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Lombardia e Autonomia: Salvini
ha bisogno di una bandierina

Tanto tuonò che piovve, una pioggerellina primaverile destinata forse presto ad asciugarsi, o forse no. Il centrodestra si riunisce in un vertice che assicurano “non sia politico” per spegnere il brusio che lo accompagna, “servirà solo a pianificare i dossier e il lavoro del governo”, spiegano, e cosa c’è di più politico di questo? Giorgia Meloni accoglie dunque i due vice presidenti del Consiglio Matteo Salvini e Antonio Tajani, con loro ci saranno i ministri Roberto Calderoli, Elisabetta Casellati e Raffaele Fitto. Basta la ricognizione dei presenti per capire che il focus è su Autonomia e presidenzialismo, serve una registrata dei partiti di governo che vanno per conto loro, bisogna placare soprattutto gli ardori di Salvini. Continua su Huffington Post

Il boss, Ingroia, Campobello e l’invisibilità dell’evidenza

Ricordate Antonio Ingroia? E’ stato per anni la punta di diamante dell’antimafia chiodata. Con le sue inchieste ha fatto tremare i polsi agli uomini più potenti della Repubblica. Ha messo sotto torchio Marcello Dell’Utri e Bruno Contrada. Ha interrogato Silvio Berlusconi e Nicola Mancino. Per chiarire i retroscena della scellerata Trattativa tra lo Stato e i boss di Cosa Nostra ha passato a setaccio parole e opere di tre presidenti della Repubblica: da Oscar Luigi Scalfaro a Carlo Azelio Ciampi fino a Giorgio Napolitano. Ha indagato persino sui narcos annidati nella fragile repubblica del Guatemala. E’ stato erede di Giovanni Falcone e allievo di Paolo Borsellino. E’ cresciuto alla scuola di Gian Carlo Caselli. Ha sgominato cupole e cosche. Ha sbattuto in galera padrini e picciotti. Ha sequestrato patrimoni milionari...

Benzinai, avanti con lo sciopero
“La premier Meloni ci ha tradito”

“Siamo stati traditi dal governo. Venerdì, giorno del nostro ultimo faccia a faccia l’esecutivo, loro stessi avevano certificato che con i prezzi alti i gestori dei distributori non c’entrano niente. E invece ora scopriamo che il decreto pubblicato in Gazzetta non ha cambiato di una virgola l’accanimento mediatico che ci tratta alla stregua di furbetti e speculatori. Una cosa assurda”. La rabbia dei gestori dei distributori, come testimoniano le parole rilasciate ad Huffington Post da Bruno Bearzi, presidente di Figisc-Confcommercio, esplode di nuovo. Tanto che lo sciopero delle pompe di benzina indetto per il 25 e il 26 gennaio, congelato solo 72 ore fa a seguito di rassicurazioni del governo, viene ora confermato senza indugi. Continua su Huffington Post

Addio a Gina Lollobrigida
La diva dalle quattro vite

"La vita à mia, decido io cosa farne", potrebbe essere questo il testatamento di Gina Lollobrigida, perché è quello che l'attrice ha sempre fatto nel corso dei suoi 95 anni vissuti su questa Terra. La "Lollo" sarà per sempre un mito, una diva, per l'appunto, che ha avuto il coraggio di dire le cose senza peli sulla lingua e di vivere almeno quattro vite: da attrice, quando dal nulla si è inventata una professione; da artista, seguendo una vocazione innata per la fotografia, in particolare; da politica, quando ha messo la sua faccia in ben due candidature e la vita degli ultimi anni, quelli difficili, quando ha sempre strenuamente difeso l'operato di Andrea Piazzolla, suo tutor tuttora rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace, e da lei sempre definito "un amico, una persona che mi vuole bene". Un'icona..

Così Berlusconi gioca con Meloni
Ma è il crepuscolo di un leader

La pretesa che Silvio Berlusconi sparisca o, in alternativa, si travesta da capo-claque del governo Meloni è quanto di più vano possa essere immaginato. Primo, perché non esiste forza umana capace di silenziare il Cav il quale oltretutto dispone di potenti megafoni (un tempo lo chiamavano Sua Emittenza). Inoltre, senza i voti berlusconiani la premier tornerebbe a casa, questione di numeri in Parlamento; dunque non è nella condizione di convocare Silvio a Palazzo Chigi per strapazzarlo come, a quanto si dice, Papa Francesco ha fatto con quella lingua lunga di Padre Georg. Né Meloni può sperare di tacitare Berlusconi lanciandogli noccioline tipo elefante allo zoo perché lui non vuole qualcosa in cambio; semplicemente sfoga la frustrazione di chi si sente usurpato del prestigio, del ruolo, dei pennacchi, della vanagloria, dei..

“Io e il Pd”. Piccoli fantasmi contro il partito che non c’è

Il Partito Democratico si muove a fari spenti nella notte. In attesa di eleggere il nuovo segretario nazionale, e di capire chi la spunterà fra la promettente Elly Schlein e il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini (difficilmente ci sarà spazio per un outsider), la democrazia ai piani bassi s’è ingolfata. Una testimonianza arriva dall’avvocato palermitano Vincenzo Lo Re, che denuncia a chiare lettere di far parte di un “organismo fantasma”. Si tratta dell’Assemblea regionale del partito, un’entità astratta che ha smesso di riunirsi da mesi. Almeno stando alle dichiarazioni di Lo Re, che per questo ha denunciato il comportamento omissivo del segretario Anthony Barbagallo, oggi conteso fra Roma e Palermo. Nel senso che a Roma ha scelto di operare, alla Camera dei Deputati; ma a Palermo ha ancora l’incombenza di..

Una Regione di sprechi e affari

Da un lato c’è Micciché, debilitato nella stazza politica, che non desta particolari preoccupazioni; dall’altro le opposizioni, che nonostante l’incandescenza di Cateno De Luca, restano più o meno gestibili; in mezzo la commissione Antimafia, che ha tolto i veli sull’appalto da mezzo miliardo per la riscossione dei tributi negli enti locali (procedura sospesa da Falcone). Ma il vero avversario di Renato Schifani e del suo governo, in questo primo scorcio di legislatura, è la Corte dei Conti. Dopo aver sospeso il giudizio di parifica sul rendiconto 2020, e aver contestato la legittimità costituzionale della spalmatura del disavanzo, la Procura guidata da Pino Zingale ha ficcato il naso in altre questioni controverse che riguardano la Regione: a partire dallo scandalo di Cannes, su cui è stato aperto un fascicolo per appurare..

Il Ministro Abodi: “Col tumore
s’impara a non sprecare tempo”

Pensare oltre e agire veloce. E’ il libro che giace sul divanetto giallo dell’ufficio del ministro Andrea Abodi. Il volume parla di innovazione e giovani, anche se il titolo sembra racchiudere la storia personale di questo manager sessantaduenne che un giorno, nel gennaio del 2021, si è toccato il collo. “E ho sentito due ghiandole, due linfonodi, che mi facevano male. Si erano ingrossati. Giorgia Meloni un paio di mesi prima mi aveva proposto di candidarmi sindaco di Roma per il centrodestra. Seguiranno una biopsia, la scoperta della cellula primitiva tumorale nella parete tonsillare. Dunque un ciclo di chemio e uno di radio. Finito il ciclo di cure, ancora stavano lì. Lo diceva la Pet. Niente da fare: mi sono dovuto operare. Era il 3 agosto 2021. Nel frattempo avevo..

Scarpinato non si dimette

L'esponente di FdI: "Ho chiesto io i documenti". Gelo con Schifani: "Siamo su Scherzi a parte?"

Gerenza

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