, insultato e segnato a dito da Manlio Messina, il Balilla che per tre anni ha occupato il Turismo, finisce poi per ubbidire ai suoi diktat, diramati, manco a dirlo, dal quartiere generale di Fratelli d’Italia? E quale autorevolezza potrà avere l’assessore Francesco Scarpinato, anche lui di Fratelli d’Italia, cacciato dalla porta del Turismo tra mille sospetti e rientrato miracolosamente dalla..

In Ucraina arrivano i carri armati
E Kiev già chiede i jet da guerra

Saranno circa 30 i carri armati Abrams che l’amministrazione Biden si prepara a inviare in Ucraina. Secondo fonti americane, la Casa Bianca potrebbe darne annuncio ufficiale già questa settimana, dopodiché serviranno alcuni mesi per addestrare le truppe e i tempi della consegna effettiva non sono ancora chiari. Fatto sta che la svolta degli Stati Uniti, finora riluttanti a mandare i propri carri al fronte contro la Russia, concede alla Germania quella cornice internazionale che Olaf Scholz ha sempre posto come condizione per cedere i Leopard tedeschi a Kiev. Senza più indugi, il cancelliere annuncia già oggi la decisione di inviare 14 carri in Ucraina. "Nel giro di tre mesi" i carri 'made in Germany' saranno al fronte, dice il ministro della Difesa Boris Pistorius. Berlino ha vinto la sua partita..

Meloni: non si torna indietro
Scatta lo sciopero dei benzinai

Confermato lo sciopero per i benzinai, a partire dalle 19 del 24 gennaio (dalle 22 sulle autostrade) per le successive 48 ore. Il Governo, secondo le associazioni di categoria Faib, Fegica, Figisc-Anisa, sta nascondendo le sue responsabilità a svantaggio degli addetti del settore, a cui rivolte accuse infondate di speculazione. Su questo, la premier Giorgia Meloni è fermissima: "Non potevamo tornare indietro su un provvedimento che è giusto, pubblicare il prezzo medio è di buon senso. Su altro siamo andati incontro. Nessuno vuole colpire la categoria". Continua su Huffington Post

Dove porta il controcanto sull’arresto di Messina Denaro

Trent’anni per catturare Messina Denaro non sono certo pochi, e per trent’anni l’ultimo esponente della mafia stragista ha goduto di protezione e di complicità, ha vissuto nel suo mondo, resistendo alla decapitazione di tanti suoi sodali e parenti e alle ricerche che, con alternante intensità, sono state organizzate. È stato protetto da una vasta “zona grigia” omertosa e impaurita, quella che ha sempre offerto il brodo di coltura alla mafia ed ha intrecciato accordi e affari con la “borghesia mafiosa” del territorio. Quanto emerge in questi giorni conferma che c’è ancora tanta strada da fare per vincere la guerra. Eppure l’arresto di Messina Denaro è una bella, grande, battaglia vinta, un successo dello Stato, una prova che esso è in grado di far valere la propria forza. Se la racconti..

La giornata siciliana di Bonaccini
che corre per la segreteria del Pd

Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna e candidato alla segreteria del Pd, è sbarcato questa mattina a Palermo. "L'arresto di Matteo Messina Denaro - sono state le sue prime parole - è un colpo importantissimo di magistrati e forze dell'ordine. Legalità e lotta alla mafia sono temi centrali per la qualità dei nostri territori, non certo solo della Sicilia. Le mafie negli ultimi decenni si sono radicate anche al Nord, dove fanno affari senza bisogno di sparare. Questo è un impegno prioritario". Il presidente della Regione Emilia-Romagna è intervenuto anche sul tema delle intercettazioni: "Guai ad eliminarle, sono uno strumento fondamentale per indagare e colpire i delinquenti. E non occorrono nuove norme, è sufficiente che si utilizzino solo le intercettazioni che servono alle indagini, e non per altro. Mi auguro che..

L’antimafia che cattura i boss e quella fasulla della Saguto

Certo, sarà anche stato un capriccio del destino, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che mentre i carabinieri del Ros catturavano Matteo Messina Denaro e assestavano un altro colpo mortale alla mafia, i giudici di Caltanissetta scrivevano parole di fuoco contro l’antimafia degli abusi e degli affari, delle conventicole e delle consorterie, delle finzioni e dei giochi proibiti dentro e fuori i palazzi di giustizia. Ricordate Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo? Per molti anni – da magistrato apparentemente inappuntabile e teatralmente sotto una scorta – aveva traccheggiato con i beni sequestrati ai mafiosi in base a una legge, dettata dall’emergenza, secondo la quale per arrivare alla confisca di aziende, conti correnti e patrimoni immobiliari non servono prove ma semplici indizi. A volte basta..

Perché gli interventi del ministro
della Giustizia sono da applausi

Al grillino Cafiero De Raho, che denunciava i presunti rischi di un indebolimento della lotta alla mafia, ha rimproverato la visuale deformata, perché “avendo lei svolto molto bene il ruolo di procuratore nazionale antimafia, avrà una visione panmafiosa dello stato per cui sembra che il nostro stato sia tutto infiltrato dalla mafia”. E però, “se questa è l’impressione, allora significa che, in questi ultimi trent’anni, la lotta contro la mafia è fallita”. Gioco, partita, incontro, come si dice. E di vittorie schiaccianti, nel dibattito nell’Aula di Montecitorio, Carlo Nordio ne ha riportate molte. Al Pd che sbraitava contro la revisione dell’abuso d’ufficio, ha ricordato che “da me c’è stata una processione di sindaci dei vostri partiti, che sono venuti a chiedermi, implorando, di eliminare – di eliminare! – questo reato”...

Il primo sciopero contro Meloni
lo fanno i benzinai, non la Cgil

La prima parte della storia è che lo sciopero dei benzinai è confermato, nonostante i tentativi di disinnescarlo. Il primo, a neanche cento giorni dalla nascita del governo Meloni, quando solitamente la notizia è la luna di miele dei neo-arrivati, confermata dall’impulso e dall’entusiasmo dei primi atti e provvedimenti. E invece la protesta, che rompe il clima di sonnacchioso indecisionismo tra promesse e dure repliche del principio di realtà, è resa più fragorosa perché parte proprio dall’“interno” del blocco sociale che regge il governo. Rivelatrice della prime, non banali contraddizioni e dei primi focolai di insoddisfazioni. Con il rischio di un effetto a catena, venuto meno il tabù della rottura verso un governo percepito da queste categorie come una bandiera: prima i benzinai, poi gli autotrasportatori, poi i tassisti. Continua..

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